Ma anche il gangster classico è stato sviluppato negli anni 90'. E naturalmente, l'artefice di questo processo è stato Martin Scorsese.
In un arco di trent'anni di mafia americana, Scorsese regala uno dei più grandi ritratti di ambiente della storia del cinema. In un lungo flashback, Henry Hill racconta le sue origini e la sua voglia di cimentarsi nel mondo della mafia, fin da giovane. Fondamentale il ruolo delle amicizie, le cattive amicizie, di Henry(James, Paul, Tommy), che lo inducono verso la criminalità organizzata e quindi verso la rovina della sua esistenza. Quando Scorsese si mette in testa di inventare qualcosa di straordinario riguardo al gangster, crea sempre cose egregie. Con questo film si fortifica l'idea del "film a là Scorsese" che attraverserà tutti gli anni 90' e che ancora non riesce ad avere fine. Ma come si fa a diventare "film a là Scorsese"? Inanzitutto, ci vuole un grande protagonista. Scorsese aveva l'attore feticcio Robert De Niro(a cui ha regalato interpretazioni meravigliose in film come Taxi Driver o Toro Scatenato),che con i suoi lineamenti da eterno uomo di mondo e la sua splendida machera da "bravo ragazzo", è sempre riuscito a bucare lo schermo regalando a Scorsese importanti cose. C'è tutto il mondo sporco dell'America: La droga, l'adulerio, la prostituzione, le scommesse clandestine, i furti, gli omicidi. Un ritratto spietato e poco consolatorio di una grande realtà, in uno dei migliori film di Scorsese. Un'epopea gangster che si può perfino paragonare a C'era una volta in America.Una delle scene simbolo.
Ma negli Anni 90' scoppiò anche uno dei casi cinematografici più incredibili della Storia. Il caso Fratelli Coen.
Al terzo film, finalmente tutti riescono a capire che i Coen sono veramente qualcosa di speciale. Crocevia della morte non è solo splendido, grandioso, pieno zeppo di emozioni, importante, ma soprattutto è un gangster puro. Joel Coen assunse in gran modo quell'aria di innovazione che stava arrivando negli anni 90' e costituì tutto il suo stile grazie ad una ricetta semplice: Il cinema del passato più il cinema del presente, al quadrato. Infatti, il cinema dei Coen è veramente un cinema al quadrato. Come nell'esordio Blood Simple, le ambizioni da noir sono ben compensate, ma soprattutto c'è una completezza cinematografica che istituisce altri generi all'interno di un unico film. Non come in Pulp Fiction, badate bene. Coen riesce a fondere tutto, non tralasciando neanche il minimo particolare e senza reinventare niente. Insomma, Crocevia della morte cos'è? Un gangster movie? Si,certo. Un Noir? Si,eccome. Un melò? Anche. Ha un genere tutto per sè? Assolutamente no. La grande capacità dei Coen sta nel mescolare le carte per rendere al meglio alcuni aspetti importanti di qualunque tipo di cinema. Il soggetto del film è una guerra tra due amici o tali: Leo e Tom. L'amicizia tra i due è forte ma la voglia di potere anche. Quindi scoppia questa guerra, che durerà molto. Alla fine, i due si saluteranno in uno dei migliori finali di quegli anni. Crocevia della morte è una grande epopea che segna un confine astratto tra il gangster movie ed ogni altro tipo di cinema. Reiventanto e inserendo elementi che poi diverranno noti, ha il merito di essere, ad oggi, il miglior film dei Coen dopo Fargo.
Non vi rivelerò cosa inserirò nella prossima puntata, voglio sia una sorpresa.
Grazie dell'attenzione. :D





















































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