Il 27 ottobre del 1990 moriva a Roma a 68 anni il grande Ugo Tognazzi e ieri si sono celebrati 20 anni dalla sua scomparsa. Cosa ormai c'è da dire su un attore su cui è già stato detto tutto? Quel Tognazzi che aveva la passione della cucina ed amava invitare amici nella sua enorme casa per mostrare il suo talento culinario, quel Tognazzi che sul set aveva la brutta abitudine di arrivare in ritardo ma che poi si riscattava facendo sempre morire tutti dalle risate, quel Tognazzi sempre incline allo scherzo ed alla goliardata: lo sapete che negli anni '70 fece uscire la (ovviamente falsa) notizia sui giornali che annunciava il suo arresto sotto l'accusa di essere il capo delle Brigate Rosse? Uno dei simboli della commedia all'italiana capace di interpretare qualsiasi ruolo dalle commediucce leggere leggere a veri e propri film tragici ed impegnati risultando sempre straordinariamente credibile ed umano. Ha fatto di tutto, anche il regista sempre con enorme professionalità. La sua recitazione è stata sempre contenuta e mai sopra le righe. Ha vinto ben 3 David di Donatello, 4 Nastri d'Argento ed era vicino al Golden Globe, talenti così oggi ci mancano davvero.
Nacque a Cremona nel 1922 e cominciò ben presto con la rivista ed approdò negli anni '50 in tv ed al cinema al fianco di Raimondo Vianello. Assieme a quest'ultimo reciterà in più di 20 film e condurranno insieme la trasmissione "Un, due, tre" alla Rai, tenendo incollati alle poltrone milioni di italiani.
I film con Vianello erano comici puri, di nessuno spessore e di solito non molto divertenti, oggi rivedendo queste vecchie pellicole non si potrebbe mai immaginare che quel Tognazzi lì sarebbe poi diventato un grande attore. Invece nel 1961 Salce gli propose d'interpretare "Il federale",
una commedia amara che mette alla berlina l'Italia fascista e Tognazzi ebbe finalmente occasione di sfoggiare tutto il suo enorme talento. Pian piano si staccò da Vianello ed intaprese una carriera solista interpretando film che sono ancora oggi dei cult ed alcuni di essi meritano di diritto di figurare ai primi posti in un'ipotetica classifica delle migliori pellicole italiane di sempre. Come si possono dimenticare: "La voglia matta" di Salce, "I mostri" di Risi, "Amici miei" di Monicelli, "La tragedia di un uomo ridicolo" di Bertolucci, "Il vizietto" di Molinaro, "Romanzo popolare" di Monicelli", "La grande abbuffata" di Ferreri e molti molti altri ancora.
Pubblico così qualche video, immagini famosissime e che praticamente tutti ricordano, ma che sono sempre divertenti da rivedere:
Dal film "Amici miei" di Monicelli (1976), dove Tognazzi fà la classica Supercazzola, un classico che molti ricordano
Dal film "Il vizietto" di Molinaro (1978), il video mostra Tognazzi che insegna al suo compagno Serrault a comportarsi da vero uomo
Dal film "In nome del popolo italiano" (1971) di Risi, in cui lo vediamo affianco al suo amico Vittorio Gassman
Dal film "Il federale" (1961) di Salce, la pellicola che gli ha permesso di dimostrare d'essere un grande attore
Ed infine qui lo vediamo a fianco del fido Raimondo Vianello in uno dei suoi primi film comici puri
La 7 in occasione dei 20 anni dalla sua scomparsa sta proponendo ogni pomeriggio un film che lo vede come protagonista, un'ottima occasione per farlo conoscere. Domenica alle 15:55 andrà in onda sempre su La7 "Ugo Tognazzi. Ritratto di mio padre" realizzato da sua figlia Maria Sole Tognazzi che vi consiglio di vedere.
I Tognazzi oggi al cinema ci sono ancora, perché i suoi due figli Riccardo e Gianmarco sono attori affermati ed il primo ha fatto anche il regista. Comunque il loro talento non è paragonabile a quello del padre che rimarrà sempre una pietra miliare del nostro cinema.



















































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