"Bah, c'è Udo Kier...”
“Chie?”
Questo è un “giochino” che io e mio marito facciamo ogni volta che appare Udo Kier (14 ottobre 1944, Colonia) in un film che stiamo vedendo, e può accadere spesso perché Udo Kier è uno di quegli attori che io amo molto e che ha fatto qualsiasi genere di film, dalla commedia più sciocchina, a quelli d'autore, dai b-movie anni '70, alle serie televisive di culto, dai primi film di Andy Warlhol agli ultimi di Lars Von Trier.
Vampiro per eccellenza nel film di Antonio Margheriti “Dracula cerca sangue di vergini... e morì di sete!!!” (1974), io l'ho sempre amato per il suo aspetto nobile, aristocratico, con gli occhi di ghiaccio, un fisico che gli ha permesso di avventurarsi nei personaggi più improbabili: cattivi, ambigui, feticci, sensuali, comici.
In “Suspiria” sarebbe stato un perfetto “stregone”, invece è un giovane professore che spiega con pazienza la storia delle streghe (io da un professore così mi sarei fatta spiegare qualsiasi cosa), ma come non rimanere rapiti dal suo sguardo magnetico?
Sempre con Argento ritorna ne “La terza madre”, nelle vesti di un sapiente prete, che fa una brutta fine.
Rimasi di stucco nel ritrovarlo anche con L.V.Trier in “Kingdoom”, nei panni di un ambiguo medico, quasi un fantasma. Ma con il regista danese Kier ha un ottimo rapporto, anche di amicizia, infatti è in molti suoi lavori, da “Le onde del destino” a”Dance in the dark”, fino all'ultimo bellissimo “Melanchonia”, dove interpreta un divertente organizzatore di matrimoni.
Ma in questo post non volevo elencare i film che ha interpretato Kier, sono tanti e conosciuti, ma semplicemente omaggiare un tipo di attore che forse non esiste più: l'attore culto.
Kier, per la sua vita privata, per i suoi amori famosi (quello con Fassbinder su tutti), per la sua capacità eclettica di fare qualsiasi ruolo, per il suo fisico così particolare, è veramente un personaggio che ha attraversato varie epoche e svariati ruoli, riuscendo a lavorare in tutto il mondo.
La sua capacità di “parlare tanti linguaggi”, me lo ha reso simpatico a pelle (come si dice), infatti molto spesso i suoi ruoli sono dei veri e propri cammei, il suo nome appare sulle copertine di vecchi e nuovi film donandogli una sorta di splendore in più (almeno per me).
Anche in anni meno facili non ha mai nascosto la sua omosessualità, nonostante abbia interpretato pellicole molto erotiche, facendo ruoli da eterosessuale in modo davvero convincente, rendendolo ancora più affascinante... ebbene sì, non rimango insensibile all'aspetto “malvagio” di questo attore, che mi sorprende ogni volta che lo scorgo in un video musicale, piuttosto che in un film di Herzog, per poi ritrovarlo in b-movie spinti degli anni '70.
Perciò spero sempre di giocare con le parole insieme a mio marito, e nuovamente (come è successo ultimamente con “Malinchonia” al cinema), scherzare nel buio di una sala cinematografica, a bassa voce, dopo una spallata dire: “bah, Udo Kier”, immancabilmente il consorte risponderà: “chie?”
Udo Kier, grande attore tedesco ma davvero diventato universale.























































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