Durante conversazioni notturne-Hotmail, venni a sapere che l'attore preferito di Dalton è Bill Murray.
Come dargli torto, il grande Bill è la cartina tornasole di tutte le tribolazioni e vibrazioni che l'uomo odiernò sopportò e si sobbarcherà, la vis ironica e vispa di tante alacri buffonerie irresistibili, la malinconia di uno sguardo perso nella traduzione, quasi sfocato, buio con punte di graziosa armonia.
Ma, forse, non sceglierei, personalmente lui... Omaggiamolo, comunque, in prima linea fra i papabili.
Oggi come oggi son tanti, forse troppi, i volti verso cui s'instaura quell'immediata empatia che ti fa vivere i loro personaggi come fossi tu in quella (circo)stanza.
Penso al volto puro senz'età di Johnny Depp, che, leggerissimamente, s'imbolsì nelle turistiche Venezie palpitando per un'inagguantabile Angelina Jolie.
Icona freak dei tanti mostri che mostri non sono di Tim Burton, prediletto dagli autori perché puoi, (im)perfettamente, plagiare quel volto, appunto, dentro i desideri di virtù espressive, smussarlo e perfino "appesantirlo" un po'.
Ma, forse, la scelta non ricadrebbe su di lui.
Troppo amato e ammaliante, il tuo attore "preferito" deve avere anche dei difetti, sia mai...
Penso alla "paciosità" ironica di John Travolta, alla sua schietta autenticità anche quand'è cattivissimo nei suoi divertenti e inquietanti morphing Face/off.
Medito sulla sua giovinezza ribalda che si ergeva a paladino dei Sabato sera con tutta la freschezza irruente dei glory days. E come si sia trasmutato in tante maschere amare di un'America peccaminosa, ina-ina o solo bolsa.
Con tutta la doverosa, enorme simpatia... be', non è lui.
Se devo pensare a un attore serio che non ha quasi mai sbagliato un colpo, forse è solo inciampato nei grotteschi passi di danza di Nine, mi viene subito in mente Daniel Day-Lewis, futuro Lincoln per Spielberg.
Rimango estasiato nel rivederlo Butcher o petroliere del suo sangue...
Ma dico, comunque, no...
Non sindaco sull'enorme bravura e Bellezza di Leo DiCaprio, il nostro pupillo dell'ultimo Scorsese, e grande J. Edgar Hoover per Eastwood.
Ma sebbene tutto gli si spalanchi, forse per me lo sarà, appunto, in futuro.
Sean Penn ritrae al meglio le mie inquietudini esistenziali, i suoi sono antieroi "bruciati" da un Destino malevolo e balordo, e ogni suo film, centellinato con estrema strategia e cura, è oramai un imperdibile evento.
Atteso nelle perle di Malick e di Sorrentino.
Suo "malgrado", che lo voglia o meno, un mito. Poteva diventarlo, lo è, nonostante tutto.
E, nonostante tutto, il mio indice di gradimento è sconfinato e altissimo, ma non è lui.
Poi, penso a un uomo col neo "ineguagliabile", camaleonte quasi a settant'anni, trasformista per indole, grasso o magro, dalla voce poderosa di una New York anni '70.
Il corpo-carne di quel tribolato periodo, e ancora modernissimo, attuale come non mai.
E' un attore capriccioso, recentemente reputato "decaduto" (perfino la rivista Ciak lo "classifica", irrispettosa, tale) in tanti film-etti, e di etti ne ha messi su parecchi.
Ma è comunque sempre Arte affilatissima, raffinatissima, unica, impareggiabile.
Travis Bickle o Padrino, Noodles o "freddo" McCauley.
Sì, esatto è lui.
(Stefano Falotico)
























































Commenti
29 marzo 2011, 15:24 Eh eh eh, non avevo dubbi! Hai provato a distoglierci per un po' ma alla fine sei capitolato nel tuo mito sacro. Lo condivido pienamente, uno dei più grandi di sempre (sotto la premessa che non esista IL più grande ma al massimo IL preferito). I tuoi gusti non li discuto, sono comunque attori che hanno dato buone performance in qualche occasione ma personalmente condivido solo il giudizio positivo su Daniel Day Lewis e Sean Penn con qualche riserva per Di Caprio (Shutter Island mi ha costretto a rivalutarlo, mio malgrado). Ciao.
29 marzo 2011, 16:30 @Eh sì Alfa, il nostro Bob De Niro, ultimamente, ci ha fatto soffrire non poco con partecipazioni a film non propriamente memorabili.
Ma mi sono addormentato col pensiero di lui che, famelicamente, s'"intorpidisce" nelle mastodontiche tette di Uma Thurman ne "Lo sbirro, il boss e la bionda", poi, Morfeo mi ha cullato col suo neo da Max Cady che si vuol fare sia Juliette Lewis che la madre Jessica Lange.
Svegliatomi codesto mattino, ho comprato "Ciak" oltre a "FilmTv" naturalmente, e c'era uno splendido servizio sull'edizione Dvd Blu-ray di "Taxi driver" in uscita a giorni.
E sono, come dici tu, "capitolato" in lui, dopo un breve, sintetico promemoria di tanti altri attori che adoro. Ne ho citato solo qualcuno, ho lasciato fuori, ad esempio, il "diabolico"-schraderiano Willem Dafoe.
Grazie.
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