Undici anni fa spariva un grande attore italiano: Vittorio Gassman (Genova, 1º settembre 1922 – Roma, 29 giugno 2000), già in passato ho avuto modo di far presente la mia stima per Gassman, e il mio attaccamento personale alle sue vicissitudini degli ultimi anni, che lo hanno visto afflitto dal male oscuro.
Il 27 di questo mese è uscito il film in suo ricordo “Vittorio racconta Gassman”, un film documentario di Giancarlo Scarchilli, già presentato l'anno scorso fuori concorso al Festival di Venezia, il film-documentario vuole ricordare oltre che omaggiare Gassman, proprio nel suo modo di essere ironico e pungente, protagonista della scena e affettuoso con i figli e gli amici.
La tenerezza che provo ancora oggi, a distanza di tanti anni dalla sua scomparsa, è quella che si può avere ricordando un vecchio amico che non c'è più, ma che continua ad esserci nei ricordi e nelle chiacchiere di tutti i giorni. Mi hanno sempre colpito i suoi modi un po' bruschi, ma che nascondevano una sua timidezza, che riconoscevo da un'occhiata, da un sorriso mezzo abbozzato, o da una battuta detta a voce troppo alta, forse proprio per nascondere un momento di imbarazzo.
Ma quando era sulla scena tutta la timidezza e i suoi tormenti sparivano, il mattatore prendeva tutto il campo e quello che lasciava agli altri se lo dovevano conquistare, solo chi era molto bravo riusciva a stargli accanto senza esserne schiacciati. Il suo fisico, così virile e prepotente, lo ha voluto come “cattivo” nei primi film ("Riso amaro” -1948— su tutti), poi è riuscito a giocarci mascherandolo, imbruttendolo, schernendolo, trasformandolo con i vari accenti e i dialetti italiani, che lui rendeva suoi, tutti. Quanti attori molto belli e prestanti si sono resi disponibili ad abbrutire il proprio fisico? a rinunciare al proprio sex appeal? Che grande sicurezza doveva avere, che voglia di scoprire le proprie attitudini, i propri limiti.
In teatro ha interpretato tutti i classici, in modo classico. L'ho adorato nel comandate Achab di Moby Dick.
Ma, mi ripeto, sono i suoi ultimi anni che me lo hanno reso tanto caro: quando rilasciava interviste in cui raccontava più dei suoi dubbi e dei suoi tormenti, piuttosto che dei suoi successi.
Quando ricordava con la nostalgia del vecchio amico i vecchi amici.
Quando interpretava gli ultimi film con una timidezza del primo lavoro, piuttosto che con la sicurezza che poteva permettersi.
Quando sorrideva mestamente, confessandosi credente dell'ultima ora, per paura? Per curiosità? Come era differente da Mario Monicelli in questo aspetto...Come mi mancano entrambi, tantissimo.
Potevo fare una playlist su Vittorio Gassman, tanti sono i suoi film belli da menzionare, avrei avuto l'imbarazzo della scelta....Invece lo voglio ricordare per una sola scena, una delle ultime del film “La famiglia” -1987-, di Ettore Scola, quella dove lui molto anziano, rimasto solo nella grande casa di famiglia, mangia in compagnia del nipote Carletto (Sergio Castellito) che è andato a trovarlo, una insipida minestrina, allora Carletto (che poi è il nome di Gassman nel film) gli porge una forchettata di spaghetti al sugo...Il gusto di quella spaghettata, la nostalgia di un sapore lontano, la consapevolezza di stare azzardando in un piacere che sarebbe bene non assecondare (il ricordo? Il rimpianto? La voglia che si fa prepotente?) viene tutta riassunta nel commento di Gassman, che dice “buona!” con un tono talmente convincente, da poter quasi sentire anche io quel sapore succulento in bocca, quel ricordo di affetti lontani e perduti.
Invece, con affetto immutato, saluto ancora una volta Vittorio Gassman, sono vicina alla famiglia (il 29 giugno è oltretutto il compleanno di Paola Gassman, triste coincidenza) e grata a loro che hanno reso possibile il film “Vittorio racconta Gassman”.

















































Commenti
28 giugno 2011, 16:36 Ohi, Maghella... Il film in questione si chiama "Vittorio racconta Gassman" ed esce domani sera, in concomitanza con l'11° anniversario della morte del Mattatore. Premiato anche con un Nastro d'Argento l'altra sera, merita di essere recuperato per lo straordinario lavoro di collage fatto e per i filmati amatoriali, provenienti direttamente dalla videoteca di casa Gassman, dove è possibile ammirare pomeriggi passati come niente fosse in compagnia di personaggi come Monica Vitti e Dino De Laurentiis, per citarne due...
28 giugno 2011, 16:44 Grazie correggo, ance perchè ho postato pure la locandina, ma non mi sono accorta del mio errore. Ho solo letto del film, pare anche a me molto bello, anche perchè pare che sia uscito più la persona di Gassman piuttosto che il personaggio..Un po' come era apparso proprio nei suoi ultimi anni.
28 giugno 2011, 16:49 Agli inizi , come forse ho già detto, era un tipo un pò presuntuoso e difficile. Però, visto a Teatro aveva una presenza scenica, una foga che non ho più visto in altri attori successivi. La sua voce potente risuonava chiarissima sino al loggione (dove ero io, povero studentello) e il suo fisico statuario e agile giganteggiava su tutti.
28 giugno 2011, 16:56 Che invidia per Panflo...che invidia!!!! Mai visto dal vivo, solo nei miei sogni. Mi rendo conto che sono molto nostalgica riguardo a certi attori del passato, non voglio essere di quelle che dicono "non ci sono più gli attori di una volta", ma sinceramente mi riesce difficile trovare eguali a Gassman...davvero difficile.
28 giugno 2011, 21:33 Grande grande grande!!! come dimenticare i suoi personaggi de "il sorpasso" e "profumo di donna".
28 giugno 2011, 21:45 ...ce ne sono talmente tanti ;) io ho una predilizione per il "pugile stonato" de "I mostri", l'adorabile "Brancaleone", il balbuzuente Peppe de "I soliti ignoti"...Gianni di "C'eravamo tanto amati"...c'è davvero l'imbarazzo della scelta, però mi fa piacere che anche i ragazzi giovani come e lo ricordino con affetto =D
2 luglio 2011, 19:44 Giacché metti in mezzo La famiglia... Ma tutta la parte di Carlo-Gassman vecchio non ti mette addosso una malinconia assurda? Mi fa pensare che il Gassman del 1986 immaginasse già come sarebbe stata la sua vecchiaia...
Per il resto, a me piace ricordare il mastodontico Gassman del misconosciuto Anima persa: un capolavoro di recitazione.
2 luglio 2011, 23:07 hai davvero ragione Lorcio, forse proprio per questo mi così cara quella interpretazione :)
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