Se escludiamo la notevole eccezione di GOODBYE E AMEN gli italiani non hanno mai brillato nelle pellicole di spionaggio. Questo, in fin dei conti, non è nemmeno dei peggiori. Certo non mancano i difetti: la sbiadita fotografia di Enrico Menczer, in primo luogo, e poi un cast infarcito di buoni nomi ma gestito non al meglio (il più bravo, probabilmente, è il non citato Arthur Kennedy). La storia, però, si lascia seguire, rivelandosi l'ennesimo atto d'accusa nei confronti delle tante malefatte compiute dalla Cia. L'ambientazione greca (di cui ci vengono offerti numerosi squarci paesaggistico-archeologici) funziona, un pò meno il finale, meno pessimista di quanto ci si potesse attendere ma un pò irrisolto e comunque non troppo incisivo.
Sulla trama
Uno scrittore di scarso successo con un passato da agente Cia si mette sulle tracce di un nastro compromettente che un suo ex-collega aveva inciso prima di essere assassinato. Naturalmente, però, quel nastro interessa anche agli alti papaveri della Cia...
















































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