Nel 1962 il regista francese François Truffaut, presso gli studi della Universal, raccolse una lunga intervista al maestro della suspence, Alfred Hitchcock. Il resoconto di quell'intervista fu uno straordinario volume, Il cinema secondo Hitchcock, disponibile in edizione italiana a cura di Ferrari e Pititto (sia tradizionale che tascabile), come giustamente osservato da Marcello Del Campo.
Ebbene, dopo quasi 50 anni, gli audio di quegli incontri sono stati resi disponibili sul web. Un'operazione che desta particolare interesse: si ripercorrono i film di Hitchcock realizzati fino a quella data, da Blackmail a Psyco, analizzandone innovazioni tecniche, sceneggiature, pregi e difetti, attraverso le voci di due tra i più grandi Maestri della Settima Arte.
Da sentire, anche solo per il gusto di immaginarli uno di fronte all'altro.
Qui è possibile scaricare tutti i files audio disponibili.
















































Commenti
19 febbraio 2011, 07:59 Grande Spaggy, la notizia è eccelsa. Anche se non capisco tutto quello che si dice in un film in inglese, scaricarli è d'obbligo!
19 febbraio 2011, 08:51 Neve, nonostante un anno a Londra e dieci anni di fitto inglese impostomi anche a casa per colpa di una nonna italoamericana, non ti nascondo che spesso diventa ostica anche per me la comprensione. Al di là della lingua, però, seguendo la mia concezione quasi "romantica" (da sturm und grand, tanto per intenderci), credo che questi files audio rappresentino qualcosa di unico per vari motivi: due differenti concezioni di cinema che si incontrano, un regista restio alla critica che spezzetta e analizza le sue opere con il suo "dannato" humour inglese... inseguo i files dall'inizio dell'anno, sapevo che per una questione di diritti sarebbero stati "liberi" dall'1 gennaio e finalmente sono qui: il fascino che esercitano è unico.
Io consiglio l'ascolto anche anche non ha dimestichezza con la lingua: è un po' come ascoltare una ballata di Bob Dylan, si crea quasi un'atmosfera di ossequioso silenzio... se ci fai caso, è tutto talmente musicale (pause, risate, toni acuti e gravi) da non sentire quasi l'esigenza di non capire...
19 febbraio 2011, 09:18 Bene Spaggy, il nostro segugio personale di film.tv, meno male quello che dici in finale sennò ero proprio out con l'inglese.Me li sentirò come Bob Dylan e tutto il resto, ho sempre amato non capire quello che dicevano i testi e di rado sono andata a vedere le traduzioni (un po' come le vecchiette di una volta che recitavano la messa in latino, uno sballo,chissà se qualcuno le ha mai registrate?)
19 febbraio 2011, 09:27 ma pensa, sollecitata dal tuo post sono andata a ripescare in biblioteca dove si accumulano per decenni cose di cui ti scordi e ho ritrovato i due volumetti del '78 con l'intervista editi da L'Unità. Che meraviglia, un sabato di grandi letture! grazie
19 febbraio 2011, 10:08 Una precisazione (i libri hanno una storia): "François Truffaut. Il cinema secondo Hitchcock" fu pubblicato in prima edizione da Pratiche Editrice, Lucca nel 1977 (Collana "le forme del discorso" pp. 291). L'anno dopo, L'Unità, diretta allora da Walter Veltroni lo pubblicò allegato al giornale (in due volumi. Attualmente è reperibile nelle edizioni del Saggiatore, su licenza Pratiche con 311 illustrazioni, sempre nella traduzione di Giuseppe e Francesco Pititto.
19 febbraio 2011, 11:04 Fai bene a precisare, Marcello, visto che secondo le mie fonti il volume risulta essere fuori catalogo. Mai come in questo caso contento di essere smentito.
Così come Yume anch'io mi ritrovo in casa i due volumetti dell'Unità conservati gelosamente da mio padre: mai bene ereditato fu da me tanto apprezzato.
19 febbraio 2011, 11:09 ...tra l'altro, aggiungono le mie fonti, sembra che presto la Universal metterà in commercio su suolo americano le riprese video... speriamo bene...
19 febbraio 2011, 12:23 Io ho sia l'edizione del 1977, sia quella "Est" del 1997 con qualche illustrazione. Quella riccamente illustrata indicata da Marcello la volevo comprare, ma poi ho desistito a causa del prezzo (dopotutto ne ho già due edizioni e di foto ne ho molte) e delle dimensioni del volume. Tutto ciò che esce dalla bocca del Maestro, anche in turco, è la bibbia per me.
Speriamo bene per le videoregistrazioni!
19 febbraio 2011, 12:29 Neve, se clicchi sulla scritta "edizione italiana", trovi un sito dove è possibile acquistare l'edizione del 2008 in versione "tascabile" al modico prezzo di 9 euro, dopotutto si può anche fare ;)
19 febbraio 2011, 16:49 ...e, tuttavia, per conoscere meglio Francois, consiglio un volume(da me posseduto, ma introvabile), edito dal Centro studi fiorentino Francois Truffaut, fuori commercio, realizzato per la mostra straordinaria che gli abbiamo dedicato a Napoli, qualche anno fa: vi si ritrova una profonda avversione per quella intervista, e tutto ciò che ne discendeva. Oltre a testimonianze inedite ed originali di Grualt, Shiffman, Eve e Marie, Susan Sontag e quelli che l'hanno conosciuto. (Io ho visto Truffaut una sola volta, non sapevo ancora scrivere, al Grenoble partenopeo...: un'illuminazione? E al cinema sono rimasto...). Non dimentichiamo che, a tutt'oggi, la critica considera Hitchcock un regista minore. Era di tipo commerciale, e, per bocca della sua assistente, disprezzava il pubblico. Non mise mai una volta l'occhio nella cinepresa negli ultimi venti anni di vita (tanto, sosteneva, le pellicole si vedono al montaggio...) e al giovane Francois, che chiedeva con insistenza "i codici" dei suoi lavori (peraltro oggi evidentissimi), preferiva parlare della sua collezione di vini. E dire che Truffaut non beveva, mai! Ma sir Alfred, che faceva film per affermare il suo dominio (e le attrici lo abbandonavano presto: Ingrid ne sa molto....dall'aldilà - e Rossellini ne scontò le maldicenze ed ipocrisie..-, Tippi Hedren per riuscire a liberarsene intentò una causa, Kim Novak l'odiò a vita: sostenne che l'aveva vamipirizzata.., Vera Miles non volle lavorare più col presunto "maestro"), non ebbe mai la possibilità di scrivere una sceneggiatura. Una persona detestabile, insomma. Forse, proprio per questo, evitava la profondità: si vantava, nel caso di Psyco, di essere riuscito a realizzare un incasso record con "un film insignificante, con personaggi inutili, senza una trama, e neppure un protagonista, ma il pubblico non se n'è accorto" (parole sue, e poi rideva, eccome...). Oggi, quando rivedo i suoi film posso salvare qualche pezzo de Gli uccelli, Intrigo internazionale per tre quarti, La donna che visse due volte. Il resto è noia. Ecco, dunque, che Guzzano e co. arrivano a sostenere che se non fosse stato per Truffaut "Hitch non sarebbe mai stato sdoganato!". Eppure, come dice Amelio nel suo libro "Il vizio del cinema", "Il cinema secondo Hitchcock" è il più bel libro di cinema che sia mai stato scritto. Forse, perchè, in fondo, il suo sottotitolo avrebbe dovuto essere "il cinema secondo Truffaut"...
19 febbraio 2011, 17:45 Maurri, tu sai che ora giustamente pagherai pegno e mi fotocopierai quel volume pagina per pagina e rigo per rigo? ;)
19 febbraio 2011, 18:11 Ps: cmq, grazie per i file audio, Spaggy. Sentire parlare di cinema chi fa il cinema, è pura estasi!
19 febbraio 2011, 18:11 Va bene per il volume!!
20 febbraio 2011, 14:41 dopo aver letto l'intervista di Truffaut a Hitchcock mi sentivo che avrei potuto dirigere un film anch'io! ma che ancor oggi la critca consideri Sir Alfred un minore non sono d'accordo
20 febbraio 2011, 14:44 ...sulla critica di oggi non saprei esprimermi, mi hanno annoiato un po' tutti e di conseguenza non li leggo... sono rari i casi in cui mi soffermi su letture interessanti...
Maurri, guarda che hai già il mio indirizzo in posta ;)
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