Sembrava avesse già dato,la saga del supereroe di Bob Kane,portato sugli schermi dall'estro fantasy-dark di Tim Burton,poi affidato al più rutilante Joel Schumacher,e in quattro film molto redditizi,più di quelli di "Superman", avesse esaustivamente accontentato i fans:però circolavano voci su un film che contrapponesse l'Uomo Pipistrello al Figlio di Krypton, ed altre che vedevano Clint Eastwood interpretare un invecchiato vigilante notturno che rievocava la sua vita al servizio di un personale concetto di Giustizia,idea rievocata dallo splendido "Il ritorno del Cavaliere Oscuro" di Frank Miller.Meglio ancora, un cineasta molto di concetto, ma obbiettivamente originale come Christopher Nolan è stato scelto come continuatore del progetto-Batman, e appunto egli ha ripreso la leggenda e ne ha ricomposto genesi ed espansione,con caratterizzazione personale del mondo del Dark Knight,con una Gotham City molto più simile alle grandi metropoli americane quali New York,limando via l'aspetto favolistico burtoniano e fornendo personalità diverse ai personaggi conosciutissimi come il Joker,il commissario Gordon,e naturalmente Bruce Wayne,l'alter-ego presentabile di Batman.L'addestramento del futuro difensore notturno della legge è fatto di sofferenza e prove a rischio della vita,il mentore e padre spirituale che forgia la forza e l'abilità dell'eroe è,mascherata,la sua prima nemesi,e Batman, che comunque sceglie di non uccidere, farà in modo da non salvarlo da fine certa alla resa dei conti.In un universo di psicotici e personalità contorte,molto di più dell'abituale ambiente dei personaggi dei comics,qual'è quello in cui muove e vince drammaticamente l'Uomo Pipistrello,i cattivi sono appunto un samurai tardo,che è anche un manipolatore sopraffino, un folle dalla bocca tagliata ai lati in un sorriso senza allegria,un integerrimo funzionario divenuto mostruoso che spinge all'estremo la sua foga giustizialista:chissà come Nolan ridefinirà il Pinguino,l'Enigmista,Catwoman,Bane,che lineamenti e nuovi aspetti del carattere gli concederà. Ancor più che nel primo episodio del nuovo corso nolaniano, "Batman begins",nel seguito "Il cavaliere oscuro" i connotati si fanno politici,ed una riflessione sullo sbando della moderna società occidentale emerge robusto e furibondo, sul dove la legge può e debba arrivare per preservare l'Ordine,su quanto un eroe sia chiamato ad accollarsi le responsabilità circa il suo status e il suo peso sulla comunità,a costo di prendersi colpe non sue,in nome di un idealismo da non bruciare nei cittadini:in mezzo a scene d'azione forti e ben costruite,c'è posto per lasciare che lo spettatore pensante lasci sorgere riflessioni non di poco conto,ed esca dalla sala,o comunque termini la visione della pellicola con un certo malessere diffuso. E'cinema che incide,spettacoloso ma anche con preziosi intagli di psicologia quello che è divenuta la nuova saga batmaniana,e se attendiamo il prossimo capitolo con impazienza,non è a caso.
















































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