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Cine Republic || il blog collettivo di FILM.TV


Speciale Hugo Cabret: Martin Scorsese racconta il suo capolavoro

autore: Spaggy      
2 febbraio 2012
(aggiornato 2 febbraio 2012) | InAnteprima


 

Candidato a 11 premi OscarHugo Cabret di Martin Scorsese arriva finalmente anche nelle sale italiane. Le avventure del piccolo orfano, al centro del romanzo La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick, rappresentano sicuramente un unicum nella carriera del regista italoamericano da sempre più avvezzo a raccontare e descrivere la malavita italoamericana o a rileggere i misteri dell'anima e le biografie di eccellenti personaggi.

Hugo Cabret (USA, 2011)
Drammatico
Durata 130'
Regia: Martin Scorsese
Con: Asa Butterfield, Chloe Moretz, Sacha Baron Cohen, Jude Law, Emily Mortimer, Ben Kingsley, Christopher Lee, Ray Winstone, Richard Griffiths, Helen McCrory
FilmTV assegna il voto buono a Hugo Cabret
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Lungi dal fare un'analisi dell'intera cinematografia di Scorsese, quello che ci interessa è capire come Scorsese si sia mosso nel trattare un tema lontanissimo da quelli a cui ci ha abituati e capire cosa lo abbia spinto a dedicarsi ad un progetto 3D (innovativo e mai visto, per usare le parole di James Cameron) che è chiaramente un omaggio al cinema delle origini (con il coinvolgimento nella storia di Georges  Méliès, uno dei pionieri della settima arte) e a se stesso («[...] in Hugo rivedo me stesso. Rivivo in lui la solitudine della mia infanzia: Hugo è solo perché è orfano, io lo ero per per colpa dell'asma di cui soffro [...]», ha raccontato in una recente intervista). Per questo, ecco quanto dichiarato dal regista in merito alla realizzazione della pellicola.

 

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Altri trailer di Hugo Cabret Trailer Italiano Ufficiale 2

 

Dal libro al film

«Del libro di Selznick mi ha colpito la vulnerabilità del protagonista.  Hugo è un ragazzino che vive da solo fra i grandi spazi della stazione ferroviaria, cercando di stabilire un legame con suo padre, da tempo scomparso. 

Ho ricevuto il libro quattro anni fa, ed è stata un’esperienza molto intensa … L’ho letto tutto d’un fiato, in brevissimo tempo.  Ho sentito subito un’affinità con la storia di questo ragazzo, con la sua solitudine, il suo interesse nel cinema, i meccanismi della creatività.  Gli oggetti meccanici del film, che comprendono cineprese, proiettori e gli automi, consentono al ragazzo di stabilire un contatto con il padre,  e al regista Georges Méliès di ritrovare se stesso e il suo passato. L'ho letto insieme a mia figlia di dodici anni e insieme a lei ho vissuto il racconto in modo nuovo, vivendolo con gli occhi di un bambino ma per trasferirlo sullo schermo ho scelto un approccio diverso, adottando un formato cinematografico differente. 

Lo spettatore di un film non ha il vantaggio di un lettore, che ha accesso ai pensieri e ai sentimenti più reconditi del protagonista. Ma nel film c’è il suo viso straordinario, e le sue azioni esaltate dal 3D. La storia aveva bisogno di essere modificata, perciò alcuni elementi del libro sono stati eliminati: penso che certe immagini — in particolare nel 3D — siano così eloquenti da riuscire a raccontare l’intero libro. Brian Selznick e il suo libro sono stati una continua fonte di ispirazione, infatti ne portavamo sempre con noi alcune copie.  Il libro ha un look molto preciso e anche il nostro film ha il suo, molto diverso da quello del libro, che ad esempio è in bianco e nero. Abbiamo voluto unire realismo e fantasia. 

Nel film, poi, non viene mai segnalato che ci troviamo nel 1931.  Ma questo non ha importanza perché quello che sono i bambini, ciò di cui hanno bisogno, quello che cercano, come si comportano, è universale, contemporaneo, non è legato ad uno spazio e a un tempo specifici.  I bambini si comportano semplicemente come bambini».

