I film italiani degli ultimi anni, salvo alcune rare perle, mi annoiano un po' e questo purtroppo non costituisce eccezione. Il grande regista di Sacco e Vanzetti mette qui in scena la débacle professionale-etica-sentimentale-psicologica e chipiunehapiunemétta di un singolo, Nicola Ranieri, che rappresenta però qui lo scacco di un intero mondo. La vicenda privata con la moglie, una Crescentini angelica, patinata e poco interessante, mi ha deluso parecchio, compresa la tragedia finale. Insomma, ne avrei fatto volentieri a meno. Per il resto, Favino che recita con accento piemontese è superlativo e la fotografia di Catinari (tutta su toni grigioverdi glaciali, con un'unica, significativa nota di colore, la giacca rossa del parcheggiatore) vale la visione del film.


















































Commenti
Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra