Ho ricevuto l'invito, mi preparo. Indosso il mio vestito più bello, rosso porpora, raccolgo i miei capelli, e che il mio collo rimanga ben scoperto, che stasera incontrerò chi più amo in questo momento.
Non è facile arrivare al castello del Conte, ma quando mai la strada risulta essere facile in amore, quello vero...Il suo richiamo è talmente forte, che non sento fatica, né freddo, né sonno...Voglio solo essere bella, che lui non rimanga deluso di me...è questo l'unico mio cruccio.
Quando finalmente le nubi si aprono, e scorgo il castello, sono esausta ma felice...le porte mi si aprono senza che io bussi, forse che il Conte abbia sentito il mio cuore battere così forte?
Lo vedo, ritto sulla soglia, con la sua lunghissima ombra, mi sfuggono i lineamenti del suo viso, ma la luce degli occhi mi penetra come una spada...entro come uno spettro, la mia e la sua ombra si accoppiano.
Ha preparato una lunghissima tavola imbandita: fagiani farciti, patate al forno, pollo arrosto, verdure di ogni tipo, zuppe fumanti, fiori freschi a guarnire il tutto, porcellane finissime, bicchieri pregiati di cristallo, vassoi d'argento...eppure non riesco a sentire nessun profumo di tanta magnificenza, sono rapita dai lenti movimenti del Conte che continua a servirmi il cibo nel piatto...lui non mangia, ancora.
Mi versa del vino rosso nel bicchiere, ed è l'unica cosa che riesco a mandare giù...improvvisamente sento paura e freddo...Un taglio maldestro che mi sono fatta con un coltello arrugginito, mi ha fatto uscire poche gocce di sangue, che il Conte fissa avidamente, mi afferra la mano e succhia voracemente quel poco nettare di vita che ho prodotto involontariamente...
Lo vedo negli occhi finalmente: è pauroso, eppure non riesco ad allontanarmi, ci siamo cibati...e non potrò più lasciarlo...Le sue lusinghe ora mia appaiono lontane, ma lui mai mi è stato così vicino, e proprio perché terribile, non riesco a scappare...
Mi guardo intorno: il cibo sulla tavola è finto, le stoviglie sono tutte scheggiate, i cristalli crepati, i fiori già secchi...cosa ho visto fino ad ora? Il Conte, che ha fatto della mia ombra la sua, che finalmente ha saziato la sua fame, molto facilmente con me...e mi ha lasciata svuotata di tutto.
Il mio bel vestito, e il mio collo scoperto, questo ha preso...ma io gli ho offerto ancora di più...perché la sua fame era lunga di secoli, e io mi stavo concedendo per la mia ultima cena e per la sua prima dopo millenni.
Ora sola, ripenso a quell'incontro, a quanto mi ha cambiata per sempre...mi sono mutata come lui, diventando sua compagna e complice...pur rifuggendolo come la peste, non lo vedrò mai più...Ma il suo sguardo lo sento ancora come un macigno, che mi giudica e mi osserva....e lo so riconoscere bene tra la folla quando lo incontro, e abbasso gli occhi, salutandoci così. Quanto sarà rimasto sazio del mio pasto?...Io il suo lo devo ancora finire di digerire...


















































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