
I bambini li guardano è una rubrica settimanale di Cinerepublic in cui gli autori raccontano, in forma di cronaca dal salotto di casa, la visione di un film per grandi ad altri genitori audaci desiderosi di allargare gli orizzonti cinematografici dei propri figli.
La seconda passione di Niccolò (4 anni).
Se ho un ricordo dei miei film di gioventù che li accomuna è che per entusiasmarmi dovevano essere pieni di azione e di avventura. Ora capita che questi due elementi possano incontrare i gusti di tanti bambini, anche di quelli più piccoli e insospettabili. Niccolò per esempio ha il mito del pescecane, il pantagruelico pesce collodiano che mangiò Geppetto, Pinocchio e il tonno. Cavalcando l'onda di questo suo interesse ho seguito il flusso logico delle sue venerazioni.
Prima i dinosauri e la visione di Jurassic Park (che racconterò in un'altra occasione), per lui un film entusiasmante perché anche molto suggestivo. Il secondo passo era obbligato: Lo squalo. E devo dire che non credo sia un caso che il regista sia lo stesso.
Steven Spielperg ha un dono: quello di sapere raggiungere ogni tipo di pubblico. Per qualcuno è un difetto, io invece credo che un grande regista debba sapersi muovere con tutti gli strumenti che gli vengono messi a disposizione e debba sapere affrontare con competenza sia temi filosofici, temi umanitari e sociali, sia storie fantastiche d'azione. Queste ultime sono a portata di bambino. Secondo questa mia convinzione ho mostrato a Niccolò anche lo squalo. L'errore più palese che ho commesso però è stato farglielo vedere il giorno prima di partire per le vacanze al mare...
Il film è all'inizio e Niccolò è già teso e concentrato. Le gambe di una donna sospese nel buio del mare si muovono e la musica elettrizzante crea la suspence. Urla di donna e lui mi chiede: cos'è successo? Gli rispondo: lo squalo l'ha mangiata. E lui mi rincalza: e dov'è lo squalo? Perchè l'ha mangiata? E perché quel ragazzo sulla spiaggia non l'ha sentita?
Dentro di me penso: ora cambio film! Lo penso davvero, perché Niccolò quando inizia a tempestarmi di parole non guarda nemmeno più il film e resta indietro, così dopo mi rifà domande per chiedermi le cose che si è perso. In questi casi ho due soluzioni: la prima è di mettere in pausa il film, spiegare e poi andare avanti; la seconda, da maleducato quale sono, è dirgli seccato: taci che non capisco niente! Tutto sommato non sono mai cresciuto e quindi è più frequente la seconda soluzione.
Niccolò, giustamente offeso, si mette rannicchiato a guardare il film. Resiste due minuti, alla fine del primo dialogo ricomincia a tempestarmi di domande: ma lo squalo quanto è grande? E perché si è mangiata quella persona?
Nel frattempo vengono ritrovati i resti della donna e gli faccio notare che hanno trovato il braccio senza il corpo e lui mi chiede: perché non l'ha mangiato? Gli faceva schifo? Magari lo squalo ha mangiato il braccio e poi l'ha vomitato!
Ecco, come faccio a restare serio quando mi dice queste cose? Io e mia moglie ridiamo e lui anche, poi riprendiamo a seguire il film.
Sulla spiaggia ci sono i bagnanti e un bambino viene sbranato dal pescecane. Anche qui le domande partono a raffica.
Quando addirittura dicono che lo squalo ci mette più di 24 ore a digerire le prede e che quindi nel suo stomaco possono trovarsi i resti del bambino, Niccolò chiede come può essere, ma poi giustifica il tutto sempre con Pinocchio!
Il film prosegue, l'avventura anche: ce la farà Martin ad ammazzare lo squalo?
L'attenzione rimane alta per tutto il film, tanto che non ricordo di averlo dovuto più riprendere perché le sue domande erano pertinenti, mirate e soprattutto limitate. Il film ce lo siamo goduti tutti insieme. Nel finale l'esaltazione è grande, Niccolò salta in piedi e imita l'esplosione dello squalo bianco. Ma quanto è stato crudele quello squalo con gli uomini?
Gli faccio notare che è un film e come tale racconta cose poco credibili. La contraddizione per esempio di un veleno che lo può ammazzare se sparato con il fucile e non usato per avvelenare lo squalo con una preda a sua volta avvelenata... chissà se Bradipo potrà toglierci questa curiosità: è credibile?
