Lo dico subito: il film non c'è. La scelta di non affidarsi all'espedinete narrativo dei flashback, da una parte risulta coraggiosa perchè costringe lo spettatore ad una attenzione e ad una partecipazione maggiore rispetto ai biopic classici, dall'altra tuttavia si dimostra sbagliata perchè toglie dal racconto ogni possibile snodo drammaturgico, necessario non tanto per dare un respiro più ampio a tutta l'opera ma soprattutto per poter inserire i personaggi all'interno di un percorso che preveda un inizio, uno svolgimento e una conclusione.
Il rifiuto dei canoni hollywoodiani si traduce così in una sostanziale fissità e immobilità dei personaggi alla quale, specialmente nel caso di Germano, si accompagna una recitazione molto al di sotto delle aspettative.
Da questo punto di vista perciò il film non aggiunge molto al libro dal quale è tratto e se si escludono la splendida ambientazione dell'Orsigna e i soliti profondissimi insegnamenti di Terzani, il dialogo tra il padre e il figlio assomiglia più a un audio-libro, dove è più importantante l'ascoltare del vedere, che a un film vero e proprio.
D'altra parte c'è da dire che nonostante una colonna sonora insopportabile e un finale decisamente stucchevole il film rimane comunque un omaggio onesto e appassionato ad un padre e ad un uomo davvero eccezionali.


















































Commenti
Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra