Hollywood, fucina di talenti, ed ogni talento è figlio di un impagabile progetto.
Spesso colleghiamo il volto di un attore a un determinato film, e ci riesce difficile pensare ad un'altra persona in quel preciso ruolo.
Stesso discorso vale per i registi, accostiamo quell'opera allo stile del suo realizzatore, e mai ci verrebbe in mente chi avrebbe potuto fare uguale o meglio.
Ma non tutte le ciambelle riescono col buco, alle volte le cose vanno per il verso giusto, secondo i piani, come si dice, in altre occasioni qualcuno "viene meno".
Quell'attore, all'ultimo momento, quando pareva tutto pronto per le riprese, nel clamore generale, abbandona il film, per ragioni spesso "ignote", adducendo scuse di piccolo o grande "valore".
Oggi è un bel Giorno che si presta molto bene a questa "banale" riflessione.
Un Giorno che vede fra le news un paio di conferme di rumors (una a dir la verità) precedentemente ventilati e ritenuti "sospetti", e spiacevoli "dipartite". Pare che qualcuno non abbia agguantato la sua possibile "gallina dalle uova d'Oro".
Tempo fa qualcuno vi aveva parlato di Kevin Costner come possibile Jonathan Kent, il padre adottivo di Clark, cioè Superman, nella nuova versione sull'"Uomo d'Acciaio" che Zack Snyder sta allestendo?
Specificatamente fu il sito "Deadline" a diramarne voce. Che oggi trova puntuale riconferma, subito rimbalzata presso altri eminentissimi ed affidabili riviste "bibbie" come "Variety" e "THR".
Che dire? Attendiamo trepidanti.
Ma la notizia che, senza dubbio, balza più all'occhio è il "No" da ultimo minuto di Darren Aronofsky per The Wolverine. Riprese previste per la prossima Estate, un budget faraonico, il solito Hugh Jackman protagonista.
Ma Darren si è ritirato a pochi mesi dal primo Ciak, lasciando tutti basiti e la produzione nel "panico". I motivi della sua scelta vengono addotti alla causa per l'affidamento del figlio con l'ex moglie e attrice Rachel Weisz, ma problema assai più rilevante che pare aver pesato sulla scelta è il fatto che il film doveva girarsi proprio nelle zone nipponiche colpite dal devastante Tsunami di pochi giorni fa.
Altri attori non nuovi a bizze sono i due Robert: Downey Jr. e De Niro.
Il primo ha lasciato ben tre progetti precedentemente "collegati" a lui: Cowboys & Aliens, Gravity di Alfonso Cuarón (ruolo passato a George Clooney) e il film "prequel" sul Mago di Oz per la regia di Sam Raimi, "capitato" nelle mani, anzi nelle scarpe, come si dice in gergo, dell'inarrestabile James Franco.
Pare che il nostro Downey Jr. si "consolerà" col pezzo da novanta che sarà Inherent Vice di Paul Thomas Anderson.
Per quanto riguarda De Niro... be', oramai non si contano più i suoi "No".
Celebre quello per Gangs of New York per il ruolo del Butcher, quantomai strambo il suo litigio sul set di Fuori controllo (di Martin Campbell) nel ruolo poi andato a Ray Winstone.
Quantomai, invece, riprovevole, la scelta di abbandonare quel Honeymoon with Harry e il regista che doveva dirigerlo, Jonathan Demme, per ragioni del tutto sconosciute.
Film che forse non vedremo mai, sebbene l'iniziale script di Paul Haggis risulti a tutt'oggi fra quelli migliori "unseen". Doveva essere proprio Paul Haggis a curarne la regia con Vince Vaughn e Jack Nicholson protagonisti, poi la New Line decise di affidarlo a Demme con protagonisti Bradley Cooper e De Niro (come riportato l'anno scorso ad Agosto). E a quanto pare, dopo che Jenny Lumet ne aveva messo mano alla sceneggiatura, De Niro, non contento delle modifiche apportate e della piega meno dramattica stravolta dall'idea di partenza, abbia fatto dropped out.
Ora, procediamo con calma. Che De Niro abbia fama di attore difficile e incontentabile è pur vero, ma l'idea di Demme di cambiare la sceneggiatura, nonostante l'ottimo lavoro ottenuto con la Lumet in Rachel sta per sposarsi, non ci è parsa delle migliori. Forse, pur non avendola letta, preferivamo che si mantenesse il "tocco" di Haggis. Ma è vero anche il contrario, e cioè...
..."Deadline" addebita tutte le colpe a De Niro, prendendolo serenamente per il popò, asserendo che ogni volta che Bob entra in contatto negli ultimi Tempi con un progetto ambizioso papabile di Oscar neanche a dirlo lascia tutti con un palmo di naso, i fans soprattutto. Vero, verissimo? Che fine ha fatto, ad esempio, quel Frankie Machine di Michael Mann? E In the Kingdom of Big Sugar di Jodie Foster?
La nuova versione della Lumet piaceva sia a Bradley Cooper che alla New Line, ma Demme, spazientito dalle continue "baruffe" e perplessità di De Niro, ha mandato tutto a monte. E in attesa di un nuovo regista pronto a rimpiazzarlo, Honeymoon with Harry rimane "on hold", eufemisticamente parlando.
Che ti prende Bob? Forse non ti hanno "assegnato" lo stesso assegno dorato dei tuoi recenti film "alimentari?". La materia era attizzante, succosissima, e nelle mie notti noiose già intravedevo la speranza che il film si concretizzasse, ché tu potessi impugnare ancora una volta quello zio Oscar che tanto lustrerebbe una carriera pericolosamente in declino.
Scarsamente fiducioso, confido nella tua "intelligenza".
Questo per ora è tutto, vi terremo aggiornati.
(Stefano Falotico)
















































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