Sfogliavo le ultime pagine del giornale, la cronaca di Milano, e mi balza l’occhio su un trafiletto: “Gli Area a Monza, dopo 30 anni reunion dei membri restanti della storica band, Patrizio Fariselli, Paolo Tofani ed Ares Tavolazzi, per un concerto nel capoluogo brianzolo domani 29 giugno 2011, ore 21.30”. E gratuito, per giunta ! Trasecolo e tramillennio, per dirla alla Groucho Marx, la cosa, a Monza, non era stata affatto pubblicizzata (oscurantismo leghista ?). Mi attivo subito e chiamo il mio amico Roberto, detto “Eric”, grande appassionato di progressive, e gli dico “Domani ci sono gli Area a Monza, dobbiamo andare !!” — e lui “no !! Ca**o ! Domani ho da fare !”— “Sei una sòla e un buffone” – dico, e lui di rimando “pirla” (il nostro rapporto è molto franco).
Ci penso su e chiamo un altro mio amico, Leonardo, ottimo batterista, e gli comunico la notizia. La sua vita è incasinatissima e mi promette di farmi sapere nel pomeriggio. Terminato il lavoro attendo, invano, una sua chiamata; lo ricontatto il giorno dopo chiedendogli che fine avesse fatto. “Ho dimenticato di chiamarti” – mi dice, “ieri è successo di tutto, mia moglie è stata male e si è piantata la macchina”; pertanto, dopo aver convenuto sulla necessità di farsi benedire con un bagno integrale nell’acqua benedetta presso il santuario di S. Maria Hoè, mi chiede: “come è andato il concerto ?” — e io, con sufficienza: “sei un cornuto, il concerto è stasera” (il nostro rapporto è molto franco..ma anche antonio). Dopo il consueto scambio di amenità metto giù.
Solo, quindi; vabbè fatti loro. Non ho nessun problema ad andare ad un concerto in solitaria, se li avessi mia sarei perso gente del calibro di Jethro Tull, Arti e Mestieri, John Surman etc etc.. La serata si avvicina e sono stanchissimo, la giornata lavorativa è stata molto pesante (avrei volentieri “seccato” un paio di colleghi, giusto per gradire) e le attrattive di una tranquilla serata in casa iniziano a farsi sentire (mi sto imborghesendo). In più, dopo 10 minuti, inizia a piovere a dirotto….e il concerto è all’aperto ! Ho un sussulto, avverto Asia e Yasmine che stasera ordinerò delle pizze e che dovranno essere a casa tassativamente per le 19,30, non si sa mai..potrebbe spiovere. Dopo aver cenato (pizza “Viagra” per tirarmi su), mentre Asia mi aiutava a sparecchiare, guardo fuori, la pioggia non accennava a chetarsi e cominciavo a disperare. “Papà, devi andare ad un concerto ? E’ qualcosa che potrebbe interessarmi ?” – Penso dentro di me al sangue del mio sangue alle prese con l’ascolto di un pezzo tipo “Lobotomia” e rispondo: “no, non credo”.
Le 20:45, il tempo passa, andare o non andare ? ma si dai, andiamo almeno a dare un’occhiata. Mi vesto in fretta, prendo la macchina ed esco. In Cinque minuti sono lì, di fronte al parco della Villa Reale di Monza, dove Bossi vorrebbe piazzare i ministeri itineranti (perché non a Giussano ?) e mi guardo in giro. Il palco è al coperto ma gli sparuti spettatori no, tutti con l’ombrello aperto in attesa dell’inizio. Un ragazzo dell’organizzazione, che Allah l’abbia in gloria, distribuisce parti di un rotolone di carta per asciugare i sedili. Mi siedo in una sedia di quelle con schienale molle, rischiando, grazie al mio dolce peso, di cadere all’indietro e aspetto, mentre il gocciolio della pioggia sugli ombrelli produce un effetto quasi ipnotico. E poi, finalmente, alle 21:45 l’annuncio dell’inizio del concerto. Ed eccoli qua, i reduci, insieme a Walter Paoli alla batteria ed Maria Pia de Vito alla voce. Paolo Tofani, con la sua veste e con la testa rasata, sembra un monaco buddista e, assiso su una specie di piccolo tatami, siede nella posizione del loto imbracciando una curiosa chitarra a due manici somigliante ad un sitar. Fariselli, dinoccolato e con una barba bianca alla Terzani, appare felice e Tavolazzi, invece, ha l’aspetto sornione e le movenze “bulgare” di Giovanni Storti, oltre ad una certa rassomiglianza con lui. L’inizio è esitante, soprattutto nelle parti vocali, infatti non si sente la voce ma, già al secondo pezzo e dopo il veloce lavorio del tecnico del suono, il volume vocale migliora, insieme all’affiatamento.
