Da oggi, vorrei omaggiare qui su "Cinerepublic", il Principe Antonio De Curtis, in arte Totò. La nostra infanzia, perlomeno quelle dei migliori, è stata corroborata del suo genio istrionico, "malevolo", insinuante, avanti coi Tempi, innovativa "marionetta" dalla faccia sghemba, l'espressione "triste" da formidabile clown impareggiabile. Ridere e pensare con Lui è un onore per ogni uomo che si rispetti.
Allineandomi alle rassegne estive che in questi mesi, come di consueto, ce lo "propinano" a ogni orario e "salsa", inizierei con la sottovalutata commedia degli equivoci Il medico dei pazzi. Una sarabanda esilarante di un Totò in formissima con "Totoate" di rara raffinatezza... quando scambia semplici "pensionati" per poveri pazzi e, da lì, le reazioni a catena della sua inimitabile verve mimica, battutistica, uno scoppiettante, incontenibile, grande "sindaco" in una realtà più "piccola" di Lui. Chapeau!
(Stefano Falotico)















































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