Certo che il mestiere di "caratterista" non deve essere facile da digerire: anni e anni passati a interpretare ruoli che entrano a forza nella memoria collettiva senza mai vedersi riconosciuto alcun merito. Decine e decine di pellicole girate, a volte anche centinaia, ma mai l'onore di vedere il proprio nome in tutte le schede ufficiali. Di solito gli apprezzamenti maggiori o i premi vanno agli interpreti principali, agli attori più blasonati. Ne sapeva qualcosa anche Tiberio Murgia, l'indimenticato Ferribotte, o la grandissima Tina Pica, troppo spesso cancellata dalle schede sinottiche. Ricostruire il loro percorso cinematografico a volte è impervio: riuscivano a girare anche 5 o 6 pellicole all'anno senza mostrare alcun cedimento.
La Sicilia, poi, sia per l'accento linguistico di cui è dotata sia per la simpatia che spesso suscita un certo modo di recitare alquanto teatrale, ha da sempre offerto ai registi la possibilità di scovare talenti capaci di rimanere impressi. Se Franco e Ciccio riuscirono a fare il grande passo e divenire protagonisti, altri sono soventemente caduti nell'oblio.
E Tano Cimarosa, alias "Zecchinetta", ha rappresentato la più alta espressione dell'attore caratterista che molto spesso viene ignorato. Dopo anni di materiale raccolto, il videomaker Nicola Palmeri dedica a lui un documentario presentato in questi giorni a Palermo. Ecco come lo stesso lo racconta attraverso il comunicato stampa diramato per l'occasione:
"A partire dal 28 dicembre (anniversario della prima proiezione cinematografica pubblica a pagamento, svolta nel 1895) sarà disponibile in download gratuito la versione short dell’inedito docufilm sull’attore siciliano dal titolo “Lo chiamavano Zecchinetta”, realizzato dal videomaker Nicola Palmeri. Il docufilm verrà presentato ufficialmente al pubblico il 27 dicembre a Palermo. il 30 dicembre a Casteltermini (AG) e il 5 gennaio in Calabria, seconda patria di Cimarosa, a Mendicino in provincia di Cosenza.
Il documentario ripercorre la lunga carriera del grande attore siciliano Tano Cimarosa attraverso la voce di Gregorio Napoli e le testimonianze di Giuliano Gemma, Nino Frassica, Leo Gullotta, Tony Sperandeo, Tiziana Lodato, Gilberto Idonea, Steve Della Casa, Franco Nero e tanti altri artisti e attori amici di Tano Cimarosa. La colonna sonora è stata realizzata appositamente da Michele Segretario (tastierista della band siciliana Cordepazze).
Così il videomaker siciliano Nicola Palmeri racconta come è nata l’idea del docufilm: “Conobbi Tano Cimarosa nel 2006 a Barcellona Pozzo Di Gotto nel meraviglioso parco museo in occasione del festival cinematografico Jalari, dove lui era ospite. Ricordo con piacere che Tano era contentissimo che si stesse pensando ad un lavoro sulla sua vita e si mise subito a disposizione”.
“Raggiunsi Tano a casa sua a Roma: mai avevo visto un posto del genere, era come se vivesse dentro un album fotografico. Era surreale. Tutte le pareti erano ricoperte da foto di scena, foto con attori, con amici, locandine di film e poi tanti pupi, tutti realizzati da lui con materiali vari. Perfino in bagno c’erano foto e pupi – continua Nicola Palmeri — Non erano solo i classici pupi siciliani, i paladini, ma erano pupi che rappresentavano vari mestieri e personaggi. Mi raccontò tutta la sua vita, dal suo mestiere di puparo, al teatro, al cinema, al ritorno a fare i pupi per passione e passatempo”.
“Naturalmente portare a termine il lavoro presentava diverse difficoltà, prima fra tutte la mancanza di un finanziatore. Nonostante ciò la voglia era tanta motivata soprattutto dalle aspettative che Tano aveva riposto sul mio lavoro – racconta Palmeri -. Allora piano piano quando capitava di incontrare un personaggio che aveva avuto a che fare con lui lo intervistavo e conservavo l’intervista. Si tratta quindi di un lavoro lungo, realizzato col contagocce e con tanta passione. E anche con l’aiuto importante di tutti gli amici di Tano, disponibili ad essere intervistati. Tra tutti anche Gregorio Napoli era entusiasta, grande critico cinematografico scomparso nel 2010. Mi ospitò nel suo mitico studio a Palermo, lo stesso dove Ciprì e Maresco avevano girato alcune sequenze del loro capolavoro dedicato a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. La scelta di Gregorio Napoli è nata assieme all’idea di dare un certo taglio al documentario. Quando dissi al caro Napoli che avevo scelto lui per una sorta di voce narrante, al fianco degli altri personaggi noti, lui felicissimo mi disse: ‘Palmeri, sono liquefatto!’”.
Il progetto su Tano Cimarosa non è solo un documentario, ma è anche un dvd pieno di altri contenuti, vi è una fotogallery, una sorta di backstage, ed è ricco di scene e interviste che poi non sono state inserite nel film non perché meno importanti ma per problemi legati alla durata dello stesso.
Così conclude Nicola Palmeri: “Rimane la testimonianza di un uomo, un puparo, non solo un caratterista ma anche un grande attore siciliano che ha fatto tanto cinema e che ha rappresentato la Sicilia, più di quanto si possa pensare.”
Per informazioni: www.nicolapalmeri.it - www.mizzica.net ".



















































Commenti
28 dicembre 2010, 00:43 Ma menomale, menomale che c'è il recupero di questi grandi artisti, artigiani del mestiere che hanno arricchito i nostri film, anche quelli più mediocri, alla pari di quelli più prestigiosi, sempre con la stessa professionalità e attenzione...Il caratterista è una figura importante e degna di nota, grande merito a chi giustamente gli rende la dovuta importanza.
28 dicembre 2010, 00:54 Tra l'altro, mi colpisce la passione con la quale Palmeri ha ricostruito il tutto: è stato un lavoro certosino e lungo nel tempo. E in più da parte di un giovane mosso dall'amore per il cinema della sua terra... da domani sarà visibile on line la versione da 10 minuti e poi prossimamente l'intero film...
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