Provò a fare il vigile del fuoco, poi il costumista di teatro. Fu respinto due volte all'esame di ammissione alla scuola di cinema di Lodz, la più prestigiosa della Polonia. Al terzo tentativo, riuscì ad entrare. Durante i suoi studi, dal 1964 al 1968, realizzò quattro cortometraggi in bianco e nero. Il primo, della durata di soli cinque minuti, è Tramway (1966): un filmato privo di dialoghi, che descrive, con grande sensibilità e chiarezza, il fugace rapporto amoroso a distanza tra due estranei:
Lo stesso anno Krzysztof girò il suo primo documentario: è The Office (1966), ambientato in un ufficio pubblico, dove i pensionati fanno la fila davanti allo sportello per vedere riconosciuti i loro diritti:
Quest'opera appartiene al genere a cui il giovane Krzysztof si era subito appassionato, e che continuerà ad amare per tutta la vita: il cinema che ritrae le vicende quotidiane e mette in luce i disagi e le ingiustizie che affliggono la gente comune. Il travagliato rapporto con le autorità e gli ostacoli creati da un apparato burocratico imponente e farraginoso saranno temi ricorrenti nella filmografia di Kieslowski, che li affronterà in aperta polemica con il regime del suo Paese.
Il cortometraggio successivo, Concert of Wishes (1967), è un piccolo saggio di cinema d'arte che, però, si ispira ancora direttamente alla realtà di tutti i giorni: lo sfondo della storia è la campagna, meta delle gite di alcuni giovani.
Di seguito, le due parti del video, in lingua originale. Per una versione sottotitolata in italiano, cliccare qui: Parte 1, Parte 2 (N.B.: i primi sottotitoli compaiono dopo due minuti).
Kieslowski torna al documentario con il suo lavoro di diploma, From the City of Lodz (1968), in cui la città polacca è presentata dal punto di vista delle operaie della locale industria tessile. Lo stile narrativo, basato sulla coralità, sulle scene di lavoro in fabbrica, di assemblee e di festeggiamenti collettivi, è accostabile ai canoni del cinema del socialismo reale.
Kieslowski, negli anni seguenti, realizzerà numerosi documentari per la televisione polacca, per lo più calati nel milieu dei lavoratori, offrendo un drammatico spaccato di una società in cui il comunismo è ormai solo un marchio propagandistico, mentre la democrazia è ancora una remota utopia.
Nel 1975 dirigerà il suo primo lungometraggio, il film per la tv intitolato Personel, a carattere autobiografico, e, l'anno successivo, debutterà nelle sale cinematografiche con Blizna, un film riguardante la controversa costruzione di uno stabilimento chimico, a cui gli abitanti del posto si oppongono.
La precedente puntata di Quando non erano famosi:
















































Commenti
30 maggio 2011, 16:58 ..Kieslowski amava i paradossi cosi' prima di ritirarsi dalle scene giustificò la scelta con il desiderio di poter fumarsi in pace le sue sigarette..era una persona schiva che però sul set era capace di conquistare la sua ciurma nella percezione di un arte capace di leggere nelle pieghe di emozioni appena accennate oppure nella tensione di un gesto apparentemente banale...a chi gli poneva domande sul perchè del suo cinema rispondeva con sconcertante semplicità, un altro tentativo per non farsi scovare, per rifugiarsi dietro le storie dei suoi personaggi..refrattario a qualsiasi mondanità ebbe modo di affermare l'inquietudine dei grandi prendendo le distanze dai suoi capolavori e dalla loro affermazione ..eppure in pochi anni aveva condensato perle di cinema come Il decalogo, la doppia vita di Veronica, I tre colori..la tua foto con il regista ancora giovane sembra quasi risarcirlo di una vita trascorsa troppo in fretta...al cinema i suoi capolavori il tempo sono riusciti a fermarlo...ancora complimenti per la tua bella rubrica...
31 maggio 2011, 08:25 Grazie, nickoftime, per il tuo gentile e prezioso intervento. E' davvero intrigante, originale e poetico il ritratto umano che hai dato di questo grande maestro del cinema. Un caro saluto da OGM.
31 maggio 2011, 11:49 ..Kieslowski è il regista che più di tutti ha segnato la mia formazione sentimentale e psicologica..
3 giugno 2011, 15:56 Complimenti per la tua formazione, allora. Anche a me sarebbe piaciuto crescere "col cinema". Ma non è stato così. Tuttavia, a ben vedere, qualcosa di kieslowskiano nella storia del mio rapporto con la settima arte c'è, visto che è stato il "Destino cieco - Il caso" a determinarne sia l'inizio, sia tutti i successivi sviluppi. Un caro saluto da OGM.
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