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Quando non erano famosi (34) - Jane Campion

autore: OGM      
22 novembre 2011 | Registi

 


 

Neozelandese di nascita, ma australiana di adozione, Jane Campion è figlia d’arte. I suoi genitori, l’attrice Edith Hannah e il direttore artistico Richard Campion, sono stati i fondatori della prima compagnia teatrale professionistica della Nuova Zelanda.  Eppure Jane è approdata al cinema per vie traverse, conseguendo prima una laurea in antropologia all’Università di Wellington (la sua città natale), poi dedicandosi allo studio della pittura (a Londra e a Sydney) e ai viaggi attraverso il mondo.  La sua attività di regista inizia nei primi anni ottanta, presso la Australian Film and Radio School. Qui, all’età di ventotto anni, realizza il suo primo cortometraggio, An Exercise in Discipline - Peel (1982): un piccolo ritratto familiare on the road, che vincerà la Palma d’Oro a Cannes.

Di seguito il video. Per una versione sottotitolata in italiano, cliccare qui.

 

Subito dopo scriverà e dirigerà, con la collaborazione di Gerard Lee, il corto Passionless Moments (1983). Questo filmato, suddiviso in episodi della durata di 1-2 minuti, è una poetica carrellata di silenziosi ritratti individuali, in cui l’unica voce udibile è quella del pensiero: un’originalissima serie di istantanee che fotografano il contenuto della mente, cogliendo i risvolti più fugaci ed inesprimibili della memoria e dell’immaginazione.

Di seguito il video. Per una versione sottotitolata in italiano, cliccare qui.

 

 Negli anni successivi, Jane si occuperà prevalentemente di produzioni televisive, ma realizzerà  altri cortometraggi, tra cui A Girl’s Own Story (1984), una provocatoria incursione nella sessualità delle ragazze in età puberale. A proposito di questo genere cinematografico, spesso ingiustamente relegato in secondo piano, Jane Campion dice: “I cortometraggi non sono inferiori, sono solo diversi. Io credo che il corto offra a chi fa cinema una maggiore libertà, riducendo la responsabilità rispetto alla narrazione e al soggetto; che possono essere concepiti come ritratti, o come poesie. È straordinario constatare come quasi tutti gli autori, con questo strumento, riescano a realizzare opere davvero creative, persino quei registi che, per il resto, sanno solo fare film molto noiosi. (Fonte: IMDB)

 

Con il lungometraggio Sweetie (1989), Jane Campion debutterà sul grande schermo. L’Oscar arriverà, di lì a poco, con Lezioni di piano (1993).

 

 

La precedente puntata di Quando non erano famosi:

(33) Andrej Konchalovskij

 

Commenti

  1. stanley kubrick

    25 novembre 2011, 14:57 Jane Campion fa un cinema essenzialmente privo di ogni sbocco alla realtà. In The Cut resta il suo film migliore insieme a Lezioni Di Piano. Grazie per i video dei due cortometraggi e per il lavoro svolto. Un saluto!!

  2. OGM

    26 novembre 2011, 18:48 Grazie a te per il commento. Jane Campion è il genio che indossa una stravagante forma di femminilità, facendo dei pregiudizi sulla donna lo spunto per una creatività che reinventa la bellezza e ridefinisce l'intelligenza. E' una regista che non si fa subito amare. E, secondo me, lo fa apposta. Un carissimo saluto.


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