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Miografie - Roman Polanski

autore: Database      
29 novembre 2011
(aggiornato 29 novembre 2011) | VarieStorie

Miografie, ovvero le tue biografie. Ma anche le mie. E soprattutto le biografie scritte, senza che ciò appaia retorico, più con il cuore che con il cervello. 

Perché di biografie ben scritte, aggiornate, composte nell'elencare fatti e dati, ce ne sono molte. Ma questo è un esperimento che ci porta altrove: se volete è un puzzle, dove ciascuno mette un pezzo, il suo, e dove la figura che risulta appare solo dall'insieme. 

 

Tornano le miografie, e questa volta è il turno di Polanski. 

 


Dopo Allen e Altman credevate che saremmo andati in ordine alfabetico, eh? E invece no. Saltiamo a pié pari alla P per invitarvi (sotto suggerimento di Bufera) a scrivere di un personaggio la cui carriera vitale ha avuto innumerevoli punti oscuri, mentre quella artistica... beh. Giudicate voi. 

Il gioco lo conoscete ormai. Per partecipare basta rispondere alla semplice domanda "Roman Polanski è...", seguendo le seguenti essenizali regole. 

 

 

Ciascuno di voi potrà scrivere una frase nei commenti. A suo piacimento pieno e totale: potete scrivere un fatto, una sensazione, un ricordo... tutto, ovviamente a condizione che si tratti di una risposta pertinente alla domanda.

Non è consentito in nessun modo usare i commenti per dialogare tra di voi. Non potete riferirvi ad altri commenti. Non potete citarli. Le vostre frasi saranno monadi. 

Benvenuti anche i riferimenti reali alla vita del personaggio: tutto fa miografia.

 

E quindi eccovi la domanda. 

 

Roman Polanski è...

 

 

 

Commenti

  1. OGM

    29 novembre 2011, 17:11 Roman Polanski è colui che ha fatto del cinema l'ombra della realtà. Una luminosissima ombra.

  2. panflo

    29 novembre 2011, 17:19 Roman Polansky come persona è inquietante : Bel Air , denunzie varie per abusi sessuali ecc. Ma come regista ha dato una svolta che solo Hitch aveva dato.

  3. yume

    29 novembre 2011, 17:39 Polansky è uno che se non c'era bisognava inventare (e invece l'abbiamo messo in galera).

  4. LorCio

    29 novembre 2011, 17:55 Roman Polanski è apparentemente il tranquillo signore della porta accanto che ha negli occhi troppo piccoli un'irrequieta e paurosa attrazione per gli angoli oscuri delle stanze chiuse.

  5. dedo

    29 novembre 2011, 17:57 Roman Polansky, discutibile come uomo, ma grandioso ed ineguagliabile come regista

  6. nickoftime

    29 novembre 2011, 18:09 ..Roman Polansky si porta dietro un senso d'afflizione che fa scontare ai suoi personaggi..

  7. jonas

    29 novembre 2011, 18:17 Roman Polanski è meglio giudicarlo come regista che come persona. Come regista, secondo me, ha diretto un capolavoro (Chinatown) e un quasi capolavoro (Tess). Però è uno che non vorrei avere come vicino di casa.

  8. alfatocoferolo

    29 novembre 2011, 18:18 Roman Polansky è un uomo spregevole per cui nutro un profondo disgusto. Roman Polansky è stato vittima di un episodio sconvolgente, per lui nutro grande pena. Roman Polansky è un grande regista per la cui opera nutro enorme rispetto. Roman Polansky, è un cortocircuito emotivo.

  9. panflo

    29 novembre 2011, 18:31 Roman Polansky E' il diavolo di Rosemary's Baby ma nessuno lo ha capito.

  10. stanley kubrick

    29 novembre 2011, 18:38 Roman Polanski, insieme a Kubrick e a Bertolucci, è stato l'unico regista a modellare il subconscio dello spettatore mettendo storie claustrofobiche eppure estremamente vere, deflagrando ogni aspettativa per poi ricondurre le speranze a un finale estremamente luminoso seppure completamente chiuso.

