Il fatto che Clint Eastwood si cimenti in un tema a lui non familiare e non sperimentato è soltanto un bene per il film che pare libero dalla retorica di un certo eroismo americano che appesantiva altri suoi film come Million Dollar Baby o lo stesso Gran Torino e costitituiva una delle ragioni principali per le quali non amavo troppo l'Eastwood regista ( non mi emozionava , anche se apprezzavo il tentativo di mettere in discussione e mettersi in discussione alla soglia degli 80 anni)
Qui tratta uno dei temi piu' difficili da raccontare e lo fa con
un'abilità , una maestria e una delicatezza che rendono Hereafter forse l'opera piu' universale di Clint.
Il tema sicuramente offre molti spunti ma allo stesso tempo si sarebbe prestato a facili scivolate nel ridicolo che invece vengono schivate sapientemente.
Non è un semplicemente un film sulla morte , ma il percorso di tre persone alla ricerca di risposte , tra incroci kieslovskani (il caso assume un ruolo fondamentale sulla vita prima di tutto) e acute osservazioni di attualità : i protagonisti cercano tutte le risposte su google , ma ovviamente la risposta alla domanda su cosa ci sia dopo la morte non possono trovarla nel network popolato di personaggi deliranti e di ciarlatani.
I dialoghi non sono mai banali, la sceneggiatura funziona molto bene, e pur essendo molto controllato il film regala emozioni stavolta senza l'enfasi del classicismo di altre opere del regista.
Forse l'unica sbavatura è nella sequenza finale che però non basta a rovinare un film bellissimo.





















































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