L'avvio di "C'era una volta il West" è il marchio di fabbrica del cinema di Sergio Leone: dettagli sparati in primissimo piano, particolari sonori in stereofonia, personaggi che non si prendono la briga di presentarsi e appaiono minacciosi, attendendo il momento di far funzionare le pistole. C'è un uomo dai vestiti consunti e color della sabbia che arriva, dopo che i titoli di testa sono affiorati lentamente, e risolve lo stallo in uno scattar d'indice, tre colpi bastano a rimandare l'appuntamento finale con il destino. È Armonica, pistolero con un ricordo tragico che si ricompone allargandosi, e portandolo verso una prevedibile vendetta, parla pochissimo e la sua entrata in scena, sempre per orizzontale, "forando" l'immagine con il cappello in testa, è spesso accompagnata dal suono dello strumento di cui porta il nome, legato al collo da un sottile filo, che staccherà solo nel finale. Charles Bronson, curiosamente in seguito spesso messo in parallelo proprio con Clint Eastwood per via delle scelte professionali, di impersonare vigilantes e uomini che fanno parlare più che altro le armi, è un perfetto eroe silenzioso e solido, che porta avanti un suo disegno coltivato per anni. Sull'altro versante, spietato e dotato di un mortale senso pratico, muove Frank, di nero vestito e capo di una banda di massacratori che si vende al miglior offerente: nel suo passato e nel suo presente c'è molta morte, la sua ferocia è lucida e dettata da un personale senso di sopravvivenza. A differenza riguardo ad Armonica, la bellissima ex-prostituta Jill si concederà al killer perchè non la uccida, e infine l'intento è premiato: come al capitalista Morton, cui l'assassino di professione è fedele solo fino ad un certo punto, la filosofia di Frank appartiene ad un bandito vecchio stampo. Crudele, senza scrupoli, capace di assassinare ragazzi e bambini, ma non si riconosce nel futuro. Come gli dice Armonica prima del duello, quando lui dice di essere solo un uomo, "una razza vecchia". Si sono già incontrati, ma l'eroe lo ha risparmiato dal fuoco dei suoi sgherri traditori, anzi, come egli stesso afferma, "non l'ho lasciato uccidere,non è la stessa cosa". Perché loro due hanno un appuntamento dato anni prima, in cui qualcuno deve trovare la fine dei propri giorni, e qualcun altro liberarsi di un'ossessione che lo tormenta da sempre: la crescente tensione che si propaga con la musica di Morricone che epicizza due uomini che si girano intorno preparandosi al momento cruciale entra nel cuore e nell'animo dello spettatore, che difficilmente potrà dimenticare quella sequenza di cinema. C'è tempo per delineare finalmente, una volta per tutte, come mai quel ricordo attanaglia Armonica, e perchè sarà così decisivo anche per il criminale Frank, ed in un ultimo soffio di vita, raccontare senza spiegarlo a chi muore, il motivo di una caccia così lunga e faticosa. Però, per chi sopravvive, non c'è comunque posto nella nuova America che del West non sa più che farsene, perché il treno, e poi le auto, e ancora gli aerei, collegheranno tutti i lati del paese, e per uomini che privilegiano il silenzio della parola, ed il rumore della canna della pistola che fa fuoco, c'è solo da allontanarsi verso un orizzonte di ricordi, di rimembranze, di un'altra epoca.



















































Commenti
Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra