Uno schiaffo è forse il gesto più immediato, più “semplice”, quello della reazione immediata.
Basta anche un'occhiata, intensa, che leva il fiato, che si infila come una lama nel cuore e lascia ammutoliti.
Si arriva anche allo stupro, quando la violenza è al suo apice, quando non c'è più possibilità di lotta, quando il mondo crolla e il corpo viene violato.
Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, tutte le volte penso a quanto sono fortunata io, e a quante altre donne non lo sono....il mio pensiero oggi è per loro, e per tutti quei volti di attrici che hanno interpretato personaggi maltrattati e violentati...ogni volto e ogni nome può essere abbinato ad una storia ascoltata, conosciuta, vissuta, combattuta.
Donne che per tutto l'anno, ogni giorno, vivono nell'angoscia, nella paura, non conoscono la comprensione e la solidarietà, accettano le botte e gli abusi sessuali come “normalità”, giustificano il carnefice, si fanno sensi di colpa assurdi, pensano di meritare tutto quello che di brutto le accade...Spero che una giornata come questa faccia comprendere a chi vive in queste condizioni disperate che la violenza non è la normalità di una vita, io tengo per tutte loro, che la mia fortuna possa essere conosciuta anche da loro.
"Non ti muovere, non urlare, se alzi gli occhi ti meno"
"Fai schifo, non meriti niente, non fai un cazzo tutto il giorno..."
"Vedi che mi fai fare? E' colpa tua! Non mi capisci, mi fai solo incazzare"
"Mi hai provocato tu! Te la sei voluta, sapevi a cosa andavi incontro!"
"Se vuoi questo, devi fare quest'altro"
"Se ti permetti ancora di aprire bocca mentre sto parlando te ne accorgi!"
"Come ti sei conciata? Che cazzo pensavi di fare?"
"Se non ti prendevo io, non ti prendeva non ti prendeva neanche un cane!"
Per alcune donne queste sono frasi quotidiane, il problema è che molte di loro ci credono, la violenza comincia da questo!






















































Commenti
25 novembre 2011, 19:26 Brava Maghella bel post!!! Un abbraccio a te e a tutte le donne del sito!!!
25 novembre 2011, 20:03 Mi accodo a Libertà, incredibile che ancora oggi (ma forse non è incredibile, ma solamente tanto triste), succedano ancora queste cose anche tra le mura domestiche e pure spesso. Scaricare sulle persone che ti vogliono bene i propri impeti è di una tristezza assoluta, come uomo non mi permetterei mai di alzare anche solo un dito verso ogni essere vivente (a parte qualche insetto schifoso e mordace, vedi le zanzare), figuriamoci verso una donna, per cui chi lo fa per me è una persona che non merita rispetto.
26 novembre 2011, 11:50 Vero! Purtroppo la violenza parte anche da uno sguardo, nel far sentire in colpa o inadeguate, o peggio ancora nel far credere che tutto quello che di brutto sta accadendo è inevitabile o peggio meritato...Ma di fronte alle botte e agli abusi non ci può mai essere rispetto. Grazie ragazzi :)
26 novembre 2011, 16:00 Non esiste una sia pur minima giustificazione nei confronti di chi maltratta una donna, sia fisicamente che dialetticamente. Tutto rientra nella violenza fisica e psicologica che individui vili e vigliacchi (spesso in compagnia) esercitano nei confronti di un essere che considerano fragile e quindi da coercizzare ai loro voleri. E quante ne vengono uccise. Non c'è pena sufficiente (e di norma è leggera) per questa violenza. Scontata, la bestia si riterrà vittima e vorrà addirittura vendicarsi, senza sapere che il danno che ha causato non verrà mai dimenticato e condizionerà l'esistenza della vittima. Per questo la mia solidarietà a tutte le donne
26 novembre 2011, 16:20 ...mi associo: pollice verso contro questa e ogni altro tipo di violenza. propongo di renderla permanente la protesta e ò'indignazione anzichè relegata a una sola giornata
29 novembre 2011, 13:09 E, per una volta, mi dissocio totalmente da maghella: non può esserci "una" sola giornata celebrativa! Il maurri, ancora controcorrente, è qui per ribadire l'assoluta normalità di un comportamento altrimenti inaccettabile. Perchè, logica vuole che allora ci sia pure una giornata di violenza contro gli uomini....i padri cui nascondono i figli...i detenuti condannati senza prove....le ragazze precarie...Stop! Stop alla follia "celebrativa" che invade, ormai, CR! Se è stata dedicata alle donne la giornata dell'8 marzo (cui mi dissocio, ovvio), credo sia già per ricordarci i maltrattamenti, le percosse, le violenze, le parole di cattiveria espresse per umiliare la persona. La lotta contro le angherie, contro i soprusi sull'infanzia, la lotta per la fame nel modo sono azioni quotidiane. Vanno raccontati, non celebrati. Perciò, come ben dice spopola, pollice verso. Ma non basta una giornata. Anzi, nel suo superfluo mostrare, "violenta" chi l'ha subita, mettendo in mostra politici e quanto altro sui palchi di mezza Italia. Quegli stessi politici (e politiche...) che ogni giorno ci fanno violenza. A tutti. La scuola, la formazione, gli operatori sociali, non possono essere visti come "alternativi": è lì, che si deve lavorarare per raggiungere l'obiettivo prefissato: mai più violenza. Lì, non nelle piazze.
29 novembre 2011, 19:32 Vedi maurri, io credo che invece sia importante ricordare, soffermarsi, riflettere, non celebrare, in questo caso c'è molto poco da celebrare, anzi niente, e non credo che la giornata sia nata con questi propositi. La violenza sulle donne è una realtà, quotidiana per moltissime persone, che tutti i giorni conoscono sulla propria pelle cosa vuol dire, far sentire che non fa parte della quotidianità normale mi sembra importante. Sulle altre cose che dici posso anche essere della tua opinione, molto condivisibile.
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