E poi lo squalo che scassa tutta la barca... sì, decisamente poco credibile, gli diciamo!
Comunque tutto va liscio, niente incubi, Niccolò dorme tranquillo e si parte per il mare. Il brutto tempo ci costringe i primi giorni a frequentare solo la piscina dell'albergo e i parchi di divertimento. Niccolò ci dice che da grande farà anche lui come Martin: andrà a caccia di squali!
Ogni tanto ci chiede se a Rimini ci sono gli squali. Gli dico che l'acqua è così bassa che si insabbierebbero subito e che gli squali, anche nel film, attaccavano solo dove gli uomini non toccavano sul fondo.
Inoltre il fato ha voluto che Vinicio Capossela quest'anno pubblicasse un album dedicato alla letteratura marina e Niccolò se n'è innamorato a tal punto che conosce tutte le canzoni a memoria. Le balene, le sirene, i polipi, tutte cose che lo appassionano, hanno accompagnato le nostre vacanze. A volte andava vicino alla figlia dei nostri amici e le cantava nell'orecchio l'introduzione al piano di una canzone che si chiama "La bianchezza della balena" e poi le sussurrava quel verso che dice "la bianchezza dello squalo bianco/l'orrida fissità del suo sguardo/che demolisce il coraggio."; dopodiché correva da noi e diceva: "secondo voi gli ho fatto paura? Perché fa paura quella canzone. Prima c'è la musica che fa così (la canticchia) e che rilassa e poi dice 'la bianchezza dello squalo bianco/l'orrida fissità del suo sguardo'... fa paura!". Ammetto che rimango colpito dal suo desiderio di spaventare quella povera bambina di sei mesi e dalla sua analisi musicale! E mi colpisce anche vedere quanto riesca a imparare dalle sue passioni.
Finalmente arriva un bel giorno di sole. Tutti al mare! Giochiamo sulla spiaggia, ci bagniamo i piedi e la temperatura del mare, tranquillo, ci incoraggia a entrare. Ma cosa scopriamo! Niccolò improvvisamente ha paura. Entra nell'acqua con noi, ma appena superiamo le alghe riminesi e l'acqua gli arriva al petto lui dice che ha paura che ci siano gli squali e vuole tornare a riva. Gli ricordo quello che gli ho detto nei giorni scorsi, provo a farlo ragionare sulle dimensioni di uno squalo in un'acqua così bassa, ma per lui è altissima: io non tocco, dice! E mentre lo accontentiamo e torniamo a riva vediamo due granchi che lottano sott'acqua.
"Niccolò", lo chiama la mamma, "guarda: ci sono due granchi che lottano nell'acqua!". Non appena li vede, Niccolò cuor di leone scappa fuori dall'acqua urlando e dicendo che ha paura dei granchi.
La sua tavoletta, con cui ha giocato nei giorni precedenti, che riporta il disegno di uno squalo terrificante con la bocca spalancata, improvvisamente non gli piace più!
"Niccolò, la tavoletta c'era solo con lo squalo o con il polipo, te l'abbiamo presa con lo squalo perché sappiamo che ti piace di più!". "No", ribatte lui, "a me piace il polipo, lo squalo non mi piace più!". Santa pazienza!
Ma quanto è affascinato invece l'uomo da ciò che gli fa paura! Appena tornati a casa Niccolò non ha fatto altro che parlare ancora di squali e giura che vuole vedere anche lo squalo 2, 3, 4 e 5!
In fondo c’è una cosa che mi fa impazzire più di tutte dell’arte: è che ti entra dentro, è che diventa parte delle tue ossessioni, dei tuoi sogni, della tua vita, fino a trasformarsi e diventare parte di te. E il cinema è anche questo! L’arte che appassiona, come questo incanto per lo squalo che lega Niccolò indissolubilmente ai suoi sogni da bambino.
Per approfondire:
- Lettera per "Lo squalo" di Neve che vola
- Opinione di sasso67
- Lo squalo: 7 scene che fanno un film — Playlist di scapigliato
- Un articolo che non ho mostrato a Niccolò
- Il mondo dello squalo
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* Si qualifichi!
Forse questo post è un po’ ai limiti tra il cinema e il privato e rischia di sembrare, in parte, off topic.
