Miografie, ovvero le tue biografie. Ma anche le mie. E soprattutto le biografie scritte, senza che ciò appaia retorico, più con il cuore che con il cervello.
Perché di biografie ben scritte, aggiornate, composte nell'elencare fatti e dati, ce ne sono molte. Ma questo è un esperimento che ci porta altrove: se volete è un puzzle, dove ciascuno mette un pezzo, il suo, e dove la figura che risulta appare solo dall'insieme.
Il grande successo della "miografia" dedicata a Woody Allen (la trovate qui) ci spinge a riproporvene subito un'altra. Avremmo voluto provare, questa volta, con un attore o un'attrice, ma c'è una sincronicità troppo forte per essere ignorata. Si tratta della grande, immensa, retrospettiva che il Torino Film Festival 2011 (che aprirà le porte il 25 novembre) dedicherà al regista americano. Un lavoro colossale di ricerca e recupero che oltre ad offrire la visione di tutti i suoi film (anche quelli mai arrivati nelle sale italiane), offrirà vere e proprie chicche: le regie televisive, i documentari industriali.
Vi invitiamo quindi a rispondere nuovamente alla semplice domanda "Robert Altman è...", ricordandovi le semplici regole di questo gioco.
Ciascuno di voi potrà scrivere una frase nei commenti. A suo piacimento pieno e totale: potete scrivere un fatto, una sensazione, un ricordo... tutto, ovviamente a condizione che si tratti di una risposta pertinente alla domanda.
Non è consentito in nessun modo usare i commenti per dialogare tra di voi. Non potete riferirvi ad altri commenti. Non potete citarli. Le vostre frasi saranno monadi.
Bello sarà anche se qualcuno di voi avrà voglia di intercalare ai commenti dei fatti della vita di Altman, spulciando magari tra le biografie già esistenti o pescando tra i trivia di IMDB. L'insieme che ne risulterà, tra sentimenti e fatti, sarà ancora più stimolante.
E quindi eccovi la domanda.
Robert Altman è...
A voi la risposta. Anzi le risposte.

















































Commenti
21 novembre 2011, 12:13 Robert Altman ha fatto sempre di testa sua ed è per questo che lo adoro. Tanti film del grande Rob sono tra i miei INTOCCABILI e questa è la mia top 5 senza graduatoria, tutti 5 stelle extra lusso:
Brewster McLoud,3 Donne,Images,Nashville,The Players.
21 novembre 2011, 12:16 Altman è uno di cui non mi ero mai chiesta:è morto? e adesso che lo so sono rimasta molto male
21 novembre 2011, 12:23 Altman è per il cinema ciò che Verdi è per l'opera lirica.
21 novembre 2011, 12:27 Altman studiò ingegneria ma tutt'altro ingegno che la scienza esatta dell'ingegneria ha messo nei suoi beffardi e corrosivi attacchi ai falsi miti degli americani.
21 novembre 2011, 12:27 Robert Altman è un regista che con il suo cinema ha riempito la mia vita.
21 novembre 2011, 12:29 Rodert Altman è il grande regista che ci ha donato frammenti e storie di un'America vera e amata, borghese e country...
21 novembre 2011, 12:37 Robert Altman è un regista che ha fatto dell'umanità un unico, enorme carrozzone. Che è, in realtà, il carro del perdente. Eppure ci salgono tutti.
21 novembre 2011, 12:42 Robert Altman è un regista. Sicuro.
21 novembre 2011, 12:51 Robert Altman è, semplicemente, il più grande regista che gli Stati Uniti abbiano donato alla storia del cinema degli anni Settanta..
21 novembre 2011, 12:54 Robert Altman è il CINEMA
21 novembre 2011, 12:55 Altman è l'immalinconirci in vite che lui adora ma a cui, beffardo e sconsolato, arride con malignissima "bonarietà".
"Il lungo addio" è già la sintesi "sincretica" del suo Cinema. Il suo personaggio, un Marlowe già "lebowskiano", è l'antesignano d'intere, passate e future, icone della "detection". Disilluso ma "angelico", sbruffone "cialtroneggia nell'indagarla, o solo incupirla per esserne accecato, come speranzosamente, "etereo", "ateo" alle sciocchezze ma vitalissimo.
21 novembre 2011, 13:05 ..Robert Altman è un signore che sta pensando di fare un film sul Paradiso...
21 novembre 2011, 13:07 Robert Altman è uno sguardo lucido, critico e morale, sull'Ame-rica di ieri e di oggi.
21 novembre 2011, 13:08 Robert Altman è un uomo che ha dovuto fare molta gavetta prima di arrivare al cinema come lo intendeva lui: partito come scrittore, è stato soprattutto autore di racconti e radiodrammi. E' passato poi a fare documentari industriali, una attività che lo ha assorbito per molti anni. Per quei documentari - vera palestra formativa - si è interessato davvero un pò di tutto: ha scritto le sceneggiature, curato la fotografia e il montaggio... si è persino occupato di "piazzare" il prodotto finito... Ha sempre considerato quella parentesi come un proficuo periodo di indispensabile apprendistato, che gli ha permesso, in successione, prima di girare dei "corti" e poi di passare alla televisione, dove è stato operativo per ben otto anni. Considera "Quel freddo giorno nel parco" il suo primo film vero e proprio, perchè è stato il primo sul quale ha potuto avere un controllo complessivo. Ha spesso dichiarato però che il film che preferisce fra tutta la sua sterminata produzione, è "Anche gli uccelli uccidono): " C'è la tendenza ad amare di più i figli meno riusciti - dichiarò in una intervista rilasciata a Roma il 26 luglio del 1976 - anzichè quelli che possono vivere con maggior autonomia. Non penso che sia il mio miglior film, ma penso che sia il miglior film MIO: è il mio lavoro."
21 novembre 2011, 13:15 Robert Altman è una visione di Nashville in p.zza Grande a Locarno insieme ad altri 7000 spettatori
21 novembre 2011, 13:18 Robert Altman è stato un regista che piaceva anche a Hitchcock che nel 1957, dopo aver visto il suo "The James Dean Story", gli offrì in contratto per lavorare in TV in base al quale potè girare 2 episodi della famosa storica serie del Maestro del Brivido: "The Younger" con Carol Lynley e "The Tear" con Joseph Cotten.
21 novembre 2011, 13:28 Robert Altman è un creatore di imamgini e di emozioni che ha saputo mettere in scena "l'effetto cinema" (Enrico Magrelli) come se si trattasse di un sogno abitato da altri sogni, da pause oniriche, da miraggi, dove la terra, il fuoco, l'aria, l'acqua sono insieme alle figure, e alle storie che racconta, gli "elementi-archetipi" della sua poetica.
21 novembre 2011, 13:35 Robert Altman è un uomo che ha rivoluzionato il cinema e la sua storia: "Il lungo addio" per esempio, è il suo epitaffio che non celebra il rimpianto, ma definisce invece inesorabilmente "la morte di un cinema del padre".
21 novembre 2011, 13:50 Robert Altman è colui che ipnotizzava lasciando scivolare la cinepresa
21 novembre 2011, 13:54 Robert Altman è una macchina da presa inquieta, impietosa e beffarda puntata sul crepuscolo del Mito.
21 novembre 2011, 13:59 Robert Altman è il regista che, con Nashville e Il Lungo Addio, ha saputo definire in maniera eccezzionale il rapporto uomo-macchina da presa mentre con America Oggi quello che può avvenire dopo se il connubio è entrato perfettamente in sintonia.
21 novembre 2011, 14:03 Robert Altman è moltitudine.
21 novembre 2011, 14:53 Robert Altman è la quintessenza della nostalgia nel cinema.
21 novembre 2011, 14:54 Robert Altman, caustico e disincantato, ci ha offerto un cimena crudo come la realtà. Mi chiedo cosa avrebbe prodotto parlando di questa crisi internazionale. Anche se alcuni storceranno la bocca il suo film che adoro è "M.A.S.H. e posso dire che abbia influenzato la mia vita e la mia carriera: mandare tutti i cosiddetti "superiori" a quel paese forte della consapevolezza di operare professionalmente al meglio in favore dell'uomo comune e senza superbia.
21 novembre 2011, 14:57 Robert Altman è stato colui che ha dato carne alla poetica disillusa di Carver.
21 novembre 2011, 14:58 Robert Altman è il maestro dei film corali, un genere a sè stante che solo lui ha saputo portare a livelli di perfezione inaudita, è stato un grande narratore per immagini, un regista innovativo e spesso sperimentale, un vero poeta e perfino un acuto sociologo (scommetto che fra cent'anni i suoi film diranno molto di più su una certa America a noi contemporanea di qualsiasi saggio sull'argomento. Regista che adorava gli attori e sapeva entrare in sintonia con loro, sapeva metterli al centro della scena e spremere tutte le loro potenzialità, meriterebbe un posto di primissimo piano per alcuni titoli come Nashville, Short Cuts, McCabe e Mrs Miller, Il lungo addio, e poi I protagonisti e fra gli ultimi il geniale Gosford Park. Autore fuori dagli schemi, poco amato da Hollywood che lo premierà scandalosamente con l'Oscar solo pochi mesi prima della sua morte, e in quell'occasione fece un bellissimo e toccante discorso di ringraziamento (sicuramente visibile su Youtube) in cui paragonò la lavorazione di un film alla costruzione di un castello di sabbia, che viene disfatto dalle onde del mare... mitico Bob
21 novembre 2011, 15:25 Altman ha fatto la seconda guerra mondiale; anche per questo M.A.S.H. è unico nel suo genere : intelligenza acuta e vita vissuta.
