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Cine Republic || il blog collettivo di FILM.TV


I bambini li guardano: Big Fish

autore: cantautoredelnulla      
17 marzo 2011
(aggiornato 7 settembre 2011) | VarieStorie

 

I bambini li guardano è una rubrica settimanale di Cinerepublic in cui gli autori raccontano, in forma di cronaca dal salotto di casa, la visione di un film per grandi ad altri genitori audaci desiderosi di allargare gli orizzonti cinematografici dei propri figli.

 

                                                                                                                   

 

Big Fish (2003)

regia di: Tim Burton

con: Ewan McGregor, Albert Finney, Billy Crudup, Jessica Lange, Alison Lohman, Helena Bonham Carter

genere: Commedia

 

 

Visione guidata di Big Fish con Niccolò, 4 anni.

 

Guidata? Sì, guidata, o per meglio dire plasmata e alterata dalla visione di un padre che "cerca di corrompere, fuorviare la creatura, riempirgli la testa di sciocchezze" e nonostante tutto... gli viene su benissimo.

 

Questo è il tema principale di Big Fish e per questo era da tempo che volevo vedere questo film con mio figlio, perché lo trovo educativo, per me genitore in primis, ma anche per lui, perché è un modo per ricordargli quello che gli dico da sempre: tuo padre è solo un uomo, uno che sbaglia, che non devi vedere come un uomo perfetto, anche se è inevitabile che si idealizzi l'esempio.

 

E' esattamente come nel film in questione, Edward Bloom è un padre che vive nelle storie che racconta e il figlio ha raggiunto da tempo l'epoca in cui non vede più il suo eroe, ma vede l'uomo, ed è uno dei distacchi più dolorosi che ricordi della mia vita: il giorno in cui guardando mio padre ho scoperto che era solo un uomo e non il mito che avevo visto fino a quel momento. Ma è proprio questo, la semplicità di un uomo, che lo rende tanto più grande ai nostri occhi, perché è alla nostra portata il suo "semplice" esempio.

 

La storia non è certo facile, se si vuole raggiungere questo messaggio e questo messaggio è arrivato forse debolmente agli occhi del mio piccolino, del resto sarebbe stato improponibile pretendere qualcosa di diverso. Inoltre c'erano ostacoli ancora più grandi e cioè la durata del film, quella sì una vera sfida, e l'uso dei flashback che Niccolò fa fatica a comprendere e che lo portano a confondere normalmente fatti e personaggi.

 

A ogni modo, il film è emozionante, ricco di immagini colorate, situazioni surreali e storie bizzarre che attirano di sicuro l'attenzione di un bambino che vive di fiabe e fantasie.

 

VIDEO: Big Fish Trailer Italiano RIFERIMENTI: http://www.youtube.com/watch?v=hv09743o8bs

Uno dei film piu belli in assoluto


Le prime domande dopo la visione sono state:

 

P: Ti è piaciuto?

Sorrisino. Mi risponde:

N: No

P: Cos'è che non ti è piaciuto? La strega ti è piaciuta?

N:

P: Il gigante Karl ti è piaciuto?

N:

Mi risponde emozionato, gioca a tenermi sulle spine saltellando sul posto. Mi chiedo allora cosa non gli sia piaciuto e provo a elencare quelle parti in cui, durante la visione, è saltato in piedi e mi ha fatto notare delle peculiarità.

P: E il paese degli uomini a piedi nudi? E il pesciolone che ricordava il tuo squalo? E le gemelle siamesi che ti hanno colpito perché erano due in una e ti hanno incuriosito a tal punto da farti chiedere: come fanno a essere due? E l'auto sopra l'albero?

N: Sì, tutto

A questo punto, non comprendendo il suo no iniziale, ho cambiato strategia:

P: Cos'è allora che non ti é piaciuto?

N: Non mi è piaciuta la bambina che gli toglieva le scarpe [a Ed Bloom].

P: E solo per questo non ti è piaciuto?

N: Sì, e anche perché è troppo lungo.

 

Detto questo ha recuperato il suo grande squalo, grande come lui, e stringendolo forte ci ha dormito insieme tutta la notte.

 

Come sempre la visione di un film però va rivisitata nel ricordo e così, il giorno successivo rifaccio una piccola intervista a Niccolò. Ne riporto uno stralcio.

 

P: Niccolò, devo condividere con degli amici il film che hai visto ieri. Cosa gli dico, cosa ti è piaciuto di più?

N: Karl (il gigante) che soffiava via il papà quando parlava. La strega che aveva un occhio di vetro e in quell'occhio ognuno vedeva quando sarebbe morto e come. E poi il circo, il gigante mangiatore di fuoco.

Mi racconta tutto questo raccogliendo la voce dal suo abisso interiore, con il risolino sulle labbra e gli occhi che sembrano sognare cose fantastiche.

P: E senti un po', si può far vedere quel film a un bambino?

N: Sì, ma non tutto.

P: Perché non tutto?