Quando però l’ho scritto, c’era in me tutta la passione per un’esperienza entusiasmante che avevo condiviso con mio figlio, un’esperienza che nasceva dal Cinema. Un crescere insieme, uno specchiarsi nel proprio passato, anche con quei film che possono sembrare scontati, ma che fanno parte a pieno diritto della relazione genitore-figlio.
Ho voluto raccontare come Niccolò ha vissuto la visione di questo film, ma soprattutto come questo film sia entrato, per qualche tempo, a fare parte della nostra vita e delle paure di Niccolò. Proprio per queste paure spesso mia moglie mi rimprovera, perché dice che scelgo titoli troppo azzardati. Però secondo me le paure si superano, anzi aiutano anche a crescere se non si viene abbandonati a esse, ma si è aiutati a capire come esorcizzarle, soprattutto quando sono irrazionali come quelle trasmesse dai film.
I film spesso li si apprezza di più nel ricordo, li si riscopre nella mente ragionandoci, o in mezzo a un discorso, quando si affacciano e ti riportano una scena in mente e ti fanno dire: ecco, è un po’ come in quel film. Jurassic Park, Lo squalo sono film che nascono da questo pensiero. Non sono capolavori, ma si sono radicati per mezzo di una passione, una parola, un’idea, in noi. E non si tratta solo di film.
Spesso con Niccolò ci mettiamo a guardare il National Geographic insieme. I narvali, le balene franche, gli squali, le tartarughe… il mare, il mondo, le storie e la vita ci affascinano. Abbiamo iniziato prima dei film a guardare e a condividere anche questa passione. Credo che il cinema ci permetterà di portarla avanti sempre con la stessa curiosità!




















































Commenti
8 settembre 2011, 07:57 Bene, mi hai dato uno spunto sul film da far vedere a mia figlia ed alle sue amichette per halloween. Vediamo se avrà lo stesso effetto su "cavie" più grandicelle...
8 settembre 2011, 10:13 Certo che Niccolò deve avere una grande pazienza per essere un ragazzino di 4 anni. Audace l'idea di fargli vedere lo squalo. Poteva essere un boomerang ed invece si scopre che i bambini di oggi, forse abituati ai documentari, sono più agili mentalmente ad assorbire scene terrificanti, considerando che ancora la discriminante fra cinema e realtà non è in loro ben definita. Comunque straordinario il tuo Niccolò
8 settembre 2011, 14:26 Immorale mi sembra una buona idea! Poi però fammi sapere i risultati, mi piace il confronto delle reazioni tra bambini/ragazzi. E poi potremmo metterci anche l'effetto che fa a noi, perché io salto ancora adesso in piedi su certe scene! :D Dedo devo ammettere che Niccolò è veramente paziente perché mi segue in ogni sorta di "follia". A mia discolpa posso dire che però lui ha anche insistito a lungo per vedere il film su Lo squalo, per lui un mito ancora prima di vederlo solo perché c'era uno dei suoi pesci preferiti (insieme ai calamari giganti e alle balene). In effetti forse è vero quello che dici, i documentari aiutano i bambini ad accettare e superare scene terrificanti. Abbiamo mostrato a Niccolò "Profondo blu" e anche lì le scene violente non mancavano, in particolare le orche che si mangiano la mascella del cucciolo di balena o i cuccioli di foca l'hanno sicuramente impressionato, ma sembra reagire bene e con lo spirito giusto alla crudeltà della natura. O forse reagisce bene perché ancora non ha ben chiaro quanto sia terrificante tutto questo...
8 settembre 2011, 18:06 io non ce la faccio a vedere quei documentari..li trovo altamente disturbanti e di anni sulla groppa ne ho abbastanza. I miei figli ormai mi chiedono di vedere solo horror...ah dimenticavo bellissimo post!
8 settembre 2011, 19:05 "Lo squalo" l'ho amato anch'io fin da piccolo e pure a me ha incusso un certo persistente timore ad andare nell'acqua alta...:-) E, essendomi piaciuto moltissimo allora, tendo tuttora a sopravvalutarlo, nonostante non straveda per Spielberg...Bel post, ciao Francesco!
8 settembre 2011, 19:40 @Bradipo: a dire il vero, a parte Profondo blu non conosco altri documentari... senti, ma secondo te non si faceva prima ad avvelenarlo lo squalo invece che fargli scoppiare una bombola d'ossigeno in bocca? @cheftony: sono contento che anche tu condivida con me il mito del film Lo squalo, lo trovo comunque affascinante!