  11. Travis Bickle 1979

    29 novembre 2011, 18:49 Roman è un assatanato Maestro della Settima Arte che, beffardamente, "satireggiò" i satanisti, memore del macabro omicidio alla moglie. E, perlustra l'animo umano di fulgido "luccicarla" in storie plumbee d'oscure trame che intesse nella turgidezza di uomini all'apparenza "morbidi", ma di tenebrosi complotti nel loro sangue. E, li decifra, sotto una pelle filmica di virulenza che ci barderà dell'unico valore: l'essenza, nelle nerezze, del Mondo.

  12. maldoror

    29 novembre 2011, 18:52 Il suo cinema è una fenomenologia del Male.
    Il regista che forse meglio di tutti ha incarnato lo spirito kafkiano: i protagonisti di "Che" o "L'inquilino del terzo piano" a mio avviso possiedono tutte le caratteristiche dei signori K del Processo o del Castello. I deboli e i candidi sono destinati a soccombere a un mondo di cui non comprendono le leggi, e la loro disfatta viene a volte descritta con uno sguardo addirittura divertito e sadico. La crudeltà non è però rivolta solo ai suoi personaggi, ma anche verso lo spettatore, che viene reso inconsciamente complice di tale sguardo, a volte in maniera subliminale e impercettibile. E poi sembra avere qualche strano conto in sospeso col diavolo: nel 68 gira Rosemary's baby e l'anno dopo la moglie gli viene uccisa dalla banda di Manson, il palazzo mostrato dall'esterno in Rosemary's baby è lo stesso sotto il quale verrà ucciso John Lennon, lui stesso da piccolo venne internato in un campo di concentramento nel quale vide morire i genitori...

  13. M Valdemar

    29 novembre 2011, 19:04 Roman Polanski è un catalizzatore pulsante di angosce e deliri, di incubi e follie, di tenebre e deviazioni. Coi suoi film svela i nostri animi dannati.

  14. Leo Maltin

    29 novembre 2011, 20:03 Roman Polanski è nato il 18 agosto. Come me...

  15. sigourneyrules

    29 novembre 2011, 21:09 Roman Polansky è la più grande interpretazione di Sigourney Weaver, il premio Oscar "La Morte e la fanciulla", come?Non ha vinto l'Oscar?Neanche la nomination?Vigliacchi.......

  16. cantautoredelnulla

    29 novembre 2011, 21:23 Roman Polanski è uno di quegli autori di cui non so praticamente niente dal punto di vista biografico, ma di cui ammiro con rispetto ed entusiasmo l'arte e lo stile. Roman Polanski è l'autore de La Morte e la Fanciulla, un'opera che richiede coraggio e talento per essere rappresentata con esiti così buoni. Di Roman Polanski poi ho adorato smisuratamente Il pianista e L'uomo ombra, mentre devo recuperare ancora qualche film del passato. Roman Polanski è uno di quegli autori di cui comprerei un biglietto al cinema alla cieca convinto di avere fatto un buon affare.

  17. Viola96

    29 novembre 2011, 21:42 Roman Polanski è l'Hitchcock della nuova Hollywood. Uno di quegli autori che, giudicati solo dal punto di vista artistico, sono indiscutibili, nel loro infinito tentare di raccontare il subconscio e le sue manie. Intoccabile.

  18. steno79

    29 novembre 2011, 21:44 Polanski è un grande regista, naturalmente, ma anche un artista estremamente versatile e poliedrico: è passato attraverso quasi tutti i generi, sempre lasciando un'impronta molto personale. E' un uomo inquieto, un individuo tormentato dai fantasmi del passato che probabilmente non è ancora riuscito ad esorcizzare, ma in termini artistici si è mantenuto sempre integro, riuscendo più volte a rinnovare la propria poetica, con pochi passi falsi (fra cui metterei Tess, che a me sembrò noioso) e molte opere gloriose (da includere almeno Chinatown, Il pianista, Rosemary's baby). Non so se sia colpevole di quanto gli è stato imputato, ma anche se lo fosse ho della comprensione umana per lui, credo che sia riuscito a sublimare con la sua arte quanto può aver commesso di sbagliato (e certamente non è l'unico nel mondo del cinema ad avere degli scheletri nell'armadio)

  19. FABIO1971

    29 novembre 2011, 23:40 Roman Polanski è una barca, o un salotto borghese... E poi il (gioco al) massacro..