N: Perché è troppo lungo. Ah, e poi mi è piaciuta la macchina sopra l'albero e poi il pesce che sembrava una donna. E il serpente che lo inseguiva e lo stava per acciuffare, solo che il serpente è diventato un bastoncino di legno. E poi anche il paese della gente senza scarpe, a piedi nudi... ma perché quando il papà torna non c'è più nessuno?

P: Perché è arrivata la civiltà, sai cos'è la civiltà?

N: No

La domanda era retorica, ovviamente, e mentre la ponevo stavo già pensando alla risposta che doveva essere assolutamente soggettiva. L'oggettività la trovo una bella verità, insidiosa quanto capziosa. Gli ho spiegato:

P: E' quando arrivano nuovi valori e il denaro diventa più importante della vita. C'è qualcos'altro che ti è piaciuto?

N: Sì, il papà che moriva, stava per morire e la mamma è entrata anche lei vestita nella vasca. Perché lei è entrata nella vasca vestita?

P: Per essere più simile a lui?

N: Sì, forse voleva anche lei morire?

P: O forse non lo voleva abbandonare. E quando il papà veniva messo nell'acqua e si trasformava nel pesce, ti è piaciuto?

N: Sì, mi è piaciuto.

P: E perché? Perché così la morte non fa paura?

La morte, uno di quegli argomenti che da bambini si risolvono chissà in quale maniera e che la prima volta che ne ha sentito parlare Niccolò si trattava del gatto di sua zia e non l'aveva presa molto bene, aveva pianto per un po'...

N: Sì, perché la morte fa paura, sì che fa paura. Ma anche se la morte è brutta, io non ho paura. E poi sai quando mi è piaciuto? Quando il papà era piccolo e gli amici dicevano "torna indietro!", mentre lui raggiungeva la strega.

P: In quel momento è saltato fuori un gatto e sei saltato per aria. Perchè?

N: Perché pensavo fosse la strega. Perché sono saltato per aria?

P: Perché quella scena è fatta apposta per creare l'attesa di vedere la strega e farti saltare per aria.

 

A questo punto gli ho posto una domanda in relazione alla parte più difficile del film, la storia "per adulti".

 

P: Niccolò, secondo te il figlio andava d'accordo col papà?

N: No, il figlio non gli credeva e il papà stava per morire. Poi mi piace quando dice "lasciatemi perché non è così che muoio" e le piante lo lasciano.

P: Incontrerai il tuo grande pesce nel fiume?

N: Io incontrerò un pescecane; una balena e uno squalo perchè sono i soli due pesci grandi che mi piacciono.

 

Accetto molto volentieri le idee, che si troveranno forse un po' confuse, che sono rimaste in Niccolò. Sono le mie, sono solo le  istantanee di tante emozioni che ci ha lasciato questa pellicola. Come quella del pesce che si pesca con la fede nuziale, l'immagine più emblematica di questo film di Burton.

 

E poi come in tutte le fiabe che si rispettino c'è la morale: "A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Esse continuano a vivere dopo di lui e in questo modo egli diventa immortale."

Ecco il possibile destino a cui aspiro da semplice genitore.

 

Per approfondire:

 

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* Si qualifichi!

  Due parole sull'autore della settimana: Cantautoredelnulla

 

Da bambino andavo pochissimo al cinema. Sono cresciuto con tantissima televisione fino a non poterne più e le rare volte che mi capitava di entrare in una sala cinematografica era per me una gioia e un’emozione unica, la rarità.

 

Da adulto mi sono opposto alla televisione e ho cominciato a snobbarla. Da genitore ho poi cercato di limitare mio figlio. Il televisore viene usato solo per vedere film in casa nostra.

 

In origine mostravamo a Niccolò Chaplin (Il monello è stato il primo film che ha visto, a due anni e mezzo), Il flauto magico di Mozart e Il mago di Oz. Poi sono arrivati i cartoni di Miyazaki, La città incantata è stato uno dei primi cartoni che ha amato.

 

Oggi Niccolò sceglie titoli sempre diversi, animati per lo più. Ma gli amori della prima infanzia non li scorda mai e Il mago di Oz, Il monello e il Pinocchio di Comencini sono i film che ama di più, mentre Nightmare Before Christmas, Il mio vicino Totoro e Monsters & Co. restano le animazioni preferite.

 

La prima volta che l'abbiamo portato al cinema è stato quando aveva due anni a vedere L'era glaciale 3, un film decisamente sbagliato per la sua età, fu poco attento e si interessò solo al T-Rex. Il secondo film fu Dragon Trainer a due anni e mezzo, lo apprezzò di più, anche se non ne capì completamente il senso. Il terzo film è stato Alice in Wonderland, direi un successone per via dei personaggi fantastici e l'azione che caratterizzano il film di Tim Burton. Ma è stato con Toy Story 3 che si è innamorato della sala cinematografica.

