Si stanno svolgendo in questi giorni in una fredda Varsavia le riprese del nuovo lavoro del regista Andrzej Wajda, Walesa, il biopic da 4 milioni di euro dedicato al leader di Solidarnosc ed ex presidente della Polonia Lech Walesa.
Se appare comprensibile che a occuparsi di Walesa sia Wajda - profondo conoscitore della scena politica del suo paese e Palma d'oro a Cannes nel 1981 per L'uomo di ferro, in cui una breve apparizione di Lech Walesa nei panni di se stesso era costata al regista la cancellazione della sua compagnia di recitazione — azzeccata sembra anche la scelta dell'attore protagonista Robert Wieckiewicz (già scelto dalla regista Agnieszka Holland come interprete principale del suo In Darkness, dramma sulla seconda guerra mondiale candidato come miglior film straniero agli Oscar) che, grazie a un paio di azzeccatissimi baffi finti, mostra una straordinaria somiglianza con il vero Walesa, rimasto allibito nel vedere le prime immagini. Il ruolo della moglie Danuta è andato invece all'attrice Agnieszka Grochowska ma, a parte la grandezza del progetto che sarà nelle sale polacche nell'ottobre 2012 dopo il passaggio a un importante festival europeo (presumibilmente siamo di fronte a uno dei titoli principali del Festival di Venezia 2012 targato Baratta), ciò che salta all'occhio è la presenza nel cast dell'attrice italiana Maria Rosario Omaggio, nei panni della giornalista e scrittrice italiana Oriana Fallaci.
Nel ripercorrere la biografia di Walesa, a partire dagli Anni Settanta in cui era un semplice elettricista dei cantieri navali di Danzica fino al periodo della sua discussa e controversa presidenza terminata nel 1995, Wajda non dimentica di mettere in scena l'incontro tra Lech e Oriana Fallaci, avvenuto nel 1981 all'indomani della nascita di Solidarnosc, l'Associazione sindacale indipendente e autogestita, di cui Walesa era diventato senza averlo pianificato il leader carismatico. Contattato dalla Fallaci per essere intervistato per il libro Intervista con il potere, in un primo momento Walesa era restio a confrontarsi con colei che si vantava di essere stata ricevuta dai più grandi re e pericolosi dittatori tanto che l'incontro per una serie di motivi, tra cui uno sciopero programmato a cui Walesa avrebbe dovuto prendere parte, rischiò di saltare fino all'ultimo minuto. Prevenuti l'uno nei confronti dell'altra, Walesa e la Fallaci diedero vita a una conversazione che sarebbe diventata profetica con il passare del tempo, una conversazione in cui la Fallaci paventava il rischio dell'intervento dei carri armati dell'Unione Sovietica con l'introduzione della legge marziale, cosa che avvenne mesi dopo.
"Lei ha uno stile autoritario, e siccome ce l’ho anche io, c’è un problema. Trovare un modus vivendi, facciamo un patto, d’ora in poi io sarò gentile con lei, lei lo sarà con me. Senno ci si sbrana, va bene?"
Scelta in un primo momento Monica Bellucci per il ruolo della Fallaci, Wajda è poi rimasto colpito da una foto apparsa sul Corriere della Sera in un articolo in cui si parlava della lettura pubblica da parte della Omaggio dell'ultimo libro scritto dalla Fallaci prima di morire nel settembre 2006. La foto mostrava una straordinaria somiglianza tra la scrittrice e l'attrice, una somiglianza che Wajda scoprirà andare oltre all'aspetto fisico. Ad essere simile è infatti anche la voce rauca di entrambe e il portamento fiero.
FOTO-CONTRONTO: ORIANA FALLACI E MARIA ROSARIO OMAGGIO
Onorata dalla scelta del regista che le permette di portare sul grande schermo la forte personalità della scrittrice (ma forse anche sul piccolo, dato che la Rai ha in mente il progetto di un film per la televisione incentrato sulla giornalista per la cui parte da protagonista sembrano essere in ballottaggio la stessa Maria Rosaria Omaggio e Monica Guerritore), Maria Rosaria Omaggio è riuscita a convincere la nipote di Oriana Fallaci a mettere a disposizione la pelliccia indossata per presentarsi all'incontro con Walesa, il magnetofono usato per realizzare l'intervista e la cinepresa che immortalò il fitto dialogo con il futuro premio Nobel per la pace Lech Walesa, oltre a fumare da tempo le stesse introvabili sigarette.
E le prime foto non sembrano deludere chi ha amato e ammirato il lavoro di quella che ad oggi è la più importante figura del giornalismo italiano.
FOTO DA "WALESA": MARIA ROSARIA OMAGGIO NEI PANNI DI ORIANA FALLACI
Ritornando invece al progetto generale del film, sappiamo che la sceneggiatura è del giornalista e scrittore Janusz Glowacki — testimone diretto degli scioperi del 1981 a Danzica — e che la fotografia è curata da Pawel Edelman — storico collaboratore di Wajda e operatore in film come Il pianista e Ray.
Andrzej Wajda, quattro volte candidato agli Oscar e detentore di numerose onorificenze (tra cui anche quella di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferita nel 2000), ha dichiarato che Walesa è il progetto più difficile in cui si è imbattuto in tutti i suoi 55 anni di carriera ma che nessuno meglio di lui avrebbe potuto raccontare ai giovani di oggi la storia del leader che ha permesso alla Polonia di liberarsi dalle catene del comunismo e aprirsi alla democrazia e a forme liberali di economia.
FOTO DAL SET DI WALESA







































































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