  20. bufera

    29 novembre 2011, 23:55 Roman Polanski è un regista che nei suoi film mette tutto se stesso e ci porta dietro nel suo mondo di demoni, assassini,
    vittime,martiri,che lui ha visto in faccia o affiancato.Evolve da Rosemary's baby, a Tess,al Pianista ,all'Uomo Ombra, a Carnage per dirne alcuni e così differenti, che ci si chiede se è sempre lui,
    anche se sempre qualcosa a lui ci riconduce.

  21. spopola

    30 novembre 2011, 05:29 Roman Polanski è un illusionista dell'immagine che ha saputo dare forma alla paura.

  22. spopola

    30 novembre 2011, 05:33 Roman Polanski è un mago che suscita emozioni giocando kafchianamente sull'ambiguità dei desideri e le pulsioni nascoste dell'inconscio.

  23. spopola

    30 novembre 2011, 05:53 Roman Polanski è bravissimo a far vivere anche gli oggetti: quelli che compaiono sullo schermo nel suo cinema, non hanno soltanto forma e colore, ma sono capaci da soli di creare tensione e atmosfera (un "clima" si potrebbe dire), di diventare infidi e minacciosi, di suscitare emozioni, insomma, perchè assumono una consistenza reale percepibile in modo globale (fisiologico appunto)attraverso tutti e cinque i nostri sensi: ne avvertiamo miracolosamente anche l'odore e il sapore, e lui ne è perfettamente cosciente di questo, sa che è una sua prerogativa straordinaria che utilizza strategicamente senza svelarci il mistero ("Ci sono degli odori nei miei films. L'odore è molto importante... insostituibile - ha dichiarato una volta nel corso di un'intervista - Non c'è niente di più forte dell'odore, se si esclude forse l'aria di una melodia, niente che possa evocare egualmente ricordi e sentimenti sino a farci piangere. Siamo sul punto di perdere tutto questo perchè la gente è troppo stupida per ammettere che è un elemento importante..."

  24. spopola

    30 novembre 2011, 05:57 Roman Polanski è un uomo che non ha certezze, semplicemente "indaga" (anche su sé stesso).

  25. spopola

    30 novembre 2011, 06:12 Roman Polanski è un uomo che ha conosciuto l'angoscia, la paura, l'isolamento, la reclusione... costanti della sua vita che ritornano spesso a reiterarsi come in un incubo.... : "L'angoscia l'ho conosciuta a Varsavia - dichiarò in un intervista a "Panorama" nel 1975 - quando ho visto i tedeschi costruire un muro attorno al quartiere dove ci avevano deportati. Quando ho capito che ci stavano murando. Era il 1942, avevo nove anni e ho capito tutto benissimo. La paura fisica l'ho conosciuta quando i tedeschi stavano liquidando il ghetto. Camminavo per strada. Loro stavano portando via una colonna di donne. C'era una vecchia più indietro delle altre, che non ce la faceva più a tenere il passo e piangeva. Improvvisamente un ufficiale tedesco ha estratto la rivoltella e le ha sparato alla schiena. E' sgorgato il sangue, come un geyser, e la vecchia è caduta. Sono corso verso un portone e mi sono nascosto sotto una scala. La paura, sì, e nello stesso tempo l'incoscienza...Ricordo che facevo collezione di francobolli. Mi è capitato spesso di uscire parecchie volte dal ghetto, attraverso un buco nei reticolati, per andare a comprare dei francobolli. Che follia! Rischiare la vita per un francobollo!". E' forse proprio per questo che sa rappresentarle sullo schermo così bene fino a renderle palpabili allo spettatore.

  26. spopola

    30 novembre 2011, 06:13 Roman Polanski è un uomo che viene spesso giudicato solo per un atto, non per l'insieme (anche tragico) dell'intera sua esistenza.

  27. LIBERTADIPAROLA75

    30 novembre 2011, 10:33 Roman Polanski è il regista di MACBETH, LA MORTE E LA FANCIULLA, ROSEMARY BABY, IL PIANISTA, etc...Spero che invece l'autore di CARNAGE sia un omonimo...

  28. Marcello del Campo

    30 novembre 2011, 11:09 Roman Polanski è il regista più citato nel saggio di Gabbard sul cinema e la psichiatria, probabilmente ne è anche l'ispiratore occulto perché nessuno prima di lui, fatta eccezione per i registi del cinema espressionista tedesco e i rivoli van lewton-hammer, ha indagato sulla fitta trama dei geroglifici dell'inconscio.
    Regista apolide come nessun altro, Polanski è l'incarnazione del grottesco dei 'folli polacchi' [la triade Gombrowicz, Schulz, Witkiewicz], dai quali eredita il repertorio dei 'segni' nei quali si annida il 'demoniaco' manifestarsi della follia.
    'La cifra nel tappeto' che ossessionò Henry James, nel cinema di Polanski si trasforma in una pervasiva aggressione delle 'cose' alla mente già vacillante degli uomini.
    La 'diagnostica' affligge lo spettatore per eccesso di invenzioni persecutorie, lo inchioda al terrore di essere lui stesso vittima di allucinazioni, sdoppiamenti della personalità. Nessuno è uscito indenne dalla casa dell'inquilino del terzo piano, "le locataire" è gotico puro, aggiornato alle indagini di Deleuze-Guattari sulla 'schizofrenia generale' come malattia del nuovo millennio.
    Roman Polanski non scherza anche quando sembra volere divertire: "Carnege" prosegue il massacro annunciato negli anni Sessanta nel "Coltello nell'acqua", in "Cul de sac" che coincide pochi anni dopo "Repulsion" con il 'vero massacro' di Sharon Tate: il mandante è Charles Manson, l'entourage è cinema horror, Hotel Dakota e strane coincidenze che i 'complottisti' studiano.
    Manson era le mani che uscivano dalle pareti di "Repulsion", sarà il mostro partorito in "Rosemary'Baby", il dente che affiora nel muro del "locataire", la carta da parati che scrive ghirigori di insostenibile delirio.
    Il mondo che Polanski disegna sta tra l'"Odradek" di Kafka e "Inferno" di Strindberg, anche quando il suo cinema attinge al mainstream: "Ehi, pesciolino mio!", sussurra Ramon a Gittes ["Chinatown"] che cerca di varcare il cancello della casa del laido Noah Cross, quasi rivolgendosi allo spettatore, sottintendendo che c'è un 'oltre' dove si annida l'orrore.

  29. andreacrash

    30 novembre 2011, 11:42 è sublime settima arte

  30. bufera

    30 novembre 2011, 11:51 Roman Polanski è il nome d'arte di R.Raymond Liebling,nato a Parigi nel 1933 da genitori polacchi e tornato in Polonia con i genitori nel 1941.Da allora iniziano le sue traversie, alle quali attribuiamo la complessità angosciosa,sadica,escavatrice impietosa dell'incoscio nei suoi angoli più oscuri, della sua personalità.
    Se è vero, perchè senza prove concrete, possiamo anche pensare che la sua vocazione artistica potrebbe averlo portato comunque, al di là dei fatti," oltre" nella immersione nel male ,nel diabolico, nel delirio.
    Certo con lo spettatore fa sempre un gioco di ammaliamento luminoso e aperto all'inizio, che poi si trasforma nell'immedesimazione in vicende angosciose, misteriose,spesso distruttive dell'individuo, ma con momenti di respiro in cui la sua maestria cinematografica e il dominio di tutto il set, oggetti compresi, libera il suo umorismo,la sua ironia corrosiva ,la sua comicità grottesca.