 

Hugo Cabret (USA, 2011)
Drammatico
Durata 130'
Regia: Martin Scorsese
Con: Asa Butterfield, Chloe Moretz, Sacha Baron Cohen, Jude Law, Emily Mortimer, Ben Kingsley, Christopher Lee, Ray Winstone, Richard Griffiths, Helen McCrory
FilmTV assegna il voto buono a Hugo Cabret
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La scelta dei protagonisti

«Ho preso la decisione di scegliere solo attori inglesi, per essere coerenti con la storia, in cui l’accento  inglese è più pertinente al mondo che raccontiamo. Anche se la storia è ambientata a Parigi nel 1931, si tratta di una versione  accentuata di quel luogo e quel tempo.

Trovare il piccolo Hugo è stata un'impresa ardua ma, quando Asa Butterfield si è presentato al provino leggendo due scene, mi ha subito convinto. Ma prima di prendere la decisione definitiva, ho visto il film in cui aveva recitato, Il ragazzo con il pigiama a righe.  Anche l’attrice Vera Farmiga, con cui ho lavorato in The Departed, ha recitato in quel film; mi ha parlato di Asa e mi ha confermato che era davvero bravissimo. 

Per il ruolo di Isabelle, ho incontrato diverse giovani attrici inglesi.  A un certo punto a New York è arrivata Chloë Grace Moretz, che parlava con l’accento britannico, così ho pensato che anche lei fosse inglese! Poi gli attori hanno iniziato a leggere le loro parti insieme, ed Asa e Chloë erano molto ben assortiti. Quando abbiamo provato altri due attori, il nuovo abbinamento non funzionava.  Asa e Chloe erano perfetti anche dal punto di vista della recitazione. Le loro personalità, pur essendo molto diverse, interagiscono bene insieme.

 

Per Papà Méliès, non ho avuto dubbi. Ho sempre desiderato lavorare con Ben Kingsley e alla fine ho fatto con lui due film: Shutter Island — in cui abbiamo collaborato benissimo insieme – e ora questo.  È un attore straordinario, fra i più grandi, non c’è neanche bisogno di dirlo … il suo lavoro parla da sé. La sua versatilità è nota. E quando ho visto l’immagine di Georges Méliès, non avevo dubbi che il suo look sarebbe stato perfetto per Ben.

 

A parte il look, la cosa più importante per Kingsley era la fisicità di quest’uomo in declino. Ben ha elaborato una maniera di muoversi che esprime il senso della sconfitta… ha assunto una postura abbattuta.  Questo accade dopo che l’uomo è stato così vivo, dopo che ha fatto 500 film, tre film a settimana, magici spettacoli serali e riprese cinematografiche di giorno. Méliès ha creato una forma d’arte completamente nuova e improvvisamente ha perso tutti i suoi soldi, deve bruciare tutto il suo lavoro e finisce dietro il bancone di un negozio di giocattoli  in un angolo nascosto di Gare Montparnasse.

Per il personaggio dell'ispettore ferroviario ho voluto invece che ci fosse qualche differenza rispetto al libro. Abbiamo perciò chiesto a Brian Selznick se potevamo ampliare questa parte perchè non volevo solo un personaggio che incute timore, che non fa altro che cercare di acciuffare il ragazzo.  Volevo che avesse più gusto, più sfumature e Sacha Baron Cohen è stato perfetto. A completare il quadro è venuta poi la decisione di arricchire il personaggio con una sfumatura romantica, garantita dalla presenza di Emily Mortimer, una delle attrici migliori del momento... ha un senso dell’umorismo fantastico e il ruolo della donna dell’ispettore era perfetto per lei!

Altra minaccia per Hugo viene direttamente dallo zio Claude, un poco di buono che sfrutta il nipote scaricandogli adossi tutti i lavori di manutenzione che dovrebbe eseguire lui. Ha il volto di Ray Winstone: Ray rappresenta una minaccia passiva; anche senza muoversi o parlare riesce a trasmettere una presenza oscura ed incombente. 