21 novembre 2011, 15:31 Robert Altman è il regista che ha rivoluzionato i generi con "I compari", "Il lungo addio" e "Gang". E' colui che meglio di chiunque altro si è fatto beffe del potere in qualsiasi sua forma, della moda, di Hollywood. E' il cantore sarcastico e tagliente di un mondo alla deriva. Tra i protagonisti del magnifico cinema americano degli anni 70 è IL protagonista.
21 novembre 2011, 16:03 Robert Altman è stato un regista che fa sembrare facili film difficili.
21 novembre 2011, 16:09 Altman ha fatto un solo film che mi è davvero piaciuto (M*A*S*H) ed uno che odio (il Dottor T e le donne), nel resto c'è un limbo di buon cinema dalla grande estetica ma che soggettivamente non adoro.
21 novembre 2011, 17:03 Robert Altman è uno dei grandi registi americani della nuova Hollywood.
21 novembre 2011, 17:27 Robert Altman è stato premiato negli Stati Uniti con un oscar alla carriera poco prima di morire e ottenne il golden globe come miglior regista per "Gosford Park" (2002). In Europa ha vinto a Venezia, a Berlino e due volte a Cannes. Più amato da noi che Oltreoceano. Vedendo il suo cinema, si capisce perché...
21 novembre 2011, 18:37 Robert Altman è il regista di California Poker; un film che mi ha legato indissolubilmente al fenomeno Cinema. Un'opinione in soggettiva. Ovviamente.
21 novembre 2011, 19:00 Robert Altman è la voce viva del cinema americano. Una 'Radio America' all'ultima serata in un teatro semivuoto. Il pensiero libero delle arti incompiute (in una città spaurita e troppo illuminata). Un barlume di idee tra i semafori spenti. Un genio tra 'i protagonisti' contro.
21 novembre 2011, 20:06 Robert Altman è un'idea creativa; è un carrozzone colorato di malinconie e paure che diventano poesia. Robert Altman è il cinema americano che vuole spiccare il volo; è terapia di gruppo per i delusi del sogno americano.
21 novembre 2011, 20:07 Robert Altman è l'America che riflette su sé stessa: nessun altro riuscirà mai più a farlo con altrettanta lucidità.
21 novembre 2011, 20:37 Robert Altman è(ra) soprattutto il regista di STREAMERS, M.A.S.H, NASHVILLE e AMERICA OGGI. Opere che riflettono i sogni (e le delusioni) dell'America corale (I'm easy...).
21 novembre 2011, 21:02 Robert Altman era country.
21 novembre 2011, 21:21 Robert Altman è il regista che meglio di ogni altro ha saputo esprimere e gestire la coralità. Ha saputo utilizzare un numero notevole di personaggi in un singolo film, senza mai trascurare la loro connotazione stilistica e psicologica. Ognuno di essi forniva un contributo peculiare all'interno di un gruppo che trascendeva gli individui, in questo risiedeva la straordinaria abilità di Altman.
21 novembre 2011, 21:55 Robert Altman è per molti versi un artista sperimentale: il suo cinema va di pari passo, quando non ne anticipa gli esiti, con la narrativa americana degli ultimi cinquantanni. Dagli inizi beatnick ["La storia di James Dean", 1967] il percorso del cinema altmaniano è una geniale scorribanda tra i 'generi' che, in anticipo sui 'decodificatori' di professione, egli scarnifica dei detriti mitologici ["I compari", 1971, "Il lungo addio", 1973, "Gang", 1974]per approdare a una visione disincantata del 'sogno americano', preventivamente sepolto in "Anche gli uccelli uccidono" del 1970. Regista curiosamente attratto dalla cultura europea, per questo definito il 'più europeo dei registi americani', per dirlo con la fraseologia pomposa della critica reazionaria che dall'America si aspetta solo naïvetè a buon mercato, Altman si cimenta in riusciti 'nodi' bergmaniani ["Images", 1972, "Terapia di gruppo", 1987], rischiando talvolta la metafora impervia ["Quintet",1978], attenuata da un sornione ilare controllo dei confini.