  31. spopola

    30 novembre 2011, 13:14 Roman Polanski è anche un attore (e non solo per sè stesso come ban sappiamo). E' stato infatti anche interprete teatrale (kafkiano ed enigmatico, è proprio il caso di dirlo) che si è trovato a interpretare sulle assi del palcoscenico per il Festival dei Due Mondi di Spoleto,il ruolo di Gregorio Samsa in una riduzione per le scene proprio de "La metamorfosi" di Kafka.

  32. Immorale

    30 novembre 2011, 18:01 Roman Polanski è un ambiguo folletto.

  33. jonas

    30 novembre 2011, 18:18 "Roman Polanski è mille volte meglio come regista che come amante": parola di un'intenditrice come Nastassja Kinski.

  34. Immorale

    30 novembre 2011, 18:42 Roman Polanski è entrato nell'ottava porta.

  35. LAMPUR

    30 novembre 2011, 19:03 Roman Polanski? Bah!..

  36. glm

    30 novembre 2011, 21:48 Roman Polanski è sposato con una bella donna.

  37. Immorale

    30 novembre 2011, 22:05 Roman Polanski è evaso dalla Svizzera.

  38. Viola96

    30 novembre 2011, 22:07 Roman Polanski è colui che dopo anni e anni di carriera è ancora capace di realizzare un piccolo capolavoro come "Carnage", confermandosi su livelli egregi.

  39. pazuzu

    1 dicembre 2011, 00:26 Roman Polanski è l'ossessione per il controllo, è la paura del prossimo, è l'orrore che si annida dentro. Roman Polanski è la paranoia eletta a sistema.

  40. Immorale

    1 dicembre 2011, 07:54 Roman Polanski è ascoltare Chopin tra le macerie.

  41. maurri 63

    1 dicembre 2011, 11:03 Roman Polanski è un caricaturista. Punto.

  42. panflo

    1 dicembre 2011, 18:26 Roman Polanski ha avuuto tante donne, tutte bellissime.

  43. Filmoski

    1 dicembre 2011, 19:51 Roman Polanski è il regista rimasto intrappolato in una trama degna di un suo film.

  44. hupp2000

    1 dicembre 2011, 20:01 Roman Polanski è una figura che appartiene a quell'Olimpo degli autori capaci di mettere in scena anche la propria biografia. Gli fanno compagnia Federico Fellini, François Truffaut, Woody Allen, Dennis Hopper, Bernardo Bertolucci. "Sesto in cotanto senno". E' uno dei registi più liberi in circolazione, anche se può apparire paradossale. Grazie al suo necessario allontamento dagli Stati Uniti per la nota vicenda, ha innalzato il livello del cinema europeo. Uno dei miei registi preferiti.

  45. Inside man

    1 dicembre 2011, 20:37 Roman Polanski è un grande regista.

  46. scansete

    3 dicembre 2011, 10:31 Roman Polanski è un gran porcone. So che il giudizio morale è molto démodé ma credo che anche un genio debba scontare le proprie colpe come un disgraziato qualunque.

  47. vurdalak

    4 dicembre 2011, 14:08 Roman Polanski è la spazio chiuso, la porta aperta, la sale buia dove io scoprivo il cinema e l'inconscio

  48. maso

    5 dicembre 2011, 01:47 Polanski genio e sregolatezza, uno schiaffo e una carezza.

  49. Peppe Comune

    5 dicembre 2011, 15:31 Roman Polanski è un armadio spesso presente nei suoi film. Vi custodirà i suoi spettri.

  50. Immorale

    5 dicembre 2011, 18:17 Roman Polanski è stato sposato con una dea che, purtroppo, ha incontrato il diavolo.

  51. alan smithee

    5 dicembre 2011, 22:29 Roman Polanski e' colui che meglio di chiunque altro ha saputo esprimere, nei piu' disparati generi cinematografici, la irrefrenabile, incontenibile, ammaliante seduzione del male.

  52. Immorale

    9 dicembre 2011, 15:55 Roman Polanski è stato (quasi) morso sul collo.

  53. yume

    10 dicembre 2011, 07:39 Roman Polanski è uno che ha capito Schubert come pochi.


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