Ecco il primo cortometraggio muto di Orson Welles, realizzato nel 1934 all'età di 19 anni in collaborazione con William Vance
Il seguente estratto sul film è tratto da "Orson Welles" di Claudio M. Valentinetti, Il Castoro Cinema
"Joseph McBride è riuscito qualche anno fa a "ritrovare" un filmetto del'34 di circa 4 minuti (in realtà la durata, come vedrete, è 8 minuti), The Hearts of Age. Un film, ha detto Welles, "da vedere a casa la domenica pomeriggio". Ma è difficile essere d'accordo con un'affermazione così semplicisticamente riduttiva... The Hearts of Age rivela quanto egli seguisse e personalizzasse le "lezioni" del cinema d'autore dell'epoca: girato con Virginia Nicholson e William Vance (nella cui collezione è stato ritrovato), il film ha una struttura surreale, in cui però confluiscono diversi elementi e diverse scuole cinematografiche, da Murnau a Griffith, da Stroheim a Lon Chaney, dal primo Bunuel all'avanguardia francese degli anni'20 ecc. E, naturalmente, contiene in nuce buona parte del cinema futuro (montaggio, luce, inquadrature ecc.) e della "teatralità" (trucco, gusto dell'apparire vecchio a 19 anni, sdrammatizzazione del senso della morte ecc.) del Welles che conosciamo, da Citizen Kane in poi.
The Hearts of Age comincia con una palla dell'albero di Natale che ruota, immagine ripetuta quando una figura passa davanti alla macchina da presa sfiorandone un'altra. Seguono, poi, in un montaggio serrato e rapidissimo (anche con immagini in negativo, alla Murnau) alcune campane che suonano: una vecchia signora (in realtà Virginia Nicholson con un trucco molto pesante, quasi da teatro "No") si dondola su una di queste campane. Un uomo con la faccia nera "con la parrucca ed un vestito da bambino ornato di pizzi— ricorda McBride— incongruamente completato da un paio di mutandoni da football, tira la fune della campana, con la vecchia signora sul tetto sopra di lui". Di nuovo la palla che ruota: una lapide tombale con tre ombre che si muovono dietro, una tomba con una mano aggrappata. Una mano suona una campana: la signora di nuovo si dondola sulla sua campana, mentre l'uomo dalla faccia nera strattona la corda: la signora apre l'ombrello. Ancora una sfera che gira, in primo piano, questa volta spinta da una mano: una pietra tombale con una mano che striscia lungo il bordo e un dito che indica qualcosa. Una tastiera di pianoforte e poi appare Orson Welles che apre una porta su un volo di stelle. Welles, anch'eglitruccato da vecchio, con una parrucca da clown con i ciuffi sporgenti sulle tempie, cappello a cilindro e bastone— scende le scale visto da tre angolazioni diverse, mentre la signora, in rapido montaggio alternato, lo guarda. Dopo due apparizioni "in costume" della Nicolson e di Vance, la signora continua a dondolarsi (ma sul tetto di una casa vicina) e, probabilmente infastidita dalla comparsa di Welles, fa un gesto col bastone verso l'uomo con la faccia nera, L'azione è interrotta da un inserto di quelli, dice giustamente McBride, "cari a Griffith e Stroheim": una mano versa monete da una conchiglia e una scopa spazza via questo denaro. Una mano lascia cadere una banconota da 5 dollari sul pavimento. Welles— che è evidentemente La Morte— appare alla finestra e fa dondolare due leccalecca a forma di cuore. La signora si mostra infastidita e accentua il dondolio. Welles sorride: poi, rapidissima, l'immagine di un teschio, una corda tirata con violenza, due piedi sospesi a mezz'aria, la testa dell'uomo con la faccia nera che ondeggia appesa a un cappio. Segue il disegno di un campanaro impiccato, nel cui campo si inserisce una mano che lo firma tracciando nell'angolo in basso una campanella. L'atmosfera si fa sempre più cupa, scura e funerea: Welles cammina con un candelabro in mano, siede al piano e suona (con la cinepresa, alla Fantasma dell'opera, che lo inquadra inclinata sulla destra). La macchina da presa si avvicina alle dita di Welles che suona. D'improvviso, il pianista sbaglia una nota e smette. Appoggia l'orecchio ai tasti del pianoforte, quasi a volerne ascoltare il suono: si alza e trova, morta dentro al piano, la vecchia signora. Welles— La morte estrae dalla cassapanca alcune lapidi che mescola come fossero carte: ognuna porta incisa una parola (Dormi, Riposa in pace, Con il signore e Fine). Poi si rimette a suonare. Immagine della campana, ancora una volta. Le sue mani che suonano. La lapide. "Fine".















































Commenti
16 dicembre 2010, 12:11 Ottimo post Steno per un corto giovanile che al pari dei ricordi di Welles, non mi ha certo entusiasmato alla prima visione. La tua dettagliata descrizione però, invoglia a riprenderlo in considerazione. Un saluto.
16 dicembre 2010, 12:58 Ti ringrazio Inside, credo che sia un cortometraggio molto enigmatico e sarebbe interessante sapere cosa ne pensano altri al riguardo... un saluto
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