 

Per il ruolo del padre, invece, avevo bisogno di un volto che esprimesse tutto il calore e la bontà che Hugo ha conosciuto prima che lo perdesse. La scelta è ricaduta su Jude Law, con cui avevo lavorato già in The Aviator. Secondo me aveva l’autorevolezza e il fascino giusto per questo ruolo e volevo lavorare con lui in un progetto più lungo.

Poi, ho finalmente avuto la straordinaria possibilità di lavorare con Christopher Lee, un attore che ammiro da oltre 50 anni e a cui ho affidato la parte di Monsieur Labisse, il proprietario di una libreria all'interno della stazione. 

La stazione è anche popolata da un microcosmo di personaggi che io definisco "vignette": fanno parte di quel mondo.  Lavorano lì tutti i giorni.  Tutti questi personaggi dovevano  entrare e uscire dal film, creando legami fra loro, nello stesso modo in cui Hugo cerca un legame con il suo passato. La loro sola presenza apre scenari che arricchiscono l’atmosfera della stazione».

 

Hugo Cabret (USA, 2011)
Drammatico
Durata 130'
Regia: Martin Scorsese
Con: Asa Butterfield, Chloe Moretz, Sacha Baron Cohen, Jude Law, Emily Mortimer, Ben Kingsley, Christopher Lee, Ray Winstone, Richard Griffiths, Helen McCrory
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L'automa

 

«Per il ruolo di un personaggio molto speciale, centrale alla trama e al suo svolgimento, ci siamo rivolti all’attrezzista di scena David Balfour, che ha lavorato con l’ingegnoso costruttore Dick George, per creare l’automa di Hugo».

Dick George spiega: «È un personaggio in sè, quindi è stato come costruire un piccolo essere umano.  Sono stati realizzati un totale di 15 automi per le riprese: ognuno esegue un movimento diverso oppure ha una sua specifica funzione all’interno della storia. Il nostro vantaggio è stato quello di poter avere tutte le più moderne tecnologie a nostra disposizione, cosa che i primi orologiai non avevano; tuttavia avevano una profonda esperienza e comprensione dei meccanismi degli orologi. I primi automi erano realizzati con un sistema computerizzato  e l’informazione era programmata, lettera dopo lettera, perciò  scriveva o disegnava in modo limitato. Nel nostro caso, poiché si tratta di un programma informatico, può disegnare qualsiasi cosa».

Hugo Cabret (USA, 2011)
Drammatico
Durata 130'
Regia: Martin Scorsese
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Ritrovare il vero Méliès

«Nei miei DVD dei film di Méliès c’è l’immagine di Méliès in copertina. Un giorno sul set, due dei bambini del film, di circa 12 anni, hanno visto i DVD e pensavano che l’uomo dell’immagine fosse Ben Kingsley. Gli ho detto che si trattava di Méliès, e loro mi hanno chiesto:  "Quindi esisteva davvero?".

A differenza dei fratelli Lumiere, Méliès ha esplorato e inventato la maggior parte di tutto ciò che ancora viene fatto al cinema.  C’è una linea diretta dai film fantasy e di fantascienza degli anni ‘30, ‘40 e ’50 al lavoro di Harryhausen, Spielberg, Lucas, James Cameron.  C’è già tutto.  Méliès aveva già fatto tutto quello che oggi viene realizzato con il computer, lo schermo verde e il digitale, la differenza è che lo faceva nella sua cinepresa, nel suo studio. Non rimasto al passo con i progressi del mondo cinematografico, si ritirò presto nel suo studio, dove bruciò i set e i costumi e vendette le copie dei suoi film affinchè venissero fuse a scopi chimici.

