Chi non conosce la storia di Chet Baker di primo acchito sentendo la sua voce — sottile, soave, angelica, unica — potrebbe pensare che trattasi appunto di un angelo sceso dal cielo. E invece dietro quella voce c'è stato l'Inferno. Agli occhi degli altri. Perchè sia ben chiaro per lui è stato il Paradiso. Il più grande trombettista e cantante della storia del jazz era, come disse un giudice: "Faccia d'angelo, cuore di demonio" fin dagli anni cinquanta. Il suo rapporto con il mondo del cinema invece è stato sporadico e occasionale, nel 1955 appare in un mediocre film di guerra intitolato HELL'S HORIZON — BOMBARDAMENTO ALTA QUOTA di Tom Gries, in cui interpreta un commilitone ovviamente suonatore di tromba. Al termine di quel decennio di gloria, di successi e di legami con l'eroina approda in Europa che nella seconda parte della carriera diventerà la sua prima patria. In Italia soprattutto verrà venerato e coccolato da decine di jazzisti. Nel 1959 la sua "tromba d'oro" risuona e risalta tra la band di Piero Umiliani nelle musiche di AUDACE COLPO DEI SOLITI IGNOTI di Nanni Loy. Nel curioso URLATORI ALLA SBARRA di Lucio Fulci, al fianco degli astri nascenti Mina e Adriano Celentano, partecipa nei panni involontari (?) di un trombettista americano sempre strafatto e "morto" di sonno. In quegli anni (ma non solo allora) per pagarsi la roba Baker suona dappertutto e di tutto. Seguiranno anni difficili e di oblio. Respinto dall'America per la sua condizione di tossicodipendente egli — abbandonate mogli e figli — intraprende dal '78 al 1988 una fase nuova della sua vita artistica in cui suonerà in un numero infinito di concerti insieme ad una sterminata discografia fatta spesso di bootleg. Chet riabbraccia il cinema tra l'87 e l'88 in LET'S GET LOST, un tributo all'artista e all'uomo girato dal fotografo Bruce Weber in un b/n che esalta ancora di più l'inconfondibile viso scarnificato dello stesso Baker protagonista in prima persona del documentario. Accattivante, bugiardo, assente, pieno di talento e fascino, dolce e ironico, umorale e immorale; così lo descrivono amici, le donne avute e i figli. Ma lui ha avuto solo due attrazioni: la musica (da brividi le interpretazioni nel film di IMAGINATION, EVERY TIME... e YOU'RE MY THRILL) e la droga (nello specifico lo speedball, come ammette candidamente alla cinepresa di Weber). Nel finale, in attesa del metadone, rievoca le fasi salienti dell'omaggio come un sogno, poi una didascalia ci ricorda che il 13 maggio 1988 è volato da una finestra di un hotel di Amsterdam.




















































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