Robert Altman è il regista che trasforma anche i fallimenti ["Popeye", 1980, "Buffalo Bill e gli indiani", 1976] in lezioni di cinema ad uso delle generazioni future.
Robert Altman è il regista che ha fatto conoscere Raymond Carver prima che Carver cominciasse a scrivere, anzi si può dire, senza timore di sbagliare, che in "Nashville", 1975, la frammentazione del plot e la prevalenza del discorso ellittico preparano il clima che sarà tipico della narrativa 'massimalista' di Don DeLillo ["America oggi, 1995, e "Radio America", 2006 sono capolavori filmico-letterari insuperati].
Robert Altman è M.A.S.H. che costituisce l'incunabulo principe per chiunque voglia analizzare il cinema di questo grande, indimenticabile, geniale uomo di cinema che lascia molti eredi ma nessun pretendente al trono.
21 novembre 2011, 22:04 Robert Altman è morto. Ma guardando uno dei suoi film lo si sente più che mai vivo.
21 novembre 2011, 23:12 Robert Altman è un genere. Dici "un film alla Altman" e capisci tutto. Solo che i "film alla Altman" li faceva solo Altman. E li faceva da Altman.
Robert Altman è quello che ha messo Lillian Gish in un letto di morte, rendendo omaggio con affetto e sarcasmo ad un cinema che non poteva e potrà più esserci.
22 novembre 2011, 00:02 Robert Altman è stato il regista che ci ha preparato alla sua morte,ormai vicina,con la divertente e commovente narrazione della chisura definitiva di un longevo spettacolo radiofonico in "Radio America", film corale e nostalgico da non dimenticare.
22 novembre 2011, 10:06 Altman rassomigliava a Pirandello, anche fisicamente.
22 novembre 2011, 13:28 Robert Altman è(ra) come un direttore d'orchestra quando dirige(va)un film... il suo cinema una partitura musicale e i suoi attori gli strumenti solisti
22 novembre 2011, 15:32 Rodert Altman è un regista di grande cultura che non ha disdegnato il genere biografico,lasciandoci oltre "la storia di James Dean",un altro film fatto oltre vent'anni dopo " Vincent e Theo",
dove le vite dei due fratelli, pur seguendo fedelmente la storia,sono presentate in un alone di mistero.
22 novembre 2011, 21:23 Robert Altman era la vera faccia dell'America.
23 novembre 2011, 12:06 Robert Altman è la vera faccia dell' Antiamerica-
23 novembre 2011, 15:39 Robert Altman per me è la "magnifica ossessione" di Susanne York
23 novembre 2011, 15:40 Robert Altman per me è "la pappa del gatto" di Elliott Gould
23 novembre 2011, 15:59 Robert Altman, ho letto da qualche parte, è il marito di Linda "Wonder Woman" Carter.
Che dire....LA FORTUNA DI COOKIE!!!!!!!
23 novembre 2011, 18:40 Robert Altman è ok per me.
24 novembre 2011, 19:46 Robert Altman è un bollore.
25 novembre 2011, 12:30 Robert Altman è un uomo di intelligenza poderosa, cultura profonda, capacità di diversificarsi, spirito critico spietato, che nella regia cinematografica è riuscito a tradurre in storie, ambienti, immagini e suoni il suo amore-odio per l'America, lasciandocene un ritratto emblematico e indimenticbile.
25 novembre 2011, 13:30 Robert Altaman è un regista di culto che nel corso di un'intervista ha risposto così,alla domanda "Quale rapporto c'è fra il cinema e la realtà?": "Il cinema è solo uno specchio. Non si può mostrare la realtà. Realtà è accettare tutto, la realtà è caos, è stupida mentre la fantasia è ordine, è strutturata chiaramente. Per questo attraversiamo la realtà per giungere alla fantasia dove tentiamo di dare un senso al non-senso (la realtà).
25 novembre 2011, 13:39 Robert Altman è... "la personalità più rilevante espressa dalla cinematografia statunitense dopo Orson Welles" (Non sono io ad affermarlo: lo ha fatto Callisto Cosulich in un suo pezzo su "Gang", ovvero "Thieves Like Us", scritto e pubblicato negli ormai lontani anni '70.
28 novembre 2011, 17:32 Robert Altman è il corrispettivo filmico di Honoré De Balzac.
1 dicembre 2011, 18:28 Robert altman è il big quake.
4 dicembre 2011, 14:05 Robert Altman è il cineme americano degli anni '70. e ho detto tutto, chioserebbe Peppino
5 dicembre 2011, 15:33 Robert Altman è uno dei più grandi autori della storia del cinema. Di ieri, di oggi e di domani.
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