Walter Hill è un regista che noi, cinefili, m'aborriamo pur la cinefilia, noi il Cinema l'amiamo senza "fronzolarlo", gustato come la colazione al mattino che non si pente di luculliani bacon, e qui è tenuto molto in auge, ché tutti conosciamo i corridori "selvaggi" del suo esser guerriero, in notti che anelavan solo Coney Island e vissero l'Inferno.
Da più d'un mese a questa parte, il mitico Walter è tornato dietro la macchina da presa, per una commedia-thriller, forse, un po' sulla scia delle sue 48 Ore.
Protagonista, Sylvester Stallone, altro attore per cui troppo Tempo poco s'è andato per il sottile nelle critiche, eccezion fatta per l'"incontestabile" dittico Rocky-Rambo. Il resto è sempre stato, a torto, considerato "spazzatura", e questi frettolosi detrattori dai "sofismi" intellettuali poco avvezzi al Cinema di genere e alle sue "simpatiche" varianti, be', dovrebbero ripassarsi i suoi Mercenari per prender coscienza del piglio che a me tanto piglia e che innerba di gran Cuore naif o solo anni '80 questo "fottuto" pezzo d'Uomo.
Ha, spesso, un'espressione "ebetuccia" nonostante il fisico macho? Ben venga l'ebete quando non è solo un pioppo o un abete, anche se non sarà poliglotta a "cantar" in tutte o per tutte le "lingue" di Babele, be', è Uomo di siffatta, empaticissima statura personale, a cui devo ringraziare, anche, che il suo labbro sia così "traviato", quasi sbeccato, dunque spericolato, ché le strade "sbandate" profuman sempre di neuroni dal veloce schizzo muscoloso.
E allora, ve lo "piazzo" bene, proprio, quasi ve l'"impostero", "impostori" che lo ripudiate, sul set di questo Bullet to the Head, no, non è il remake di John Woo (Quello era "in" e non "to", no, non un film di Johnnie To, quanta confusione e mi date alla testa!), diamine, informatevi! E forse, meno, dovreste "infornare", altrimenti mi perdete questa roba luccicante qui.
Son cose che si fanno? Troppa cucina e le vostre pattine, vi dan alla testolina, che poi non mi ama il testosterone di Sly.
Dai, dai su, beccatevele.
Smagrito, fors'anoressico nelle palpebre, teso e "invenato". Forse, come dice il borghesuccio impiegatello... "è un po' invecchiatello...".
Quest'Uomo "rozzo" che chiede delucidazioni nei bicipiti "lucidati", come dice il Morandini, la sua lucente muscolatura.
Spremuto e stremato, forse di pancia "imploso", di cowboyano jeans su maglietta casual d'avventore del bar per soli(ti) e solidissimi duri.
Non solo la boxe è il suo forte, anche in boxer, il nostro "Gardenzio" (non era solo Enzio?), ha il fascino del sessantenne tatuato...
Grande, idolo!
(Stefano Falotico)




















































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