Cannes, feste mondane di un'abbagliante Uma Thurman che tutto il sesso "forte" corteggia con la bava alla bocca, e dall'altra "barricata" un Jude Law sbarazzino per le "orde" di verginelle in estasi. Il ritratto di una già "adulta" fierezza ormonale.
Ma l'adolescenza, e lo sa bene Van Sant, che ci propone un'altra delicata storia d'amore dell'abile ma poco elusiva età acerba, col suo Restless, è, spesso, un terreno "marcio" di combattive ire solipsiste, di un'energia che vaga tormentata da se stessa e, solo poche volte, si "cimenta" con la più schietta realtà. Quasi tutti adoperano una maschera, dal bulletto con pit bull per darsi il tono della vorace insaziabilità macha dal fascino, virilmente e virulmente, "teppistello", il fascino che, purroppo, piace a molte illibate signorinelle con un'etica alquanto distorta del "bello", e il liceale che s'"acuisce" nella sua ipocondria da bimbetto che s'atteggia già adulto, e, non potendo esserlo per limiti d'età, veemente "matteggia" a tutto spiano, fra guizzi di geniale autarchia e un briciolo, anzi molti bricioli, di pen(s)osa autocommiserazione perché "incompreso".
Giunti all'età "adulta", la maggior parte mai c'arriva, il lavoro è una parvenza dietro cui si celano per iterare in "magagne" e soprusi ai più "deboli", acquisiscono la "pacatezza" ridanciana che, spesso, la butta, come si suol dire, "in vacca".
Il totale menefreghismo, il cinismo assoluto, le burle che "giocano" con le Barbies e poi fanno "ammenda" dei loro virtuosi peccatucci in bagordi di un eterno addio al celibato, quanto dissacrante quanto sacrilego perché mai sincero.
Alle donne, perfino le più emancipate, spetta quasi sempre, purtroppo, verità inappellabile quanto tristemente realista, il ruolo delle "subalterne", c'è chi un Tempo si dava al giardino in casa, da casalinga qual era, o a viziare i maritini e prole con dolci manicaretti, chi, ambiziosa e sfrontata, oggi diremmo "con le palle", s'inseriva nella società "a tacchi alti", ché tutti, specie il maschio "gentilmente" più eroticus, l'avrebbe "lodata".
Ma torniamo alla "maladolescenza..."
C'è quel ragazzo, all'apparenza "perbenino" e timiduccio che, all'improvviso, deflagra in bang "ammazzatutti", tipo Elephant, o quel genio "ribelle" dai poco vaghi impulsi autodistruttivi ma mente fenomenale che si lascerà "cucinare" da tanti psichiatri alla ricerca del suo sé autentico ma nascosto. Vivrà da "uomo" o preferirà diventare un uomo a modo suo? In un illusorio, momentaneo patto coi "demoni" del Mondo, e, poi, viaggiando, ancora una volta, nella sua eterna fuga, sì, ancor fuggirà, il suo genio è solo un altro tassello della sua "imprevista" anima dalle tante facce, indecifrabile e sfuggente a ogni catalogazione. Per fortuna...
O in fondo è sempre stato salingeriano e ha scelto di far il professore per conto suo, un po' misantropo e un po' amante dei rotocalchi, in barba a tutti con la sua bicicletta per le strade di una notte senza traffico e senza smog. E invecchierà proprio così, per una bizzarra "legge" delle sue emozioni non invecchierà, in fondo mai. Eternamente senz'età.
O, forse, rimarrà solo un "cretino", però bello e dannato. Delle tante strade di chi si tocca o si sfiora e poi sceglie, comunque, quel che gli fa più comodo.
Chiaro omaggio "autobiografico" a Gus Van Sant.
(Stefano Falotico)
















































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