9 settembre 2011, 07:15 ho sempre pensato che quello squalo avesse troppo di tutto e che anche i mezzi per combatterlo fossero eccessivi...ma sai che ora che mi ci fai pensare quando ero piccolo adoravo un film molto più modesto di questo che era L'orca assassina?...finale splendido...
9 settembre 2011, 09:09 Ah! L'orca assassina! Sto facendo un giro incredibile di amicizie per recuperarlo perché Niccolò vuole vederlo! Bene, allora promette bene se me ne parli bene anche tu!
9 settembre 2011, 09:59 Velocissimo poi tornerò, "L'orca assassina" ce l'ho se non riuscissi a recuperarlo... lo vidi da bambino al cinema... mi piacque enormemente... e un elemento del finale lo ritrovai, alterato, in un sogno che feci un pò di tempo dopo...
9 settembre 2011, 10:23 io lo vidi al cinema con mio padre e mi fece grande impressione per i particolari più truculenti(non avevo neanche 9 anni all'epoca).Rivisto da grande , l'affetto è rimasto lo stesso e anche il gradimento per il film, nonostante la razionalità mi dica che dal punto di vista cinematografico è inferiore al film di Spielberg.Però quel finale...è uno dei più belli che abbia mai visto...
9 settembre 2011, 18:47 Sei sempre molto coraggioso nelle tue scelte: il mio Nicolò, ma credo anche Tommaso che è un pò più grande, alla visione de "Lo squalo" non resisterebbe probabilmente più di due minuti, men che meno di fronte a "L'orca assassina". Per di più Nicolò ha ancora paura a mettere piede nell'acqua del mare...Meglio aspettare! Un salutone
9 settembre 2011, 20:28 Ho sempre qualche dubbio quando gli propongo film di questo genere e in effetti non capita spesso. In questo caso ho pensato che se vedevo che gli faceva troppa paura avrei interrotto la visione, anche se poi è un pensiero che trova il tempo che trova perché ormai si è spaventato... Invece per fortuna si è divertito e ha superato la paura che probabilmente non è stata molta. E' stato peggio con Jurassic Park, lì sì che si era spaventato!
9 settembre 2011, 22:29 @bradipo68: io lo vidi con mia madre, ricordo che la scelta era divisa tra "Yeti: il gigante del ventesimo secolo" e "L'orca assassina". Poco prima di andare al cinema, parlammo ad un commesso di un negozio di giocattoli che ci consigliò il secondo, dicendo male del primo. La scelta fu ottima, è un film di genere ma di quelli mitici.
Non sveliamo il finale, di lui si sappia solo che a noi sembra veramente bello. Ho subito acchiappato il dvd quando uscì in edicola (credo sia la stessa edizione da videoteca). Poi i due interpreti, insomma: Richard Harris e Charlotte Rampling, sputiamoci sopra!
Forse @cantautoredelnulla è un'anima troppo candida, lo so perchè lo conosco.
Ma io no, io sono un'anima nera!, e fin da bambino truffai i miei genitori simulando che non fossi impaurito o impressionato dai film che vedevo e che cercavo avidamente.
Il mio filatelico disse di me, una volta: "Costui è peggio di un politico!", avevo 10-12 anni, e fui fiero dell'osservazione.
Ma quando arrivava la sera, il politico si pentiva di essere stato tanto furbo: era la resa dei conti con gli incubi, l'uomo lupo usciva da sotto il letto per squarciarmi la gola, la mummia mi osservava con occhi rossi in attesa di colpire, e stavo rannicchiato senza dormire.
Fu la mia anima nera a suggerirmi di comprare un teschio di gomma, dentro il quale infilai una lampadina per renderlo pauroso, al buio, la luce gli usciva dalle orbite.
Dicevo a mia zia:
"Corri, vai a vedere chi c'è nell'ingresso!"
credendomi estremamente furbo.
Non è facile capire in diretta se un bambino è spaventato, e siccome tuo figlio Niccolò è furbo, prendi me ad esempio, che mi credetti di esserlo, tanto tempo fa!
9 settembre 2011, 22:43 Goodnight Moon, anche noi anime nere, talvolta ci commoviamo di fronte ad una canzone
http://www.youtube.com/watch?v=LRqUONe_aAI
"What should I do, just a little baby?
