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Quando non erano famosi (35) - Ken Russell

autore: OGM      
29 novembre 2011 | Registi


 

Il 27 novembre è morto Ken Russell, un regista eclettico, noto per il suo cinema all’insegna della visionarietà, dell’eccesso, della provocazione. Un artista ispirato dalla volontà di superare le barriere del proibito e dal desiderio di celebrare l’arte come la massima espressione della libertà individuale.

 

Ken conobbe il cinema fin da bambino: le sale in cui si proiettavano i film erano il rifugio in cui sua madre spesso lo portava, per sottrarlo alle violenze di un padre collerico. Di questo periodo le sue memorie riportano due episodi traumatici, che forse spiegano l’origine della sua poetica, così profondamente marcata dal gusto per il brivido della paura e della trasgressione. Il primo si riferisce alla visione del film The Secret of the Loch (1934), un’opera di fantascienza sul leggendario mostro del lago scozzese: il piccolo Ken rimase molto colpito dall’apparizione di quel bestione, che, in realtà,  assomigliava più a un pollo spennato con un becco sporgente, benché, in realtà, fosse un'iguana ingigantita da un effetto ottico. Quell’immagine raccapricciante lo fece correre via. Un’altra volta fu costretto a scappare, quando, davanti al Pinocchio di Walt Disney, uno sconosciuto cercò di molestarlo. Forse fu proprio così che il senso di un piacere segreto, misto a quello di un pericolo incombente, si impresse definitivamente nella sua immaginazione.  (Fonte: Joseph Lanza, Phallic Frenzy. Ken Russell and His Films)

 

Dopo aver studiato danza classica, Ken decide di cambiare strada: nel 1945, prima di compiere diciotto anni, si imbarca come allievo ufficiale su una nave della marina mercantile. L’anno seguente si arruolerà nella Royal Air Force, ma ben presto abbandonerà la carriera militare, per iniziare un’attività di fotografo freelance, che proseguirà fino al 1959. Sono rimasti famosi i suoi servizi realizzati per il Picture Post e dedicati alle Teddy Girls, l’equivalente femminile dei più noti Teddy Boys: ragazze londinesi appartenenti alla classe operaia, che, con il loro look vistosamente modaiolo e fuori dagli schemi, intendevano opporsi all’austerità del periodo post-bellico.

 

 

Nel frattempo, Ken Russell comincia a girare alcuni cortometraggi amatoriali. Il primo, in ordine di tempo, è l’incompiuto Knights on Bikes (1954): un filmato di cinque minuti che racconta le imprese di un cavaliere con elmo e spada, che si sposta in bicicletta per salvare la gentil donzella rapita da un losco individuo sulla sedia a rotelle.

 

 

Il film è realizzato con la tecnica degli Anni Venti, a cui è ispirato anche il successivo corto Peepshow (1956): una commedia surreale incentrata su una banda di falsi mendicanti ed un singolare spettacolo teatrale. Di seguito, le tre parti del video. Per una versione contenente la traduzione in italiano delle (poche) didascalie, cliccare qui: Parte 1  Parte 2  Parte 3.

 

Il suo primo mediometraggio, Amelia and the Angel (1957), gli procurerà, nel 1959, un impiego presso la BBC, dove lavorerà, fino al 1970, realizzando documentari di argomento artistico e musicale. Nel 1963, con la commedia French Dressing, Ken Russell firmerà il suo primo lungometraggio per il grande schermo.

 

Ken Russell lascia la quarta moglie, la giovane attrice Lisi Tribble, ed i cinque figli avuti dalla prima: Alex, Molly, Rupert, Toby e Victoria, tutti impegnati, a vario titolo, nel mondo del cinema.

 

La precedente puntata di Quando non erano famosi:

(34) Jane Campion

Commenti

  1. maldoror

    29 novembre 2011, 20:15 Interessante anche il fugace riferimento che fai al padre violento e all'atteggiamento protettivo della madre nei suoi confronti, al fine di una possibile lettura in chiave "psicanalitica" della sua poetica: l'odio per il padre potrebbe aver trovato espressione nella sua attitudine alla provocazione violenta e alla sua insofferenza verso qualunque forma di potere e repressione: vedasi il violentissimo attacco allo Stato e alla Chiesa de "I diavoli", o anche nel suo odio per Wagner e il suo "superomismo". Di contro, l'aspetto più "dolce", romantico e retro del suo cinema, che ha espresso in film come "Il boyfriend", o i primi lavori come "Amelia and the angel", sembra risentire più dell'influenza del mondo materno. Non so, è una possibilità... :P

  2. OGM

    1 dicembre 2011, 09:00 Grazie, maldoror, per il tuo intervento e la tua interessante analisi. E un caro saluto.


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