La sezione ritmica è fenomenale, Tavolazzi tesse le sue trame sonore con sicurezza e anche Paoli, non sarà Capiozzo, ma se la cava egregiamente. E nel frattempo smette anche di piovere (Giove pluvio ti ringrazio !!!) e possiamo chiudere gli ombrelli. Tofani si destreggia fra i suoi strani effetti vocali digitalizzati e si cimenta nella parte vocale de “la Mela di Odessa”.
Paolo Tofani possiede, oltre alla sua grande verve di sperimentatore, un tecnica mostruosa, che non ti aspetteresti da uno vestito da bonzo…. e gli anarchici fraseggi al piano e alle tastiere di Fariselli punteggiano il tutto con precisione e puntualità ….Ma andiamo avanti con “Cometa Rossa”, eseguita, a loro dire, senza averla mai provata..
Può darsi sia vero, qualche nota è scappata nel finale… Dopo altri pezzi, si chiude in bellezza con “Luglio, Agosto, Settembre (nero)” e con l’esaltante bis di “Gioia e Rivoluzione”.
Il concerto è finito con 10 minuti di applausi di 2-300 scalmanati (me compreso), molti attempati ma anche tanti giovani. Un bilancio ? Tenuto conto delle difficoltà tecniche dovute al maltempo, un concerto eccezionale. I tre, oltre ad essere musicalmente un tutt’uno, riescono a trasmettere, mentre suonano, un’allegria contagiosa, fatta di ammiccamenti giocosi e partecipazione. Unico neo, ad essere pignoli, la voce di Maria pia De Vito, troppo irraggiungibile il convitato di pietra; ma lei, comunque, dimostra una voglia e una partecipazione encomiabili che, tenuto conto di tutto, non la fanno affatto sfigurare.
Il concerto è terminato ma, all’improvviso, prende la parola Tofani e dice che scenderà tra il pubblico a vendere dei cd ai quali ha partecipato nelle sue numerose esperienze musicali soliste, fatte di Jazz e musiche indiane. Incredulo mi avvicino a lui, lo guardo e acquisto da lui, un po’ imbambolato, un cd dal titolo “Futures Raga” con musiche di Ravi qualcosa…La folla si accalca e un ragazza mi chiede se conoscevo il cd che avevo comprato “No” – Rispondo io, “l’ho preso a caso, ho sentito un altro spettatore che lo lodava” e lei “proverò a fidarmi di te”, “speriamo bene”…e mi allontano per tornare a casa.
Il giorno dopo, Roberto mi chiede “Com’è andata ?” e gli racconto tutto, fino all’acquisto fatto dalle mani di Tofani e lui “Ma va ? E non gli hai chiesto l’autografo ?”, “Chiedere l’autografo a Paolo Tofani ? Ma sei pazzo ?”.



















































Commenti
1 luglio 2011, 21:59 grande racconto spero che vengano dalle mie parti
1 luglio 2011, 23:37 Te lo auguro, sono sempre dei grandi ! Ciao.
3 luglio 2011, 19:04 vedi che mi succede ad abitare fuori mano?Grande Adolfo!
3 luglio 2011, 22:42 Ciao Emidio, ma lo sai che quasi me li perdevo anch'io ? L'ho già detto nel post ma veramente l'evento non è stato pubblicizzato per nulla; Né un cartellone né un annuncio in tutta Monza e dintorni. Ti vedrei bene al Big Four del 6 luglio a Rho...
8 luglio 2011, 20:52 Gioia e complimenti per il post.
8 luglio 2011, 21:21 Grazie Filmoski. Ciao.
27 settembre 2011, 11:31 Grande!!!! vedi il bello di vivere a Milano o Torino, hai queste occasioni che a noi poveri provinciali quando mai capitano? Sugli Area ti consiglio (anche se probabilmente lo hai già visto) il film "Lavorare con lentezza" in una scena del quale viene ricostruito un loro concerto a Bologna nel 1977. A interpretarli i "miei" mitici Afterhours che fanno una cover di "Gioia e Rivoluzione" che io ho trovato bellissima. La cosa non deve essere dispiaciuta agli Area "originali" perché quest'estate hanno suonato a Torino con Manuel Agnelli alla voce. Un saluto
28 settembre 2011, 13:51 Grazie Gianni ! Non ho visto il film ma ne ho sentito parlare, rimedierò. Devo dire che, in questa occasione, il Comune di Monza mi ha sorpreso, normalmente non organizzano concerti di questo livello. Quest'estate, invece, oltre agli Area sono arrivati Poppa Chubby (grande chitarrista "Hendrixiano), Lousiana Red (mito del blues classico) e Robben Ford; c'è vita nella brianza leghista...Ciao e grazie.
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