In questi giorni ho visto su Sky il film "Lo spazio bianco" di Francesca Comencini, interpretato da Margherita Buy nei panni di una neo-mamma quarantenne che aspetta che la figlioletta esca dall'incubatrice. E' un film che ho apprezzato e che mi è sembrato piuttosto onesto e ben realizzato. Tra le varie scene, mi ha colpito in particolare quella dove la Buy canta "Senza fine" di Gino Paoli nel reparto di maternità durante una seduta di musicoterapia per i neonati: l'attrice canta con voce stonata (sicuramente una scelta precisa della regista), ma l'effetto è ugualmente toccante. In questo modo, ho ripensato a diverse canzoni di Gino Paoli e all'uso che ne è stato fatto in vari film. "Senza fine" è certamente uno dei classici più famosi del cantante genovese, originariamente scritta per Ornella Vanoni, e fa parte anche della colonna sonora di altri film: in particolare fu usata in "Il volo della fenice" (The flight of the Phoenix) di Robert Aldrich, nella versione originale in una cover di Connie Francis, mentre in quella italiana cantata dalla stessa Vanoni. Inoltre, viene suonata anche in "Che cosa è successo tra tuo padre e mia madre?" (Avanti) di Billy Wilder e nel film horror del 2002 "La nave fantasma" di Steve Beck, interpretato dalla cantante Monica Mancini.
Un altro evergreen di Paoli è indubbiamente "Il cielo in una stanza", portata al successo da Mina nel 1960. Questa canzone figura in vari film come "Appuntamento a Ischia" di Mario Mattoli, dove viene cantata dalla stessa Mina, ma l'utilizzo più bello lo ha fatto senz'altro Valerio Zurlini in "La ragazza con la valigia" con Claudia Cardinale: in questo film la canzone fa da sfondo sonoro alla scena sulla spiaggia in cui la Cardinale viene avvicinata da Riccardo Garrone che tenta di baciarla, provocando un suo rifiuto. L'effetto è poetico ed emozionante.
Un'altra mitica canzone di Paoli è "Sapore di sale", uscita nel 1963 e ispirata dalla sua relazione con Stefania Sandrelli. La canzone è stata utilizzata nel dittico costituito da "Sapore di mare" di Carlo Vanzina del 1983 e in "Sapore di mare 2-Un anno dopo" di Bruno Cortini.
Ma, personalmente, credo che l'utilizzo più bello in assoluto di una canzone di Paoli al cinema sia stato quello fatto da Bernardo Bertolucci in "Prima della rivoluzione" della canzone "Vivere ancora". La canzone viene usata come sottofondo in una scena ambientata a casa del giovane Fabrizio (Francesco Barilli), dove la zia Gina (Adriana Asti), innamorata di lui, lo invita a ballare e infine lo bacia. La scena è risolta da Bertolucci in un unico piano-sequenza di oltre tre minuti, di notevole virtuosismo; la Asti risulta decisamente affascinante (sia in questa scena che in tutto il film, dove offre una delle sue migliori interpretazioni) e il bacio fra i due è piuttosto lungo per gli standard dell'epoca. Una scena bellissima che attinge molta della propria forza emotiva proprio dalla canzone di Gino Paoli.



















































Commenti
17 novembre 2010, 15:35 Beh la Buy non mi è parsa particolarmente stonata, se non forse perplessa su ciò che stava facendo. Che non sia una cantante e chiaro, come è chiaro che non siano cantanti nolti di quelli che ci provano in tv...
Concordo il film non era malvagio, un po' deprimente, magari.
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