Domani sera, io e un mio amico, tributeremo un doveroso omaggio all'immarcescibile, immenso Al Pacino con una clip che raccoglierà le sue migliori performance, per un viaggio nella memoria-memorabilia di questo Maestro della recitazione.
Flessuose torbidità della vita, fra anguste catarsi mai scoperte, e quegli zigomi tirati che lagriman sangue di rabbie coagulate, fra tepori che s'addolciranno, nervicamente illusi, e altre sberle in faccia, anche ora ch'è su un inamovibile piedistallo in cui troneggia, con ancora smaniosa voglia di primeggiare quando calca il palcoscenico, o irride i suoi colleghi dall'alto della sua insuperabile classe, anche solo a intimorirli col "timone" della sua nomea.
Ma, un po' esterrefatti, rimaniamo peraltro sconcertati, quando possiamo adocchiarlo in queste foto, che lo ritraggono paurosamente "flaccido", dimesso, esageratamente fuori forma. Anzi, un po' deforme, e certo non gli dona questo "look" poco consono alla sua età, con scarpette da ginnastica e camicione aperto sul petto.
Eppure, come ben ci rammemorò Ghezzi, il suo carisma, come quello dei grandi miti come Brando, rimane intatto, intoccabile.
Perché, anche ora che c'appar "invecchiato", al solo vederlo, non posson che subito venirci in mente ruoli memorabili, dunque indimenticabili.
Comunque sia, "sbirciamolo" così, sebbene oggi sia un po' "sbriciolato".
(Stefano Falotico)






















































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