 Per poter sostenere se stesso, la sua seconda moglie e sua nipote, Méliès, negli anni ’20,  lavorò in un negozio di dolci e di giocattoli sette giorni su sette, in una delle stazioni centrali di Parigi, Gare Montparnasse. Fu dimenticato fino a quando la comunità artistica dei surrealisti francesi non ‘riscoprì’ il suo lavoro, colpita dalla qualità visionaria delle sue opere.  Un rinnovato interesse nei suoi confronti diede vita ad un galà parigino in cui, con Méliès come ospite d’onore, furono proiettati molti dei suoi film. Stava persino lavorando ad un nuovo film,  quando morì, nel 1938.   

La prima volta in cui ho letto il libro, non mi ero reso conto che il signore del negozio di giocattoli era in realtà proprio Georges Méliès.  È una storia vera. Non aveva un quattrino e finì a lavorare in questo negozio a Gare Montparnasse, dove rimase per 16 anni».

 

Hugo Cabret (USA, 2011)
Drammatico
Durata 130'
Regia: Martin Scorsese
Con: Asa Butterfield, Chloe Moretz, Sacha Baron Cohen, Jude Law, Emily Mortimer, Ben Kingsley, Christopher Lee, Ray Winstone, Richard Griffiths, Helen McCrory
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La Parigi del 1931

 

«Al di là di alcune riprese ‘on location’, la maggior parte del film è stato girato presso gli Shepperton Studios, in Inghilterra, dove lo scenografo Dante Ferretti ha supervisionato la costruzione del mondo di Hugo, che comprende una stazione a grandezza  naturale con tutti i suoi negozi, l’intero edificio in cui vive  Méliès, il suo studio di vetro, una struttura bombardata a fianco, il negozio di vini all’angolo con tutta la mercanzia, ed un enorme cimitero con le tombe di pietra e grandi monumenti.

 Al centro della storia campeggia la stazione, costituta da un insieme di elementi di disegn e di  strutture ispirati alle tante stazioni dell’epoca, alcune delle quali esistono ancora e si sono rivelate utili agli artisti; purtroppo Gare Montparnasse fu distrutta e ricostruita completamente nel 1969. 

La nostra stazione è il risultato dell’insieme di tante diverse stazioni ferroviarie parigine dell’epoca.  Anche la nostra Parigi è una città che si basa sulla nostra impressione della Parigi di quegli anni».    

Hugo Cabret (USA, 2011)
Drammatico
Durata 130'
Regia: Martin Scorsese
Con: Asa Butterfield, Chloe Moretz, Sacha Baron Cohen, Jude Law, Emily Mortimer, Ben Kingsley, Christopher Lee, Ray Winstone, Richard Griffiths, Helen McCrory
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I set di Dante Ferretti

«Gli straordinari set di Ferretti sono stati arricchiti di particolari dell’epoca con l’aiuto della decoratrice Francesca Lo Schiavo, che ha avuto l’ ’ingrato’ compito di fare shopping nei mercatini di Parigi.  Ha inoltre supervisionato la riproduzione di  poster del 1930-31 da appendere nella stazione e su alcuni edifici. Nel film ci sono anche riferimenti che rendono omaggio ai migliori film francesi.

 

Ferretti si è ispirato ad una esperienza personale: all’età di otto anni, il padre del suo migliore amico lavorava con gli orologi e quando l’artista  ha iniziato ad inserirli nelle sue creazioni, gli sono tornati in mente particolari che aveva solo apparentemente dimenticato».  

 

Hugo Cabret (USA, 2011)
Drammatico
Durata 130'
Regia: Martin Scorsese
Con: Asa Butterfield, Chloe Moretz, Sacha Baron Cohen, Jude Law, Emily Mortimer, Ben Kingsley, Christopher Lee, Ray Winstone, Richard Griffiths, Helen McCrory
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L'uso del 3D

«Ho visto il primo film in 3D nel 1953: La maschera di cera, diretto da André de Toth, forse il migliore film in 3D mai fatto. L'anno dopo però il 3D di Alfred Hitchcock nel Delitto perfettoera davvero incredibile.  Al posto di essere limitato ad un effetto, interagisce con la storia e utilizza lo spazio come un elemento della narrazione.  Lavorando con il 3D ho scoperto che questa tecnica accentua la performance dell’attore, è come guardare una scultura che si muove. Non è più piatto. Con le giuste performance e i giusti movimenti, diventa un miscuglio di teatro e di cinema, ma diverso da entrambi. È una cosa che mi ha sempre interessato … ho sempre sognato di fare un film in 3D!

