L’opera prima della coppia Steve McQueen e Michael Fassbender Hunger aveva vinto la camera d’or a Cannes e noi con il canocchiale l’abbiamo vista…..al tentativo numero due ecco arrivare Shame e una meritatissima Coppa Volpi a Venezia.
Uscito con lo scomodo appellativo di film-scandalo Shame vede protagonista Brandon un manager di successo che vive la sua vita reprimendo i suoi sentimenti e vivendo i suoi rapporti in maniera algida puntando tutto sul sesso vissuto in maniera ossessiva con rapporti occasionali consumati per strada o con professioniste del settore a domicilio, masturbandosi in doccia oppure a lavoro, non disdegnando il virtuale con visite in chat e siti ultra hard o sensuali giochi di sguardi in metropolitana.
Questa perfetta vita asettica viene sconvolta dall’arrivo della sorella Sissi e del suo bagaglio di problemi personali che lo intrappolano e lo costringono a tirar fuori qualcosa d’umano.
Se nei titoli di coda non si vedesse la firma di Steve McQueen anche nella sceneggiatura si poteva pensare benissimo a un racconto di Brett Easton Ellis talmente è bravo nel rappresentare questa New York con le sue mille luci.
Shame è un film sull’aridità dei sentimenti e su quanto questi, paradossalmente, ti possono rendere impotenti.
Fassbender è bravissimo a rappresentare questa impotenza che sia essa simbolica come nella scena in cui lui assiste silenzioso e immobile la sorella flirtare con il suo capo (e trovare come unico sfogo una corsa notturna nelle vie di New York) oppure reale con l’unica donna a cui concede un secondo appuntamento.
Questa ricerca di se stesso costringe il protagonista a una discesa negli inferi e ritorno che ricorda vagamente quella di Tom Cruise in Eyes Wide Shut.
Se Micheal Fassbender è da premio non da meno è in bravura Carey Mulligan che da An Education passando da Drive azzecca sempre il proprio ruolo….da lacrime la sua versione di New York New York…..
Tornando al film... Shame è un film che dividerà lo spettatore, non lascia indifferenti. Chi lo odierà ne odierà questa simbiosi con il personaggio, odierà questa puzza sotto il naso tipica da cineasta newyorkese (anche se McQueen è inglese)….chi lo amerà ne amerà il fascino che il personaggio sprigiona il tutto il film a cui è difficile non rimanere sedotti….vedere l’ultimo fotogramma per capire cosa dico.
Voto 7,5 (urca sono rimasto sedotto).

















































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