Film molto interessante sotto il profilo tecnico che si avvale di una regia curatissima e inventiva. Martin regala soggettive, dolly e inquadrature studiate per rendere visivamente accattivante il risultato finale (si veda la scena con Tomas Milian stravaccato su una sedia con alla sua sinistra uno specchio su cui si riflette, come se fosse un monitor che tramsette immagini, il pestaggio di Wylder).
Ottima la fotografia di Barboni e la soundtrack di Stelvio Cipriani (qua al suo debutto nel cinema).
In palla Tomas Milian che passa per l'occasione dal cinema d'autore a quello bis. Brava anche la Zalewska (sotto lo pseudonimo di Ella Karin). Anonimo Mario Brega (sbarbato), pessimo il legnoso Wylder.
Interessante, anche se con una sceneggiatura tutt'altro che innovativa. Voto: 6.5

















































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