Commenti

  1. steno79

    17 marzo 2011, 17:24 Complimenti per il bel post cantautore e per il tuo coraggio, hai fatto vedere film molto complessi a tuo figlio in tenera età, Big fish è un'opera fiabesca, ma ha una sceneggiatura che certamente non si direbbe adatta alla comprensione di un bambino di quell'età. comunque, quando si è guidati nella visione da un genitore appassionato, ci si può educare al cinema in maniera incredibile. io ricordo che nella mia infanzia iniziai dai film di Bud Spencer-Terence Hill, i vari Fantozzi, i film di Celentano come Innamorato Pazzo, e uno dei primi film che vidi al cinema di cui ho memoria fu Vacanze in America di Vanzina. in seguito, intorno ai 12-13 anni scoprii il cinema hollywoodiano classico, intorno ai 15-16 quello europeo d'autore e tutto il resto, però la scoperta del cinema più impegnato fu qualcosa che feci da solo, senza l'ausilio dei miei genitori. per tuo figlio credo che il futuro da cinefilo sia facilitato... un saluto

  2. panflo

    17 marzo 2011, 17:52 Complimenti per la tua audacia ! Quando ho visto l'età del bambino lì per lì ho pensato che tie era sfuggito un 1 prima del quattro ....

  3. bradipo68

    17 marzo 2011, 18:40 bello e appassionante! Un saluto al piccolino!

  4. cantautoredelnulla

    17 marzo 2011, 19:12 Grazie a tutti, anche da parte di Niccolò che quando gli ho letto i vostri commenti era molto divertito e contento. Steno, il tuo percorso non è stato molto diverso dal mio. La mia infanzia/adolescenza è stata caratterizzata da Bud Spencer/Terence Hill e dai vari Fracchia :D Io devo riconoscere l'iniziazione al cinema d'autore da parte del mio professore d'italiano delle superiori che ci fece vedere Ossessione di Visconti e poi dedicò una lezione al film. Talvolta basta solo un cerino per accendere una miccia. :D Il futuro da cinefilo di un bambino, però, è imprevedibile. Magari diventa come il figlio più piccolo di Avati :D

  5. dedo

    18 marzo 2011, 00:05 Molto bello, vivo ed intrigante il colloquio con Nicolò, già maturo per dire al padre schiettamente quello che pensa dopo la visione di un film (e paziente per averlo visto tutto) E'un bel rapporto padre/figlio quello che descrivi, che invidio perchè ho solo nipoti che vedono raramente film col nonno. Un caro saluto a te e a Nicolò (anche al suo squalo)

  6. Immorale

    18 marzo 2011, 07:47 Coinvolgente e schietto. Complimenti sia al padre che al figlio.

  7. degoffro

    18 marzo 2011, 16:49 Il mio Nicolò (ha solo pochi mesi in meno del tuo) quando vede un film l'unica cosa che mi chiede è se ci sono o meno i cattivi (pare il suo unico interesse/preoccupazione), per cui devo fare i più sentiti complimenti a te ed al tuo piccolo: davvero bravi. Un caro saluto

  8. cantautoredelnulla

    18 marzo 2011, 20:01 @dedo: grazie mille, cercare un buon rapporto con mio figlio è il lavoro quotidiano, ma come tutti anche il nostro rapporto ha i suoi alti e i suoi bassi ;D Mio padre, da nonno, ha imparato tutto Kung-Fu Panda, penso che l'avrà visto almeno 20 volte in 5 giorni! Per i nipoti, i nonni sono sempre una manna dal cielo! Un abbraccio @immorale: sono contento di essere riuscito a coinvolgerti nella lettura dell'intervista. Le parole di Niccolò spiegavano troppo bene quello che era passato e come aveva vissuto il film per cui mi è sembrata la forma migliore per esprimere il suo punto di vista la mini-intervista. A presto @degoffro: Niccolò ogni volta che vede un film continua a chiedermi: ma questo è buono o cattivo? A fine film però non lo chiede più e per questo non l'ho riportato nel mio testo. A volte penso che lui abbia bisogno di semplificare e di capire subito per chi tifare e per chi no, in maniera tale da potere prendere subito una posizione. Ieri per caso si è svegliato e noi guardavamo "Le conseguenze dell'amore". Ha visto l'ultima ora con noi, davvero non so cosa abbia capito del film, ma ha continuato a chiedermi: ma lui è buono? E perché fa così? E poi è scoppiato a ridere quando Sofia dice a Titta che lui in tutti quegli anni non l'ha mai salutata, come se lei non esistesse e lui se ne va senza rivolgergli la parola... In un momento così intenso come si fa a ridere?... beh, alla fine mi ha coinvolto e ha fatto ridere anche me :) Però io la ritengo una grande fortuna potere scoprire punti di vista così spiazzanti!

  9. cantautoredelnulla

    18 marzo 2011, 20:02 @degoffro... ops, scusa, ho premuto invio per errore... un abbraccio anche al tuo Nicolò!

  10. Filmoski

    19 marzo 2011, 20:07 Tuo figlio ha già visto dei film che io devo ancora vedere, complimenti a lui ed al papà. Ciao.

  11. pazuzu

    19 marzo 2011, 20:17 Comnplimenti al figlio ed al papà. Bella intervista!

  12. cantautoredelnulla

    20 marzo 2011, 20:00 @Filmoski, pensa quanti film tu hai visto e mio figlio (e io) non abbiamo ancora visto! Ma con un po' di tempo recupereremo ;D @Pazuzu: grazie :D


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