Chiusa la parentesi esaltante e fastosa degli Oscar, ci ancoriamo alla realtà, speranzosi, come sempre, che il futuro ci riservi altre emozionanti sorprese. E da patiti di Cinema non possiamo altro che attendere i film coming soon, quando ci lustreremo gli occhi e l'anima dentro pastose densità carezzevoli di altra celluloide da ingoiare tutta d'un fiato, da amare senza pudicizia, nella nudità dei nostri sogni, e della grande "macchina" che li crea e ce li offre in dono.
Come sempre accade, specie di questi giorni, fertili e benefici per la Settima Arte, veniamo invasi da tante news e conferme già "rumors-amente" annunciate.
Partirei con un decano del Cinema mondiale, quell'Alfredo James Pacino, in arte Al, che è in grado ancora di stupirci con i suoi occhi un po' da santo un po' da ("buon") Diavolo, con le sue movenze scattanti e nervose di "mostruosità" latente, vivaddio umanissime.
Abbandona un progetto indie come Arbitrage, lasciando le "scarpe" a Richard Gere, per dare spazio a tanta "roba".
Ma cosa bolle in pentola per il mitico Al? Pare che la fruttuosa esperienza di You don't know Jack abbia cementato l'amicizia di lunga data fra lui e il regista Barry Levinson. Entrambi, infatti, a quanto pare, allestiranno una versione dell'ultimo romanzo di Philip Roth, "The Humbling", storia di un vecchio attore che non sa più recitare e "resuscita" attraverso l'Eros con una giovane donna che lo invoglierà a riscoprire sensualità sopite. Storia di passione e rinascita...
Si vocifera che sarà il "mafioso" sindacalista Jimmy Hoffa per la nuova reunion Scorsese-De Nro di The Irishman, e impersonerà il celebre produttore musicale Phil Spector per David Mamet.
Di pochi giorni fa la notizia secondo cui incarnerà il pittore Henri Matisse in un futuro imprecisato ma prossimo venturo, mentre paiono sfumare le chances di vederlo nei panni di Napoleone in quel Betsy and the Emperor che John Curran aveva programmato di girare. Film, tra l'altro, che doveva realizzare anni fa Patrice Chéreau e poi passato per vie traverse in altre mani. Ma, come detto, sembra che non si farà, così come sono pochissime se non azzerate le possibilità di vederlo come Salvador Dalì in quello strano film surreale che Andrew Niccol gli aveva cucito sulla sua pelle.
Colin Firth, non domo dei tanti premi ricevuti per Il discorso del re, Academy Award su tutti, è prontissimo per Stoker, esordio americano per Chan-wook Park con Nicole Kidman, e per Gambit di Michael Hoffman con Cameron Diaz, scritto dai fratelli Coen.
Il poco "amato" ma sempre più in ascesa Josh Brolin sarà il gobbo di Notre Dame per Tim Burton...
E ora vi lascio con una chicca, un'immagine in esclusiva rubata dal set di Another bullshit night in suck city (film tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Nick Flynn, che consiglio a tutti, anche se il titolo della pellicola sarà forse "censurato" e diverrà semplicemente Another night).
Regia di Paul Weitz, interpreti Paul Dano e l'onnipresente, ringraziamo il Cielo, Bob De Niro. Storia anomala e poetica di una "bizzarra" amicizia fra un figlio che lavora fra i senzatetto come assistente sociale e un padre un po' strambo che ritorna dal "nulla", barbone che si autocelebra grande "scrittore" d'America.
Nel cast si è aggiunta ieri la splendida Julianne Moore. Lei, donna raffinatissima nei panni di un'homeless?
(Stefano Falotico)




















































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