What if the lights go out and maybe
and then the wind just starts to moan
Outside the door, he followed me home"
10 settembre 2011, 04:43 Hai ragione Neve, non è facile e vedo che hai già inquadrato la belva com'è fatta! Però di notte, per ora, se fa gli incubi ci chiama e ce lo dice. Con questo film non è successo, quindi credo che non succederà più. Poi ormai Niccolò si è convinto che il calamaro gigante è più pericoloso, per via del video che ho linkato qui sopra. A proposito, ma della serie Orca/Squalo, il Calamaro Killer non c'è?
10 settembre 2011, 07:59 Bisogna risalire al mitico "Il mostro dei mari" (It Came from Beneath the Sea, 1955) di Bert Gordon.
Costui non m'è simpatico, mi pare sia stato lui a dire che detestava i films di fantascienza che faceva. Ma "Il mostro dei mari" è un eccellente film del genere.
Sui due piedi non ne ricordo altri, a parte la piovra di "20.000 leghe sotto i mari".
Da bambino ero un adoratore incallito della piovra gigante, c'era qualcosa al proposito che mi affascinava, un film, forse, ma non ricordo.
Un must assoluto dovrebbe essere "l'isola misteriosa" di Cy Endfield, nel suo genere un capolavoro. Non ricordo però se c'è il calamaro fra le tante creaturine che la popolano.
Nella serie di mostri giapponesi ci sarà senz'altro, nelle copertine di "Atom" e "Dogora" compaiono esseri tentacolati.
Io ai bimbi farei vedere la buona vecchia fantascienza dei '50 e primi '60, "Viaggio allucinante" includiamolo insieme a pochi altri titoli.
11 settembre 2011, 20:35 grazie Neve per le tante preziose indicazioni, chissà che non riesca a proporre qualcosa del genere a Niccolò. Nel frattempo, sarà un caso, è apparso questo articolo su un libro che ci parla degli squali e che il cui link riporto qui anziché inserirlo nel post originale. http://www.repubblica.it/ambiente/2011/09/07/news/libro_squalo-21346740/
12 settembre 2011, 00:55 Ho letto l'articolo, la pensa allo stesso modo (o quasi) della mia lettera al simpatico pesciolone che ti ringrazio di aver citata.
Un muso di squalo bianco (con quegli occhi cattivi) è certo più simpatico della faccia del 95% degli esseri umani.
Si sa come sono questi ultimi, un pò pazzi. Oramai da tempo li chiamo "Gli Incredibili", riferendomi a loro con scientifica precisione:
"esemplare femmina di Incredibile"
"esemplare maschio di Incredibile"
"cucciolo di Incredibile".
Innatamente distruttivi, diavoli della Tazmania ma antipatici, massacrano tutto quello che capita a tiro delle loro rudi manacce che usano come fossero pale.
"In due secoli circa il 97% degli squali oceanici è scomparso"
Il loro nome deriva dalla qualità delle convinzioni che popolano la loro zucca per il resto vuota.
L'intelligenza dello squalo, sospetto da tempo, deve certo essere superiore.
Ecco alcuni esempi di pensieri di Incredibili tratti dall'articolo
"Are you man enough to catch a shark?"
"in Cina la zuppa di pinna simboleggia la buona reputazione della famiglia ospitante"
"...lo "shark finning", pratica che ogni anno uccide oltre 73 milioni di squali, privati della pinna e ributtati in mare agonizzanti."
"Nelle isole Somoa e Fiji sono invece ritenuti delle divinità"
Perfino uno squalo "è meno malvagio di noi nei confronti degli altri animali".
Infine, ecco la prova ai miei sospetti sulle loro superiori capacità intellettive
"...la sua intelligenza è rimasta ferma a 400 milioni di anni fa."
12 settembre 2011, 20:09 Approvo tutte le tue considerazioni! La tua lettera allo squalo non poteva non essere citata perché durante la visione del film pensavo esattamente le stesse cose che hai scritto. E nello stesso tempo ricordavo come da bambino mi entusiasmasse l'attacco dello squalo e contro lo squalo, oggi mi rendo conto che invece questo film lancia un messaggio per certi versi sbagliato - o meglio - il film è un film che vuole raccontare una storia fatta di forzature per strizzare l'occhiolino al grande pubblico e danneggia l'idea generale che si ha dello squalo. Comunque è una costante della nostra specie quella di far scomparire dalla faccia della terra tutto ciò che assomiglia a una minaccia, vedi le tigri, i capodogli e gli orsi polari... La tua sensibilità sullo squalo mi ha colpito perché alla fine era una voce fuori dal coro in difesa del povero pescecane.
