Attenzione! Sono presenti spoiler o anticipazioni del finale.
Dopo il Crepuscolo ( l’innamoramento), la Luna Nuova (l’abbandono) e l’Eclisse (la rivalità) è arrivato il momento dell’Alba ( Infinita) dell’eternità, divisa in due per ragioni di marketing (Harry Potter docet!).
L’altalena stilistica visiva emotiva dell’esangue Twilight Saga, cominciata come esperimento indie e diventata blockbuster seriale multimilionario per le adolescenti di ogni dove, giunge così al termine con il quarto quasi conclusivo capitolo. Inaspettatamente Breaking Dawn Parte I si rivela il miglior film della serie, dotato di effetti speciali finalmente tali e di una coinvolgente colonna sonora splendidamente coerente con le precedenti. E’ la scelta di Bill Condon ad aver fatto la differenza. Il regista-autore osa l’inosabile: pur seguendo la storia scritta la traspone “sfrondata” quasi del tutto dalle accessorie lungaggini e dalle smancerie meyeriane, (persistono tuttavia ancora indisturbate le insopportabili smorfiecontorsionifacciali della Stewart), superando la soglia adolescenziale dei primi tre episodi e introducendo un tono più adulto e drammatico, sottolineato da due elementi finora inediti: il sesso e il sangue.
Il primo è relegato alla sola luna di miele, il secondo invece, apre e chiude il film. Presente fin dall’inizio, nell’inquietante visione del matrimonio che vira “in rosso” con i corpi degli invitati accatastati gli uni sugli altri a formare una macabra torta nuziale (in cui appare fugacemente l’irresistibilmente istrionico Michael Sheen, pronto a imperversare nella Parte II), ricompare al termine dell’accelerata gravidanza della protagonista. Il fragile corpo di Bella muta, mostrando la pelle tesa e nuda sulle ossa che si spezzano ( mentre al contrario lo scamiciato licantropo Jacob appare più coperto del solito) e nuovamente il sangue sgorga nella convulsa scena del parto, meno macabra dell’originale letteraria, ma comunque efficace nel rendere il dolore e la tensione. Conclude (momentaneamente) la sovrannaturale vicenda un doppio finale ovviamente aperto che mantiene alte le attese: l’imprinting, potente ed ineludibile come la gravità, di Jacob nei confronti della neonata Renesmee ( prodigiosa bambina di cui si intravede l’aspetto futuro, anello di congiunzione tra le due parti di Breaking Dawn) e la “rinascita” della nuova Bella in versione (Biancaneve) vampira dagli occhi rossi.

















































Commenti
Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra