“Un pezzo, un culo... un pezzo, un culo... un pezzo, un culo...”
Occhi bassi, concentrazione, movimenti sincronizzati... e pedalare... andare... non fermarsi... continuare....
Lulù Massa entra a lavoro, insieme agli altri suoi colleghi, con i loro occhi velenosi puntati addosso.
“Vi spezzo la spina dorsale, vi distruggo”...pensa Lulù, digrignando tra i denti le maledizioni e le bestemmie.
“Morirai solo”, “leccaculo”, “faccia di merda”...sono solo alcuni dei saluti che i colleghi gli rivolgono, ma Lulù è già sul suo pezzo, concentrato: “
”....
Le mani sporche si muovono velocemente, il pensiero lavorativo del cottimista è ingranato, e il pezzo scivola via insieme al culo tanto sognato da Lulù... Un culo fatto di acciaio, che esce fuori dagli ingranaggi, gira tutto intorno alla testa di Lulù... e il dito rimane dentro la macchina, per sempre, come una mutazione inarrestabile, Lulù e la macchina si appartengono ora, il sangue scivola dalle arterie meccaniche. La consapevolezza di essere diventato una macchina, di essere una macchina rotta fa alzare gli occhi a Lulù, e si accorge che fuori le ore e la vita trascorrono senza di lui, che il manicomio non è quello dove sta il su amico Militina, ma è la fabbrica .
“...io sono una macchina, io sono una puleggia, io sono un bullone, io sono una vite, io sono una cinta di trasmissione, io sono una pompa... e la pompa si è rotta... non va più... e non c'è più verso di aggiustare la pompa...”
E' uno sciopero amaro quello di Lulù, dettato dalla consapevolezza di essere diventato un macchina rotta, il pezzo e il culo si sono fusi insieme nella sua testa, creando un prodotto che non servirà e non comprerà nessuno.
Lavorerà ancora Lulù, in una catena senza fine, fatta di compagni e acciaio, una catena ininterrotta che porta fino in paradiso... Un paradiso fatto di “pezzi e culi”, dove “macchina+attenzione=produzione” è l'unico comandamento da osservare...
Tenere lo sguardo basso senza sperare di poter ambire ad una vita fatta di ore del giorno, il tempo viene scandito dai pezzi prodotti, e i sogni di Lulù verranno raccontati e inghiottiti dal rumore della fabbrica che ormai, fusa insieme alla vita degli operai, impara anche lei a sognare.

















































Commenti
19 marzo 2011, 11:21 Bel post maghella, molto sentito. M'hai incurisito su questo film che comunque era tra quelli da vedere ma diciamo in basso nella hit parade... :)
19 marzo 2011, 11:36 Tutta l'amarezza di una quotidiana, pesante, abbrutente, dileggiata vita da operaia reso mirabilmente in questo sentito post
19 marzo 2011, 11:41 Grazie, il film è bellissimo...molti dicono che è datato, ovviamente non mi trovano d'accordo, oggi più che mai è attuale. L'alienazione di Lulù è totale, soprattutto quando apre gli occhi è c'è tutto un mondo che gira intorno a lui e che non gli appartiene...@Alfa, ti consiglio vivamente di vedere questo film, sia per il tema trattato, sia per la bravura di G.M.Volontè, che è disarmante per quanto è centrato nel personaggio.
19 marzo 2011, 18:28 credo che in questi tempi di ridiscussione di tutti i diritti dei lavoratori un film come questo sia attualissimo.COmplimenti per il post appassionato e appassionante.
19 marzo 2011, 20:03 Una scena davvero memorabile, brava Maghella.
19 marzo 2011, 20:11 Mi scuso per aver battuto "operaia" invece di "operaio"
19 marzo 2011, 23:35 Grazie molte a tutti. Voglio confessarvi una piccola cosa: quando mi è stata data la parola chiave "amarezza", mi è venuto un sorriso amaro sulle labbra, perchè in questo periodo a lavoro è diventato un tormentone, guerdarci negli occhi tra colleghi e dirci "che amarezza"...perciò la storia di Lulù è venuta a galla da sola, senza molta fatica...e questo mi sembra una nota amara nell'amarezza...e con questo spero davvero di poter girar capitolo, a breve ....un saluto ancora a tutti :)
21 marzo 2011, 12:16 maga, maga, maga dei sentimenti e di tristezza! My congratulations, maghella: it's perfect! Posso solo aggiungere che su questo set volarono cazzotti e parolacce. Volontè sentiva troppo la parte. Elio lo lasciò fare. Ebbene, il film non ne risentì affatto. Americani, che volete sempre tutto in ordine, prendete esempio...Buona giornata, amica mia!
21 marzo 2011, 12:36 Grazie Maurri :)...G.M.Volontè è un grande, un attore a tutto tondo, io ne rimango sempre affascinata quando lo vedo in questa parte, sai perchè? perchè è il più solitario di tutti...nel video che ho "postato" ci sono anche veri operai, e i loro visi attoniti la dicono lunga su quei momenti così caldi. Se hai notizie sul "dietro le quinte" del film mandamele, che sono assetata di cose da sapere a riguardo, grazie ancora...=D
21 marzo 2011, 17:21 Il Volontè uomo aveva un caratteraccio ben noto in tutto l'ambiente; mio fratello assistette ad una sua antipatica scenata al porto di Livorno quando si infilò di prepotenza al posto di un poveraccio che stava manovrando per ormeggiare ; in differente alle proteste disse "Io sono Volontè e il mio tempo è prezioso" . Però che attore magnifico, anche se l'uomo aveva le sue pecche; e forse anche per quello !
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