14 settembre 2011, 07:16 Mi infastidisce che gli esseri umani siano sempre e comunque considerati superiori, quando magari se le vanno a cercare - tipico l'esempio dei giovani che escono lo stesso in mare aperto dopo essere stati avvertiti.
Mi indispone tutta quella preoccupazione per loro nonostante siano dei babbei, se lo squalo se li sbrana, bè, non è che ci pianga sopra.
In "Croc - Caccia al predatore", un enorme, simpatico coccodrillo mi leva non poche soddisfazioni in tal senso.
C'è una madre che dice che non c'è nessun coccodrillo in acqua, il figlio può pure rimanere a bagno. Il coccodrillone esce all'improvviso e ne fa un sol boccone.
Olè! Ho sventolate le bandiere come un tifoso, mi sono inginocchiato come quel giocatore tunisino che nei Mondiali del '78 fece il suo unico goal dopo averne presi cinque e fece il segno della croce guardando il cielo.
Ecco, si è convinta ora che c'è il coccodrillo?
Per i coccodrilli nutro ancora oggi forte passione, sarà il loro muso simpatico, quegli occhi espressivi che spuntano appena dall'acqua, che ti fissano beffardi.
Eppoi avevo visto quel bel documentario, che spiegava di come le tartarughe non sapessero come fare per portare i piccoli al mare dopo la nascita, visto che sulla loro strada c'erano le coccodrille anche loro in attesa della schiusa delle uova. Rimasi colpito dalla tattica delle tartarughe, lasciavano andare i piccoli e la coccodrilla, vedendo le piccole creature, pare pensare
"E' piccino, si muove...sarà un coccodrillo anche lui"
e lo prende in bocca proprio come i suoi piccoli, con delicatezza, e lo porta al mare in vece delle tartarughe.
Hanno una sensibilità millimetrica, quelle mandibole così potenti.
14 settembre 2011, 08:26 Come ripeto sempre l'acqua e l'aria non sono "regni" a noi congeniali, ci adattiamo a "solcarli" ma siamo fuori luogo, impacciati ed indifesi, in balià degli eventi.
14 settembre 2011, 10:32 ...e di fauci spalancate...
14 settembre 2011, 19:15 Mi ha colpito la storia dei coccodrilli perché pensando che le loro sono tra le fauci più potenti nel regno animale con una pressione massima di 211kg per cm quadrato, mi ha colpito scoprire che riescono a dominare con tanta precisione il loro corpo e che possono essere anche così delicati! Immorale condivido la tua considerazione sul nostro impaccio nell'acqua e nell'aria.
14 settembre 2011, 23:03 Le mandibole del coccodrillo assomigliano alla mia mente superiore: potente, eppure precisa al millimetro.
Non per vantarmi, ma ne concludo che ho il cervello di un coccodrillo.
Il coccodrillo è forte, e solo i forti dominano se stessi.
I violenti, gli Incredibili, colpiscono le biglie nel biliardo con il bastone, non con la stecca.
"E va bè", pensano le teste vuote, "non è lo stesso? Se anche colpisco senza precisione una biglia in un gioco che richiede millimetrica precisione, che differenza fa?"
Fatemi il piacere, finite in bocca al coccodrillo... che differenza fa?
Mi firmo:
il drago
14 settembre 2011, 23:16 Forse il documentario l'ho conservato in vhs, era figo di brutto.
Voglio ripassarlo in dvd, idee da coccodrillo.
Guardate come son simpatici i coccodrilli:
http://federikabontempi.blog.deejay.it/files/photos/uncategorized/2007/08/29/coccodrillo_2.jpg
Ditemi se esiste un animale più simpatico:
http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/immagini/coccodrilli_uova.jpg
http://www.tuttofoto.org/foto_animali/coccodrilli/6q
Guardate qui che personaggi escono da quelle uova
http://www.shakespeareinitaly.it/coccodrillo6.JPG
Si sa come sono gli Incredibili, un pò pazzi: ce n'era uno che diceva meraviglie del Russell Terrier (qualcosa di simile)
"Ma questo è un bastardino"
gli dissi.
"No, non te ne capisci",
mi disse lui.
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