Probabilmente la prima immagine che ho visualizzato quando ho iniziato a lavorare sul film era proprio quella di Hugo che corre e si guarda indietro con un’espressione di nostalgia negli occhi. Il 3D produce un effetto di intimità rispetto ai personaggi, perché gli attori  risultano  più vicini a noi. Secondo me, il 3D crea un legame più forte fra il pubblico e i personaggi. Ho portato anche la mia cinepresa 3D sul set per aggiungere un’atmosfera di autenticità. 

Poi mi ha permesso di mostrare alcune immagini provenienti dai lavori di Méliés. Volevo mostrare tre o quattro scene del film Le royaume des fées ma, poichè il film ha luogo sott’acqua, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante mostrare il modo in cui sono state effettuate le sequenze subacquee: semplice ed incredibilmente efficace. Lo studio di vetro di Méliès è stato costruito negli Shepperton Studios in Inghilterra, basato sui disegni, le misure e le fotografie dell’edificio originale. La Cinémathèque Française ci ha fornito il diagramma di Méliès per le riprese subacquee e la mia squadra ha ricreato la collocazione dell’acquario con i pesci e della cinepresa per riprodurre l’effetto Méliès, utilizzando solo gli strumenti e le tecniche disponibili all’epoca. In qualità di filmmaker, penso che tutto quello che si fa oggi al cinema è iniziato con Georges Méliès. E quando torno a guardare i suoi film originali, mi sento commosso ed ispirato perché ancora possiedono l’elettrizzante gusto della scoperta ad oltre 100 anni da quando furono realizzati; e perché sono le prime intense espressioni di una forma d’arte che adoro, a cui ho dedicato la maggior parte della mia vita».

 

VIDEO: RIFERIMENTI:

 

 

 

 

Commenti

  1. M Valdemar

    2 febbraio 2012, 21:01 wow! uno speciale davvero "speciale", che non fa altro che accrescere la voglia di vedere il film (speriamo di non rimanere delusi però). Ma finalmente l'attesa è finita, e così domani o sabato mi catapulterò gioiosamente al cinema! sperando, dalla troppa foga, di non sbagliare sala ...

  2. Travis Bickle 1979

    3 febbraio 2012, 12:31 @grande Spaggy, speciale indispensabile, letto tutto d'un fiato, per un film assolutamente da non perdere.
    Infatti, ho già prenotato la mia poltroncina al primo spettacolo pomeridiano di oggi.

    Due anni fa, lessi il libro, quindi ne dedurrai la mia impaziente trepidazione. Mi piacerebbe, se io e te, Pietro, collaborassimo, prossimamente, a un altro post a quattro mani, ove potrei inserire le illustrazioni "scannerizzate" dei bellissimi disegni di Selznick.

    Ciao.

  3. Spaggy

    3 febbraio 2012, 14:19 Beh, Stefano: sempre a disposizione per qualsiasi cosa (del resto, sai anche come rintracciarmi fuori dal sito)... fa piacere notare l'apprezzamento per questi "speciali" che presto diventeranno materiale di ordinaria amministrazione. Spariranno da CineRepublic (vedo già qualcuno esultare) per trovare posto altrove ma sempre in "casa nostra" ;)

    Stay tuned: work in progress!

  4. maurri 63

    3 febbraio 2012, 15:37 Eh, no, Spaggy, non va bene, così: CR si "regge" su questo. Wrk'n prgrss, ok, but not too ! Motivi lavorativi mi stanno tenendo lontanuccio, purtroppo. Ma non c'è una (dico una) sola cosa che non abbia letto. E le tue sono certo tra quelle indispensabili. Cr "è" casa nostra. Un caro saluto.

