Il cinema di Tarantino secondo me é puro "cinema-hamburger". E, manco a dirlo, il prototipo classico dell'hamburger tarantiniano é confezionato con carne generalmente di bassa qualità, triturata, rimescolata e di chissà quale provenienza (ipercinefila), insomma un impasto più molteplice di un qualsivoglia kebab. Se poi infarciamo il suddetto hamburger con altri, succulenti e sgocciolanti ingredienti (puro rubbish food, anzi, rubbish cinema, insomma serie Z....;-)) otteniamo forse l'essenza distillata del cinema tarantiniano: puro, giocoso entertainment sovraccarico e sovrastrutturato fin dalle premesse, reso ancor più citazionista da un fitto impianto di continui rimandi interni costruiti a mo' di scatole cinesi, una poltiglia malsana ma irresistibile da masticare, rimasticare a mandar giù facendo finta di avere delle ipersensibili e ipercinetiche papille gustative al posto delle cornee. Cinema da addentare, rimescolare un po' in bocca e da deglutire allegramente, senza troppi complimenti. A volte in questo (nostro) convulso trangugiare può spuntare qualche urticante e "fastidioso" ossicino, come l'epitome poliziottesca de "Le iene", un esordio folgorante e (forse) ineguagliato. Ma nell'immaginario molteplice del ragazzotto smanettone di Knoxville c'é anche la mera accondiscendenza fumettistico-modaiola ("Pulp Fiction" visto oggi, all'epoca era giustamente rivoluzionario), il curioso sguardo umanista-grottesco-sentimentaloide di "Jackie Brown" (che ha il merito di esulare, per una volta, dalla monodimensionalità fumettistica), lo sguinzagliamento gore-coreografico di "Kill Bill vol.1" e poi "Kill Bill vol.2", per quanto mi riguarda il suo capolavoro assoluto per scrittura e dosaggio narrativo. E come scordare "Bastardi senza gloria", sghignazzata e irridente rivisitazione storica pregna della spericolata e mascalzona "bravura spericolata" di Tarantino, come la definì a suo tempo la compianta Lietta Tornabuoni: assoluto spessore antologico in molti punti (la metafora iniziale coi ratti e gli scoiattoli é una delle tarantinate più geniali di sempre, così come la scena della taverna tesa al massimo e poi sparata a manetta in un climax fulminante...e tutte le scene con l'Hans Landa di Christoph Waltz!), ma anche una sostanziale vacuità di fondo. "Grindhouse-a prova di morte" poi non lo considero neanche. Pura tautologia, puro feticismo, pura involuzione, rischio che é sempre dietro l'angolo, per uno come Tarantino.
Sul nuovo film di Quentin Tarantino (un'epigramma ormai lapidario e leggendario, dopo il tam tam di trailer che precedette l'uscita di "Kill Bill") da un po' di tempo, seppur con discrezione, si vocifera qua e là, com'é naturale che sia. C'é chi poco immediatamente dopo l'uscita di "Bastardi senza gloria" parlò addirittura di un film con Lindsay Lohan, chi di un western. Ed ecco che qualche giorno fa sono arrivate le dichiarazioni di fuoco di Franco Nero, ospite della manifestazione Los Angeles — Italia per accompagnare il film Father di Pasquale Squitieri, che vede nel cast anche Claudia Cardinale e Andrea Fachinetti, figlio di Ornella Muti. "Il mio prossimo progetto sarà un western" ha spiegato l'attore "Ma non in Italia. Qui ormai è difficile lavorare. Il film si chiamerà L'angelo, il bruto e il saggio ed è un omaggio a Sergio Leone. E' un film che contiene humor, molta azione, ma anche un grande plot". Nel corso dell'incontro Franco Nero ha preso atto della difficile situazione in cui versa la cinematografia italiana, indicando nella crisi la ragione principale per cui il film verrà girato negli Usa. "Abbiamo già raccolto la firma di una quindicina di persone che faranno parte del progetto. Tra i cineasti interessati vi sono Quentin Tarantino, Keith Carradine, Treat Williams, in tutto quindici personaggi americani che voglio fare questo film e così stiamo cercando di produrlo al di fuori dell'Italia. Sono certo che un simile prodotto non verrà distribuito solo in un paese, ma in 150 paesi nel mondo. Negli anni '50, '60 e '70 in Italia c'erano i veri produttori, quelli che producevano i film che l'autore proponeva solo se li ritenevano interessanti. Ora tutti i film sono prodotti dalla televisione e quando si va a proporre un progetto al funzionario Rai o Mediaset ci si sente dire 'questa scena è troppo forte, non può andare alle 8.30 o alle 9.00 di sera in tv, taglia di qua taglia di là'" ha concluso l'attore. Perché ha così maledettamente ragione???
Secondo altre indiscrezioni, il film dovrebbe vedere anche la presenza nel cast di Christoph Waltz, sempre se a dirigerlo dovesse arrivare davvero Tarantino (l'attore austriaco, si sa, accetterebbe un nuovo ruolo propostogli da Quentin anche a occhi chiusi...). Le riprese dovrebbero in tal caso avere luogo tra Spagna e Italia, per omaggiare (anche) geograficamente i tratti paesaggistici leoniani. Dettaglio quest'ultimo che parzialmente smentisce le dichiarazioni di Nero, ma in fondo che importa? Coccoliamoci il sogno cinefilo, finché possiamo.

















































Commenti
15 marzo 2011, 14:54 Pare che Tarantino dirigerà proprio un western "omaggio" a Sergio Leone, ma è in dubbio la partecipazione di Franco Nero, a differenza di quanto affermato dall'attore.
Pare invece sicura la partecipazione del "colonnello" Christoph Waltz.
15 marzo 2011, 15:23 Be', pagherei per rivedere Waltz diretto da Tarantino (sperando che quest'ultimo non ordisca un semplice defilé venato di plaisir d'amour al genere com'era Sukiyaki Western Django). Ma anche la collaborazione con Nero sarebbe il massimo della suggestione.
15 marzo 2011, 15:28 Staremo a vedere, comunque il film, Nero o non Nero, si farà.
Inizio delle riprese previsto per la fine di quest'anno.
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