  5. Spaggy

    3 febbraio 2012, 16:13 Si, Maurri... Cr è sia casa che "cosa" nostra ma... ma c'è FilmTv che ha bisogno di abiti nuovi :)

  6. supadany

    3 febbraio 2012, 18:57 Cavolo Spaggy mi hai messo addosso una curiosità quasi morbosa in attesa di vedere le prossime evoluzioni dei nostri siti di riferimento o del cuore, a seconda di come vogliamo vederla! ;-)

  7. Spaggy

    3 febbraio 2012, 23:41 Ma non ve ne siete ancora accorti? Uhm, vi do degli indizi: aprite le schede di "A.C.A.B.", "E ora dove andiamo?" e di "Underworld. Il risvegio" o di "Pina"... E poi ditemi che ve ne pare :)

  8. supadany

    5 febbraio 2012, 14:19 Ahahah, pensa che quando ho visto la prima scheda aggiornata, pensavo fosse colpa di un virus o di qualche aggiornamento di windows non andato a successo!! :DDD (o forse meglio) O_o Devo dire molto meglio adesso, tra l'altro finalmente c'è una giusta evidenziazione anche dei voti (che sono tanti e non combaciando con le opinioni potevano creare delle medie poco chiare a chi non seguiva assiduamente il sito), mentre l'iterazione tra i due siti e FilmTv stesso è migliorata ... più link e legami diretti non possono che migliorare lo strumento ed il suo utilizzo da parte dell'utenza! ;-)

  9. yume

    6 febbraio 2012, 11:17 Allora Spaggy, ho aperto le schede, e, oltre quelle, ho aperto anche la scheda su L'ultimo Imperatore. Ora ti dico cosa mi pare su quest'ultima che mi riguarda più da vicino (sul resto tutto splendido, ovvio). Il 4 del mese scorso ho pubblicato un post sulla mostra a TV che richiamava quel film. Letture 286, niente male, siamo a risultati medi. Circa un mese dopo ne appare un altro di utente xyz, breve e con riferimenti che avevo già dato (magari in forma più documentata ed estesa) con la notizia della proiezione gratuita del film nei giorni x e y.Bene, un' integrazione su quanto il 4 gennaio non era neanche in mente Dei. Ora vedo sulla scheda relativa all'opinione, nella finestrella "post più recente", appunto la più recente, cioè la seconda.Dunque questo per premiare l'impegno. Non c'è che dire, il criterio è oggettivo, l'automatismo perfetto, il mio post ormai sepolto in varie (ed eventuali), e quel che conta è sapere che ,in data ormai superata, quel film lo potevamo vedere gratis.Eviterei, dunque, di parlare di miglioramento, è un giudizio di qualità che non sempre ( e sottolineo non sempre) trova riscontro.Un saluto

  10. Spaggy

    6 febbraio 2012, 11:29 Eh, Paola... ma quello non è un problema relativo alle nuove schede. Quello è un problema di "contenuti" di CR, dove dovrebbe esistere un filtro più rigido nel far passare post talvolta inutili e ripetitivi. Non venirlo a dire a me che, in un anno e passa, ne ho viste di tutti i colori: dai post copiati da "Sette", "Venerdì" o quotidiani vari a post che riprendevano senza nulla aggiungere cose già da altri detti... capisco il senso di sconforto, capita anche a me se apro ad esempio la scheda di "La bella gente", dove tutto trovo in evidenza tranne che quanto avvenuto al film...

  11. yume

    6 febbraio 2012, 12:49 Ho capito, Pietro, e quello che ti è successo lo so bene, perciò parlavo di automatismi che, però, non dovrebbero prendere il sopravvento. Dopotutto non capita tutti i giorni, una controllatina ,diciamo manuale, ogni tanto, basterebbe per ovviare. In questo modo la gente si stufa e, dopo un po', se ne va, e non perchè ce l'abbia con qualcuno ma perchè si sente intrappolata in un ingranaggio peggio di una catena di montaggio. Insomma, il fattore umano, voglio dire. E senza prendermi della squilibrata, possibilmente, se mi faccio risentire (intelligenti pauca, non sei certo tu :)


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